un blog canaglia

Usare il web per complicare le cose

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Uno potrebbe pensare: mi registro sul web, pago i due euro con carta di credito o con Paypal e poi voto online.
Oppure, al limite: mi registro sul web, pago i due euro con carta di credito o con PayPal, stampo un pezzo di carta e con quello vado a votare.
Invece, a quanto pare, la cosa funziona così: mi registro online, stampo un pezzo di carta, poi con quel pezzo di carta vado all’ufficio elettorale, là mi fanno pagare i due euro cash e mi danno un secondo pezzo di carta con il quale, finalmente, potrò andare a votare.
Ecco, qualcuno dovrebbe spiegare a quelli del PD che le procedure online servono a semplificare le cose, non a complicarle. Servono a stampare meno carta, non il doppio. Servono a far fare alle persone una cosa sola anziché due, non due anziché una sola.
Altrimenti, poi, alle gente viene il sospetto non solo che del web non abbiate capito un cazzo, ma che per giunta lo usiate strumentalmente per sembrare un po’ più fighetti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. Beh, non necessariamente.
    Il fatto è che c’è un certificato elettorale vero e proprio di mezzo, che non si vuole far stampare a casa. La cosa è facilmente risolvibile: ci si pre-registra on line e il giorno delle primarie si ritira il certificato, si paga l’obolo e si vota. Così si evita la coda per registrarsi.
    Tutto nasce dal fatto che per evitare brogli e polemiche l’organizzazione delle primarie ricalca quella delle votazioni politiche. Probabilmente quando in Italia sarà possibile votare on line (leggi: quando ci sarà un sistema sicuro per farlo), anche le primarie si faranno seduti alle proprie scrivanie.

  2. Qualche giorno sul Post c’era un articolo sul voto negli Usa: circa il 20% dei voti che decidono chi sarà il presidente degli Stati Uniti è espresso per posta. Si, per posta. Niente controlli sul voto, sull’identità del votante, etc. Uno prende una busta, ci infila il suo voto e la manda per posta. Ora quello mi sembrava un estremo nel senso apposto ma…è possibile che si possa votare per posta il presidente degli Stati Uniti e serve ‘sta trafila per votare il segretario del PD?!?

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