un blog canaglia

Una fiction della Fox

in politica by

Diciamoci la verità: più che un Congresso “tra virgolette” (cit.) mi sono perso una fiction della Fox.
Eppure sarebbe bastato andare a non più di un paio d’ore di macchina da Roma, fare due chiacchiere in giro, guardarsi attorno.
E forse, ma dico forse, ne sarebbe valsa la pena.
Mi raccontano, ad esempio, che alcuni partecipanti sembravano usciti da “Walking Dead”: ex militanti dimenticati, alcuni dei quali divenuti nel frattempo senzatetto, che hanno colto l’opportunità di un pasto caldo in cambio -questo è il cambio di valuta in provincia di Siena- di una tessera alzata verso il soffitto.
Altri erano al primo congresso: invitati, spaesati, confusi, neanche fossero in un seggio di Scampia, sapevano per chi votare ma cadevano sul perché. E sul per cosa.
Poi incantatori di cobra sedotti da polimeri e tossine; improvvisati imprenditori senza portafoglio intenti a blandire giganti politici imbiancati, impuniti, impunibili; squadre evocate, chiuse in un golfo mistico che ribolliva di umiliazioni, rancori esistenziali e mutui da pagare; dirigenti costretti a lasciare, nonostante consensi maggioritari, dopo consigli aguzzi e crisi di nervi.
Avrei potuto incontrarli tutti. Così, senza pagare.
Invece mi sono detto: dai “referendum Cosentino” al movimento dei Cosentino il passo è breve.
E allora sono rimasto a Roma.
Altri sono andati. E forse non hanno sbagliato, perché a scalciare il passo c’è stata l’elezione di un tesoriere non convocato nella squadra, e quindi per fortuna estraneo, e una mozione finale concessa e votata. Ma anche la scelta del vecchio condottiero -e di pochi altri, più impauriti che determinati- di non mandare tutto in vacca, di non ritrovarsi circondato solo da premurosi quanto esigenti esecutori testamentari.
Non ci sono vincitori, all’undicesimo Congresso di Radicali Italiani.
Ma perdenti si.
Nasce come squadra, si muove come una squadraccia -con accuse delegittimanti che finiscono per autodelegittimare chi le ha formulate- e, al dunque, finisce come una squadretta.
Su Radio Radicale si capiva, e lo hanno capito anche i congressisti: alla fine della fiera è stata una ritirata, non una trattativa ingroiana.
Che del resto sarebbe stata decisamente poco credibile.
Perfino in una fiction della Fox.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

1 Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top