un blog canaglia

Una volta per tutte

in società by

Siccome si è molto discusso sulle parole che il papa ha pronunciato a proposito dei gay, colgo l’occasione per ribadire una volta per tutte un paio di cose delle quali, a mio parere, ci si dimentica un po’ troppo spesso:

  1. eccezion fatta per quanto dirò tra qualche riga, non mi pare plausibile pretendere che la Chiesa Cattolica, in quanto tale, accolga nella propria comunità i gay o i divorziati: voglio dire, ciascuno è libero di associarsi come meglio crede, e se è legittimo che io costituisca un’associazione che accetti, per dire, soltanto quelli con la barba, non vedo perché alla Chiesa dovrebbe essere impedito di fare altrettanto con gli omosessuali;
  2. sempre salvo quello che dirò -tra qualche riga in meno rispetto a qualche riga fa-, non mi pare neppure ragionevole voler impedire che la Chiesa si pronunci sull’omosessualità considerandola un peccato, o peggio una malattia: per me, naturalmente, si tratta di un convincimento orribile -oltre che scientificamente infondato-, ma nel nostro paese vige pur sempre la libertà di opinione, in base alla quale uno può legittimamente dichiarare di ritenere malati, che so io, quelli che lavorano troppo, quelli che fanno rafting o quelli che degustano il vino annusando il bicchiere per venti minuti.

Orbene, ciò premesso arriviamo al “ma”.
Tutto ciò che ho scritto nei due punti che precedono varrebbe davvero se, e soltanto se, parlassimo di un’associazione privata tra cittadini, vale a dire di un’organizzazione che si finanzia attraverso le quote associative e i contributi degli associati e interviene -legittimamente- nel dibattito pubblico grazie agli spazi conquistati con le proprie risorse.
La Chiesa Cattolica, però, in Italia non è questo.
In Italia la Chiesa Cattolica, al di là di ogni ragionevole dubbio, ha una rilevanza “pubblica” che non ha nulla a che vedere con la sua diffusione in sé e per sé, ma scaturisce direttamente -e direi “tecnicamente”- da una faccenda che si chiama “Concordato”, grazie alla quale lo Stato la finanzia con l’otto per mille -in parte attraverso le scelte dei contribuenti, certo, ma pur sempre rinunciando ad una quota di imposte che gli spetterebbero- e con moltissime altre forme di sostegno diretto o indiretto; e siccome è in Italia, non altrove, che la Chiesa Cattolica ha la sua sede principale -oltre che il suo gotha- ecco che l’anomalia finisce per trasferirsi, in un modo o nell’altro, alla Chiesa di tutto il mondo.
Ne consegue che il problema non è quello che il papa pensa, o dice, sugli omosessuali, e nemmeno il fatto che decida di accoglierli o non accoglierli nell’organizzazione che governa: il problema è il Concordato, che conferisce a quelle esternazioni, di per sé legittime, una rilevanza pubblica -e quindi una intollerabilità- completamente insensata in una democrazia laica.
Io, per conto mio, credo che i problemi vadano risolti alla radice, e che due torti non facciano mai -ma mai- una ragione: per cui smettiamola, per favore, di dire alla Chiesa quello che può pensare o non pensare sugli omosessuali; però smettiamola anche di finanziarla coi soldi pubblici, abroghiamo il Concordato e affidiamo la sopravvivenza del papa e di tutta la sua combriccola, come accade per qualsiasi altra forma associazionistica, alla generosità degli “iscritti”.
Sbaglierò, ma a me parrebbe molto più sensato regolarsi così.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

10 Comments

  1. E’ come funziona in Germania con la Kirchensteuer.
    Vuoi i sacramenti? Pagati la chiesa attraverso le tasse.
    Non vuoi i sacramenti? Buon per te, goditela a birre e salsicce.

  2. Il ragionamento non fa una piega! Se ne parlava già ai tempi di Cavour. Dubito tuttavia che questa via possa essere seguita dai nostri beneamati politici, di qualunque partito essi siano.

  3. Il ragionamento non fa una piega e dovrebbe funzionare anche per Radio Pannella.
    Siete iperliberisti? Ottimo, allora mettetevi sul libero mercato, prego, come fanno tutte le altre radio, con la vostra capacità-se ne avete-di aggregare consensi, fare ascolti e quindi raccogliere pubblicità (nessuno si scandalizzerebbe).
    Ma piantatela, perché non se ne può più, di gravare da parassiti sulle nostre esauste spalle, nascosti dietro la foglia di fico di un servizio parlamentare-doppione (c’è già GRParlamento),reso, oltre tutto, anche in modo scadente, con il continuo ricorso a trasmissioni differite, mentre l’ascolto in tempo reale è garantito solo dal canale radio-RAI.
    Il tutto CI costa circa 14 milioni e mezzo all’anno, e nemmeno si sa DOVE Giacinto mette un tal fiume di denaro, visto che NON paga con regolarità i lavoratori della radio.

    • Annamaria,

      ti sembra che i membri di Radio Radicale abbiano mai rapito, torturato e ucciso una ragazzina?
      Questo e’ quello che hanno fatto i membri del Vaticano con Emanuela Orlandi.

      E sono impuniti.

      Vanne fiera!

    • Cari Annamaria e Campi Alessandro Siro,

      il paragone con Radio Radicale non c’entra un fico secco. Il finanziamento pubblico a Radio Radicale e’ la vostra unica arma (spuntata) per controbattere un articolo e un ragionamento che, anche voi in fondo lo sapete, non fa una piega.

      Ecco alcune differenze fondamentali:

      1) il finanziamento pubblico a Radio Radicale permette allo Stato italiano d’appaltare alla radio pannelliana un servizio pubblico di diffusione delle sedute parlamentari, delle interviste a deputati e senatori, delle conferenze stampa istituzionali, insomma delle parole delle “persone di stato” fornendosi soltanto come megafono a queste parole stesse, ossia senza censura, senza direzione, senza orientamento.
      Il servizio pubblico “puro” nasce nel registrare la seduta parlamentare e trasmetterla a tutte le frequenze radio d’Italia. Punto. Non si tratta del finto servizio pubblico che ad esempio fa la scuola statale italiana, che prende i soldi di tutti i contribuenti per insegnare principalmente marxismo e fanatismo clericale.

      2) i signori che gestiscono e parlano da Radio Radicale non si sognano di certo di dire che parlano “in nome di Dio” o in nome d’una certa divinita’ superiore. Non si sognano minimamente di dire alle persone come devono vivere, in cosa devono credere e come interpretare le parole dei profeti…

      Ad ogni modo, anche togliendo il finanziamento pubblico a Radio Radicale, il Vaticano cronicamente fuorilegge e impunito rimarrebbe comunque il piu’ grande tumore della societa’ italiana.

  4. Sono da sempre favorevole all’abrogazione del Concordato, figuriamoci se mi va di difendere il Vaticano, il mio era solo un invito alla coerenza, rivolto a Capriccioli: puoi fare, dire, divulgare quel cavolo che ti pare, ma per piacere SENZA sfruttare da parassita pubbliche risorse, come invece fa R. Pannella, vero parassita di regime.

    Aggiungerei solo due piccoli ‘dettagli’:
    1) Quando fu sancito, nel 1984, il nuovo Concordato voluto da Craxi, i parlamentari radicali fecero una modestissima opposizione di pura facciata e alla fine NON (avverbio di negazione: NON NON NON NON NON) votarono, vuoi per non disturbare il compare Bettino, vuoi in ossequio ai voleri di Pannella che per TUTTA la legislatura impose il non voto: l’unico ribelle che invece votò sempre, opponendosi allo scempio della Costituzione (eccola, la vera “peste”) voluto da Pannella , fu Gigi Melega.
    2)Ma non vi siete PROPRIO accorti dell’ultima acrobatica piroetta del Giacinto che da diversi mesi è in quotidiana e adorante celebrazione di papi, vescovi, cardinali, monsignori e sante gerarchie?
    I vostri indignati anatemi contro Chiesa e Vaticano rivolgeteli a lui, per piacere,non sprecateli con me.

    p.s. A proposito, papa Francesco la paga l’IMU?
    Io direi di NO, ma il Giacinto, da qualche tempo, sull’IMU alla Chiesa fischietta tantissimo, e anche i suoi badanti hanno l’ordine tassativo di fischiettare.

  5. L’amore è amore…

    Aboliamo il concordato il prima possibile, accordo scandaloso al di là della decenza, ma
    Non Confondiamo:

    Non possiamo criticare se il Papa manda messaggi di apertura e evoluzione.
    Sarebbe come criticare Obama che dice che la pena di morte è un problema che va abolito.
    Sarebbe come criticare un politico siciliano che dice stop alla mafia.

    Io dal canto mio voglio imparare a distinguere i segnali di apertura, amore e evoluzione da quelli che portano chiusura e interesse di pochi, nonostante a volte provengano dalle medesime bocche.

    Grato agli spunti di discussione che offre questo sito, saluto.

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