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Uomini e tori

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Non sono animalista, non me ne frega un cazzo dei macachi usati come cavie nei laboratori e uno dei momenti più eccitanti della mia vita degli ultimi mesi è stato il Pork Factor di Concordia, regina di tutte le sagre del maiale in Emilia-Romagna.

Però ogni anno, nel corso della seconda settimana di luglio, tifo per il toro. Tifo per il toro perché sono un darwinista convinto, credo nel miglioramento della specie per mezzo della soluzione naturale, godo tantissimo quando il ghepardo afferra la gazzella azzoppata nei documentari così come godo nel vedere i tori incornare a morte quei cretini che ogni anno partecipano alla fiera di San Firmino a Pamplona.

La stupidità ha un prezzo, DEVE avere un prezzo, se vogliamo migliorare come specie. E allora che soccombano tutti quei deficienti che ogni anno sfidano il destino tra risa e lazzi di fronte ad animali, indovinate un po’, frutto di secoli di selezione e riproduzione controllata per avere corna più appuntite, arti più muscolosi e un carattere a dir poco irascibile. Macchine da morte create dagli esseri umani per seminare morte e distruzione tra gli umani stessi, nel divertimento collettivo: non è anche questo un altro sintomo di stupidità suicida? O è forse stata una scelta oculata di pochi illuminati che hanno capito, in un passato non troppo remoto, come dare un mano alla Natura per sbarazzarsi di individui geneticamente ingombranti?

E non si parli di tragedia, per carità. Parlare di tragedia per gente che muore facendosi inseguire da creature di più di una tonnellata di peso è come piangere per quei cretini multimilionari – ma pur sempre cretini – che si sfracellano su una moto viaggiante a 300 km/h per il piacere del popolino affamato di velocità e lacrime facili.

Allora forza toro, simbolo della barbarie più estrema e al tempo stesso unico antidoto per una civiltà figlia e vittima della propria stupidità. Ci estingueremo per auto-asfissia o verremo salvati da una bella incornata?

Viva il toro. E vaffanculo Ernest Hemingway.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

14 Comments

  1. …non so come attirare la sua attenzione sul fatto che i “cretini” multimilionari si sfracellano sempre più raramente, e anzi tendono a sfracellarsi meno quanto più multimilionari si fanno; temo che cada dalla sedia senza nemmeno essere multimilionario(a).

  2. “Compassione. La sofferenza degli stupidi non è meno reale di quella di chiunque altro.”
    Però la penso più o meno come te, Billy; anche perché Pala è un ottimo esempio (letterario?) dell’unica fine che può fare una società che si intenerisce indifferenziatamente per chiunque e smarrisce ogni senso delle dure leggi dell’evoluzione.

  3. Sono d’accordo, premio Darwin per le eventuali vittime della corsa coi tori e di tutte le corride del mondo. Solo un appunto:
    – “non me ne frega un cazzo dei macachi usati come cavie”
    – “godo tantissimo quando il ghepardo afferra la gazzella azzoppata”
    No. Capisco il cinismo libernazioniano, ma il rispetto per la vita viene prima di tutto, specie se hai scritto un articolo del genere. E’ necessario usare i macachi se vogliamo progredire nella nella cura delle malattie, il ghepardo ha il nostro stesso diritto di cibarsi di altri animali, ma godere di ciò o fregartene ti mette allo stesso livello degli stupidi che partecipano all’encierro.

  4. Caro Billy, tifa per chi ti pare, ma finiamola con l’insulto libero per le categorie che riteniamo in difetto, abitudine entrata anche nell’uso comune grazie ai telegiornali, che non si fanno problemi, quando si parla dei soliti che rovinano le partite di calcio, ad apostrofarli come “imbecilli”. Oppure, se davvero pensi che tutti gli abitanti di Pamplona siano dei cretini, perchè non glielo dici in faccia se mai ci passerai, però ti potrebbero rispondere che, per loro, di quei figli della merda che scrivono stronzate su una turca di blog grondante diarrea possono tutti morire chiavati in culo da uno scovolo del cesso.
    E’ una spirale senza fine, uccide il dialogo in partenza e non è bello per nessuna delle parti.
    Oppure, possiamo iniziare ad avere rispetto per l’altro, anche se lo riteniamo in tanto palese difetto da meritarsi l’insulto libero, è solo una questione di educazione, in fondo, e direi anche di civiltà. Cordialmente.

    • “quei figli della merda che scrivono stronzate su una turca di blog grondante diarrea possono tutti morire chiavati in culo da uno scovolo del cesso”, di’la verità che sei Cani Morti in incognito.

      • no, giuro, nonostante sia un convinto sostenitore di corride, san firmini, corse motociclistiche e qualsiasi altra attività che renda maggiormente disponibili due cose: parcheggi e vedove.

  5. Una cosa che vorrei fare prima di morire (o farla per).
    Sì sono un cretino. A te non te ne frega un cazzo dei macachi da laboratorio a me una mezza ceppa dei tori.
    1 a 1 palla al centro (in amicizia si intende).

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