un blog canaglia

Violenza di genere.

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Mentre tra ieri e oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulla Donna, molti miei amici e conoscenti si producono in esercizi di anticonformismo molto witty e un po’ supponenti sulle iniziative intraprese per la medesima giornata, sull’articolo della Comencini su Repubblica (per la verità io l’ho letto e non ci ho capito molto) e sulla “retorica neofemminista” (ah beh!), si diffonde la notizia che lo scorso aprile, in Puglia, 10 – dicesi DIECI! – maledetti stronzi hanno assalito e stuprato in gruppo una ragazza di 14 anni.

I dieci stronzi in questione avevano saputo dal finto profilo FB aperto per uno scherzo coglione da una compagna della vittima, che questa sarebbe stata “disponibile a tutto”. Quindi hanno ben pensato di poterne approfittare violentando la ragazza collettivamente.

Ora, la legge sul femminicidio non avrebbe probabilmente salvato la ragazza. Gli articoli della Comencini, certo, nemmeno. Ma forse è anche ora di smettere di prendercela con queste cose come fossero loro la causa di orrori come quello in Puglia, perché non lo sono.

Forse un po’ di sana educazione sessuale volta a diffondere una cultura della sessualità aperta e non colpevolizzante avrebbero potuto molto di più.

Forse avrebbe potuto evitare che DIECI teste di cazzo criminali prendessero la notizia che una ragazza fosse più disinibita di altre come un’autorizzazione in bianco alla scopata collettiva (“che tanto le piace…”; non mi venite a dire, amici dotati di pistolino, che voi non avete sentito dire centinaia di volte “tanto le piace” in qualunque contesto; beh, forse è ore di iniziare a provare a obiettare che se a una ragazza “piace” forse non è che “le piaccia” a tutte le condizioni e in tutti i contesti; non basta pensarlo ma diciamolo anche, perdio!).

Dobbiamo riflettere sulla nostra “cultura” sessuale. Perché se non uno, due ma DIECI persone di cui diverse ultraventenni si sentano autorizzate a stuprare in gruppo una ragazzina questo è un fottutissimo problema culturale. E la sanzione penale da sola non basta. Anzi, serve a lavarcene le mani archiviando la questione come semplice “ordine pubblico”.

Mi piacerebbe solo che – al posto di discettare di quanto troviamo idioti gli articoli della Comencini, le proposte di legge sul femminicidio e gli altri bersagli tipici di questo anticonformismo da salotto  (mi ci metto in mezzo) – magari iniziassimo a discutere di come ridurre al minimo la possibilità che episodi del genere si ripetano. Magari per una volta la si smette di abbaiare al dito, per quanto brutto esso sia, che indica la luna. Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

9 Comments

  1. Nessuno vive più nell’Italia degli anni cinquanta. La cultura della sessualità che i ragazzi conoscono non è certo colpevolizzante. Vivono nell’Italia del 2013 e cosa sia la sessualità l’hanno appreso su internet, non all’oratorio.
    Smettiamola di dare la colpa a una cultura che non esiste più da decenni. L’Italia è un paese sessualmente estremamente libero, il fatto è che rimane un paese estremamente misogino.

    • Mi fa quasi tenerezza l’ingenuità di questo tuo pensiero. Non fosse proprio questo che produce tali aberrazioni.

      E’ colpa dell’internette! E’ sempre colpa degli altri o di qualcos’altro. Mai della cultura in cui si è immersi fino ai gomiti (tenendo le braccia alzate per aria, dico). Cosa vi fa così paura nell’ammettere che c’è un ENORME problema culturale?

      • Ovviamente non ho mai detto che sia colpa di internet, ne che la cultura sessualmente libera in cui viviamo sia negativa.

        Che ci sia un enorme problema culturale è proprio quello che ho detto. Me è un problema di misoginia, non di repressione sessuale.

    • non direi. “Cultura sessuale” se interpreto bene il pensiero di Absinthe non vuole dire ‘le api e i fiori’ ma un’educazione sessuale che inquadri l’individuo a 360°. I giovani possono trovare benissimo su internet (e lo fanno) i filmati in cui Rocco s’incula una tizia mettendole la testa nel cesso. Che girano in tutto il mondo, peccato che in paesi più civili non generano misoginia, ma solo una risata. Perchè forse c’è un background, e non mi riferisco solo alla scuola, migliore. Visto che a norma di legge non si può entrare nei discorsi che avvengono a tavola delle famiglie la sera, forse sarebbe utile che ci pensasse l’educazione. Così il padre a cui il figlio mascolo in squilibrio ormonale pone delle domande per quanto sentito la mattina, dobrebbe dare una risposta. E magari il giovane in questione si farebbe una risata guardando il video con la tizia nel cesso, invece di progettare di fare lo stesso con la compagna di banco, tanto ‘le piace, in fondo sono tutte troie’.

      La cultura misogina (e mi trova d’accordo su questo punto) che trasudiamo da ogni poro ce la costruiamo ogni giorno, a partire soprattutto dall’adolescenza..

  2. meno male, pensavo di essere l’unico a trovare demenziale la critica femminista contro il concetto di femminicidio… di recente il mio facebook sembra una gara a chi critica di più il concetto, come se fosse peggio della violenza di genere stessa.

  3. sicuramente direi non sono la causa, ma sono parte del problema: un approccio sbagliato può essere comunque controproducente e ostacolare l’adozione di approcci più corretti..

    • si legga ‘Andy Warhol era un coatto’ di Labranca, e capirà perchè si può ridere per una scena simile. Trash allo stato puro. Il rischio è che poi si metterà a scaricare le puntate di Drive In.

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