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YouPorn Premio Nobel per la Pace

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C’è un velo di ipocrisia che copre il tema della pornografia online. Una specie di pudore autocensorio che impedisce ogni seria e genuina discussione. Si preferisce generalmente catalogare la questione come un affare di pochi e di pochi neanche troppo puliti. La sozzura della visione, della fruizione, della strumentale esperienza delle proprie fantasie fatte video è spesso rincondotta alla depravazione, ad una inguaribile stortura morale di alcuni membri dell’umanità. Chi guarda il porno è un maiale (o una maiala). Suina equazione che, come frequentemente accade, tende a nascondere, ad eliminare il dato reale a favore di un ideale di vita, di società, di cultura.

Ogni secondo, circa 28mila persone stanno guardando un porno online. Ogni secondo una Verbania di sconosciuti si collegano e scelgono il loro genere, la loro fantasia del giorno, il loro spunto per una gioia improvvisa e necessaria. Tra questi utenti sporcaccioni e goderecci, uno su tre è una donna. Fatto, quest’ultimo, che nega i facili argomenti di coloro che bollano la faccenda come esclusivamente maschile. E’ bene chiarirlo una volta per tutte: anche le donne fanno uso della pornografia online.

Il porno non riguarda una piccola parte della società. Esso è al contrario un fatto di pubblico dominio, sul quale molti potrebbero esprimersi ma pochi lo fanno. L’uomo medio sembra preferire essere accusato pubblicamente di aver preso tangenti piuttosto che essere scoperto nell’impuro atto di farsi le pippe guardando YouPorn. La terribile vergogna per questo umanissimo bisogno, per questa necessità di dare corpo alla propria immaginazione, ha finito con l’ammazzare la riflessione intorno al potenziale di pacificazione dello strumento. Se è vero che le dinamiche sociali sono l’aggregazione delle azioni individuali, l’individuo che placa i propri istinti, che pone fine alla frustrazione o sublima la propria gioia, interviene direttamente sul mantenimento della pacifica convivenza.

YouPorn rappresenta nell’immaginario collettivo la controparte zozza di YouTube; quel luogo virtuale in cui il sesso si afferma e si contraddice grazie alla sua meravigliosa indeterminatezza; quel paradiso della fantasia dove quasi tutto è concesso e in cui quindi è possibile ricercare una individuale dunque collettiva pace. In questo senso, esso non è soltanto il territorio della goduria, ma anche il paesaggio dell’appagamento non violento.

Per tutte queste ragioni; per aver favorito la distensione e l’erezione delle coscienze nell’epoca della frenesia; per il suo ruolo di educazione alla comprensione delle proprie preferenze in materia sessuale; per la sua opera di mediazione etnica e culturale; per aver incentivato lo slancio liberatorio della morale e quindi la conoscenza dell’altro nella sua dimensione più intima, quella sessuale; per la diffusione di un principio di pace fondato sul piacere

Libernazione propone YouPorn come Premio Nobel per la Pace 2014.

Porn is Peace. Clicca qui per aderire anche tu

8 Comments

    • Bello, bello… Hanno completato la raccolta fondi nel 2012 (raccogliendo più soldi del previsto) e ad oggi, il sito non è ancora partito.

  1. pippe davanti allo schermo del pc: bello, gioioso, coinvolgente, come no, Nobbel paa pace addirittura, giusto!
    La maniera più sana e adulta e per niente morbosa di vivere quella cosa grandiosa che è appunto il sesso!

      • Engy fa parte di quella categoria di persone che se una cosa non gli piace mica gli basta non farla. Ha un disperato bisogno che non la faccia nessuno.

        • fuori strada tuti.
          la compulsione per la pornografia denota proprio come il sesso sia ancora vissuto come una cosa sconcia che per questo diventa sempre più ossessione, compulsiva appunto; e ne conosco diversi/e.
          Perchè poi il problema è la compulsività, non tanto la frequentazione occasionale di siti pornografici.
          e come il sesso sia vissuto in modo malato, nell’incapacità di viverlo invece in maniera sana e gioiosa e magari anche libertino con persone in carne e ossa.
          Io non voglio proprio vietare niente a nessuno e le vostre argomentazioni sono debolucce e intolleranti.

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