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Violentare l’Italiano

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C’è violenza e violenza: quella di cui voglio parlare oggi ne costituisce una declinazione blanda, e ha per oggetto la lingua italiana. Passi per la grande quantità di succedanei inglesi che senza necessità vengono utilizzate al posto di parole nostrane meno sexy (eh no, “sexy” in Italiano non c’è, penso si debba proprio usare il termine inglese, e questo vale anche per il bellissimo “outing”): non so, su due piedi mi vengono in mente “spread”, “notch” ed “account”, che corrispondono a “differenziale”, “tacca, livello” e “gestore della relazione”, rispettivamente.

Ci sono dei modi raffinati per seviziare la lingua: un atto crudele che viene solitamente praticato per fretta, succubanza culturale verso il mondo anglosassone e/o per manifesta incultura. Solo tre esempi: “ricco in calcio”; “confidente” e “dragone”.

La prima espressione l’ho vista campeggiare per anni sulla confezione di un noto formaggino per bambini – forse avrei dovuto preoccuparmi maggiormente della qualità di quell’alimento e del fatto che fosse prodotto da una nota multinazionale svizzera finita sotto lo scrutinio internazionale per aver promosso la vendita di latte in polvere in paesi in cui l’acqua è sporca, con le conseguenze del caso. Eppure quella frase, frutto di una traduzione approssimativa dall’inglese che ha dato luogo ad un’espressione indubitabilmente errata in Italiano, mi ha sempre infastidito.

Per anni ho vissuto sereno nella consapevolezza che il sostantivo “confidente” si impiegasse per indicare una persona cui si raccontano cose intime, che è bene che altri non conoscano. Oppure uno o una che fa la spia per la polizia o i giornalisti. Devo constatare che oggi qualche malaccorto lo usa come aggettivo, in considerazione della sua assonanza con il termine inglese “confident”, ovvero fiducioso. Assai simile è l’uso che alcuni fanno della parola “figure”: dicono in pratica “figura” al posto di “numero”. “Sei confidente sulle figure?”. “In quel momento, vostro onore, ho impugnato il mio revolver …”

“Dragone”: ma non abbiamo il bellissimo “drago”, in Italiano? Che bisogno c’era di quest’altra malatraduzione dall’inglese “dragon”? Certo, “La tigre e il drago” è molto più fiacco, come titolo, rispetto a “La tigre e il dragone”: il segreto è in quella sillaba in più, che dà assuefazione.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

2 Comments

  1. Ti capisco… Io lavoro in una sede italiana di una multinazionale americana, ho raccolto le espressioni più usate di italiano storpiato… Non ho qui con me il file, ma ne ricordo diverse:
    -Schedulare una riunione (da schedule)
    -Ci dobbiamo staffare (aumentare le persone in un gruppo, da staff)
    -Forwarda la mail (inoltrare…)
    -Fittare (da to fit)
    -Markappare (da mark up)
    -Cerchiamo di stretchare questo corso (da stretch)
    -È un tipo skillato (da skill, x dire che uno è “forte”)

    E molti altri ma ora non mi vengono…
    Magari domani mattina se mi ricordo guardo la raccolta e ne posto altri (ehi! Ho scritto “posto” nel senso di “postare”! 😀 )

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