un blog canaglia

Un’opinione a tutti i costi e forzatamente contro

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di Barbara Bussolotti

Franco Battiato è un uomo troppo libero per essere compreso da una massa di schiavi. Chi si indigna per il termine “troia” libero non è. Affatto. Né chi traduce la parola stessa, come nel tuo caso, con “prostituta che mercifica il proprio corpo” non è libero. Affatto.
Ad onor del vero, la dichiarazione di Battiato è questa:

[…]Mi rallegro quando un essere non è così servo dei padroni, come queste troie in giro per il Parlamento che farebbero qualunque cosa, invece di aprirsi un casino.

E dice ben altro. A meno che non si resti attaccati come sanguisughe alle strutture sociali delle quali si è inesorabilmente costituiti, orbi a tal punto da isolare da un contesto più ampio una ed una sola dannata parola come un grido nel deserto, sordi da non accorgerci che nel frattempo tutto un mondo perbenista e finto progressista e falso rivoluzionario grida allo scandalo e all’oltraggio. Ed altri drammi così.
È un peccato che tu riduca ad una sola immagine un universo di significato: una donna che vende il proprio corpo. Che ha tutta la libertà di farlo, in barba alla cultura patriarcale e maschilista e medievale e tutto il resto. Senza parlare del fatto che sullo stesso livello etico, semmai, si trovino coloro che quel sesso lo comprano. Ma noi siamo liberali, per noi è ovvio che sia sacrosanta la libertà dell’una di vendersi (se non sfruttata come una schiava) e dell’altro di comprare i di lei servigi per un quarto d’ora o un giorno intero.
È un peccato che tutti coloro che sono schiavi del loro stesso forbito linguaggio ci vedano questo: la prostituzione di un corpo.
Quel “troie” sta per “mal costume”. Un insieme di consuetudini marce e stantie e schifose, che come uno dei peggiori cancri serpeggia visibile e invisibile nella nostra società da sempre: la mercificazione di sé al fine di mettere il proprio culo su una sedia di prestigio e godere dunque di un punto di vista e di azione privilegiato, togliendola (e qui sta il cuore della questione) a qualcun altro ben più capace e meritevole.
Queste sono le “troie” che nessuno vuole. Queste sono le “troie” di cui parla Battiato. Questa è la prostituzione che fa schifo a tutti: vendersi ad un padrone, per diventare chi non si potrebbe mai essere se non per le proprie reali capacità. Politiche, professionali, personali.
Quindi basta con tutti questi sofismi da Social Network, che sono una nuova forma di schiavitù digitale due punto zero. Basta con quest’aria da femminismo forzato anche quando alle donne non si fa minimamente menzione, solo perché la parola termine in “e” ed è plurale. Basta con i puntini sulle “i”, che stanno bene solo nella scrittura in corsivo. Basta con questo parlare di aria fritta, quando non si hanno contenuti pieni di bellezza da aprire e condividere col mondo.
Nelle tue righe ci leggo soltanto un’opinione a tutti i costi, un polemizzare per forza, un essere contro per principio. Pure forzato e scritto da un traduttore mal funzionante, roba ben peggiore della (semmai) noia che desta in te un poeta qual è Battiato, appunto.
Siamo tutti diventati opinionisti precari eppure sicuri. Mentre io mi chiedo, perplessa: dove sono emigrate le persone comuni?

2 Comments

  1. peccato che non è vero che si riferiva genericamente ad ambosessi e a questioni di corruzione politica.io ho letto molto bene e si capisce.poi c’è stata l’arrampicata sugli specchi…e il rifuggire di tutti sotto le ali di un gran maestro,così “libero”,così puro,così incompreso…no,non è così.ha fatto una netta distinzione..ma se l’illusione dell’immagine che volete farvi di lui e dei suoi discorsi vi rassicura fate pure…

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