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Votiamo sulla Costituzione, non importa di Renzi e Boschi.

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I sostenitori della riforma e del governo si spendono moltissimo sulle conseguenze che una vittoria del NO, portando – a dir loro – il NO alla caduta di Renzi e conseguentemente alla rovina del Paese. Tralasciando questo ultimo argomento, del tutto indimostrato e quindi irricevibile, bisogna dire due cose.

La prima, siamo abituati ormai a governi che del responso delle urne tengono conto minimo; se anche Renzi perdesse il referendum non è affatto detto che mollerà né che mollerà subito, a dispetto di quanto egli stesso ha dichiarato. Una scusa per rimanere al governo là si trova sempre, l'”Emergenza X” è sempre una scusa ottima.

La seconda, è stato Renzi a dire che se perde il referendum se ne va. Ieri pure la ministra Boschi ha detto che farà altrettanto.  Ora, legare la riforma alla sua persona è stata una scelta sbagliatissima. I sostenitori della riforma dicono che il NO raccoglie gente cui della Costituzione non frega nulla ma che vogliono solo far cadere il governo. Possono star tranquilli che anche il SI raccoglie gente cui la riforma non piace ma che non vogliono far cadere il governo.

Insomma stiamo per scegliere le regole del gioco democratico dei prossimi decenni non sul merito ma sulla tenuta di un governo e di un Presidente del Consiglio che tra l’altro ha già dichiarato che non si ricandiderà dopo il secondo mandato. Ma si può sapere chi se ne frega di quello che fa Renzi se vince il NO? Chi gli ha chiesto di dire che mollerà? Noi dobbiamo votare sulla Costituzione, cioè di quello che potranno fare Governi e Parlamenti ben oltre la vita politica di Renzi e Boschi. Davvero, non si può pensare a un modo più sbagliato di approcciare la questione è l’unico modo per uscirne è che Renzi dica: “‘mi sono sbagliato, scusate, votate sulla Costituzione e la riforma, non su di me”.

Sarebbe una marcia indietro che forse avrebbe ripercussioni negative su di lui ma eliminerebbe una grossa ipoteca dal dibattito. Ovviamente non succederà mai. E allora teniamoci i NO e i SI drogati da considerazioni che col referendum non c’entrano nulla. Ma la responsabilità di questo ricade tutta sul Governo, non ci sono scuse.

1 Comment

  1. A me non sembra una proposta squilibrata, insensata o lesiva della dignità costituzionale. E’ vero, per l’effetto combinato legge elettorale-riforma del bicameralismo il governo ne esce rafforzato e viene saldamente detenuto anche da una minoranza relativa, ma trovo più democratico il governo di una minoranza relativa in grado di esprimere la volontà del maggior numero possibile di elettori piuttosto che un’accozzaglia-truffa senza principio come quella odierna. I poteri di garanzia ne possono essere influenzati, forse poco più rispetto a prima, ma ci sono correttivi come l’aumento del quorum per l’elezione del PdR, la limitazione della decretazione d’urgenza, i referendum abrogativi potenziati e quelli propositivi, nonché l’obbligatorietà di discutere e votare le proposte di iniziativa popolare. Voi che ne pensate?

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