un blog canaglia

Un sogno

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Ai tifosi, com’è noto, piace vincere. Ne so qualcosa io, che da tifoso della Lazio ho vinto col contagocce, e di conseguenza ho assistito -e partecipato- a decenni di insulti nei confronti di una lunghissima serie di allenatori: perlopiù incolpevoli, a onor del vero, perché quando uno ha a dispozione materiale umano di terz’ordine non può compiere -fatte salve rare eccezioni- miracoli.
Ai tifosi, dunque, piace vincere, e ciò li conduce ad odiare tutti gli allenatori -ancorché incolpevoli- incapaci di realizzare tale velleità.
Tutti, tranne uno.
Perché se da un lato il fatto che Zdenek Zeman non abbia vinto mai niente è inconfutabile, dall’altro non ci si può non domandare perché sia l’unico allenatore al mondo ad essere amato a dispetto di questa circostanza.
Badate: i tifosi -tutti, in quanto tali- sono personaggi scorbutici, che raramente si lasciano infinocchiare dalle chiacchiere; ragion per cui ci andrei cauto a liquidare la faccenda come un fenomeno di moda, di pensiero radical chic o di snobismo.
Insomma, nel caso di Zeman dev’esserci qualcosa in più.
Io, che il suo calcio me lo sono goduto per qualche anno, credo che quel qualcosa in piú -nell’ambito limitato dello sport, ça va sans dire- abbia tutte le caratteristiche dell’utopia: vincere attaccando, divertendosi, segnando un gol piú degli avversari, dando spettacolo a scena aperta senza cedere neppure un millimetro al calcolo; cercare di realizzare i propri desideri senza mediazioni, senza compromessi, senza riserve; sentirsi più forti degli altri non perché si vince più di loro, ma perché si è più liberi di sognare.
Utopie, per l’appunto: che in quanto tali non hanno alcun bisogno di realizzarsi per rendere felice chi le porta nel cuore.
Del resto, pensateci un attimo: Fabio Capello ha portato alla Roma uno scudetto a vent’anni di distanza dal precedente, per di più scucendolo dalla maglia degli odiati laziali, e dopo qualche mese è dovuto scappare di notte come un ladro; Zdenek Zeman non ha vinto manco una coppa del nonno e oggi, quando torna, viene accolto come un messia.
Capello ha dato ai suoi tifosi un titolo, Zeman ha regalato loro un sogno.
La differenza, credo, è tutta qua.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. Questo post mi riconcilia con il blog! Zeman è riuscito ad allenare entrambe le squadre di Roma continuando a godere della stima di entrambe le tifoserie… un’anomalia positiva! Ben tornato boemo

  2. Io credo che il punto sia invece proprio che il tifoso vede quello che vuole vedere. Cioè se ci devo pensare con la ragione, non c’è un solo motivo al mondo per cui dovrei seguire il calcio, ma se la metto sull’istinto, allora mi faccio passare “tutto quello che mi pare”. Non è vero che Zeman è l’unico allenatore amato pur non avendo vinto nulla, anche perché ogni tifoso decide a proprio piacimento cosa considerare vittoria (uno scudetto, una champions, due derby, una promozione, anche un settimo posto o una salvezza o ancora una squadra che-secondo i suoi gusti personali- gioca bene): secondo me Zeman, da attore nella realtà di uno sport che è stato lungo la sua carriera sotto una crescente attenzione/pressione mediatica, non ha fatto altro che giocare il suo ruolo (che devo accettare, altrimenti sarebbe come andare a teatro e pretendere che le pugnalate fossero vere). E’ amato dai romanisti perché si sono identificati in lui nell’odio della Juve (Spalletti aveva impostato una squadra altrettanto, se non più, spettacolare, sfiorando davvero un meritatissimo scudetto, eppure non si continua a parlarne, perché non ha lasciato strascichi polemici da cavalcare a piacimento da parte di taluni). Per gli juventini Moggi è e sarà sempre il più grande dg della storia (e Lippi il più grande allenatore), perché dove gli altri vedono imbroglio, loro vedono controcomplotti (e probabilmente nessuno si sbaglia); per i laziali, se l’era Cragnotti non fosse finita com’è finita e la squadra avesse continuato a vincere in Italia ed Europa, adesso si parlerebbe di quella grandissima squadra e delle sue vittorie, non di Zeman.
    Il tanto discusso Mourinho non ha fatto altro che inventare uno stile tutto suo: creare trambusto, accentrare l’attenzione, fare da parafulmine per i media, preservare a modo suo la squadra e permetterle di vincere. In un modo che però non può durare più di tre anni (la sua storia si è ripetuta in ogni squadra allenata). Alla fine, però, il risultato fa sì che i tifosi scendano in piazza, e allora anche se la Roma di Capello non era bellissima, centinaia di migliaia di persone hanno festeggiato per mesi quello scudetto, anche se l’Inter di Mourinho ha vinto con catenaccio e contropiede la Champions, si è verificato lo stesso, anche se la Juve di Moggi veniva mazzulata in Europa “resta sempre il più grande dg di sempre”, e così via. Solo perché il tifoso vede quello che vuole vedere e sente quello che vuole sentirsi dire. E se vogliamo è la stessa logica alla base del concetto di “calciatore bandiera”.
    Io personalmente ho risolto il problema limitando il mio “tifo” al rettangolo verde, senza sentire, vedere o pensare a tutto il resto: se mi soddisfa la mia squadra, bene, altrimenti pazienza, anzi ha cominciato ad irritarmi davvero ogni tipo di polemica (forzata e non). Dal mio punto di vista di tifoso, l’unica cosa che mi preme è che si prevenga la violenza dei tifosi, purtroppo talvolta fomentata da boutades infelici. E soprattutto non credo ai cosiddetti “personaggi positivi”, perché si costruiscono/distruggono a piacimento.

    • la juve di moggi “mazzulata in europa”? ha fatto quattro finali di champions vincendone una in 8 anni, più una di coppa uefa e un titolo intercontinentale. alla faccia!

  3. Guarda che Capello e Zeman hanno anche un’altra cosa in comune: avere avuto a che fare con la FC Juventus. Zeman dal 1999 non fa che “azzuppare il pane” dentro l’odio atavico di tutte le altre tifoserie nei cofronti della Juventus FC. Perché io posso pure capire che ti viene voglia di fare dichiarazioni sul tono muscolare di un calciatore, è scorretto in quanto non hai prove, ma è quantomeno comprensibile. Una volta però. No che da 14 anni a questa parte, ogni qual volta c’è da intervistarlo, lui in un modo o nell’altro ha sempre una parola per la FC Juventus, e questa parola è esattamente quello che vogliono sentire i tifosi, riassumibile in JUVE MERDA. Altrimenti non si spiega perché autografi magliette con su scritto ODIO LA JUVE (bell’esempio, bell’utopia).
    Capello invece alla Juventus ci è andato, tra l’altro quasi all’improvviso, e portandosi pure dietro Er Puma Emerson. Dimmi te se non lo devono quantomeno ricordare male.

  4. D’Auria questa è un’analisi (oltretutto scritta da un tifoso laziale), non quella sorta di sfogo livoroso contro il non-suddito che dice che il re è nudo. E pensi che non ha nemmeno usato maiuscoli e neretti per far capire il concetto. Complimenti Capriccioli, questo articolo ci voleva come il pane.

  5. ah è un problema di maiuscoli e neretti adesso. Vabbe’.
    Metodi più eleganti o quantomeno più credibili per dire che sei d’accordo con Ale e non con me non ce ne sono?

  6. io potrò pure aver sbagliato il tono del post, esasperato dalle continue stupidaggini che dice Zeman riportate dalla stampa; tuttavia, restano ferme le mie considerazioni oggettive sul fatto che questa famosa “zemanlandia” riesce una volta ogni 7/8 anni, inframmezzati da esoneri e retrocessioni. Questi sono i fatti.
    Chiediamo ai tifosi del Fenerbache o della Stella Rossa come accoglierebbero Zeman.

    • Fenerbahce (anzi, per essere proprio precisi, Fenerbahçe,) non Fenerbache. Prima di fare ipotesi sui sentimenti dei suoi tifosi, dovresti imparare come si scrive.

  7. Solo un’ultima precisazione: Zeman sarà credibile come icona del calcio pulito quando avrà speso le stesse parole ed allusioni anche sui passaporti falsi, sulle società non fatte fallire mediante intrecci politica-banche e sulle fideiussioni false. Tutti reati che avrebbero fatto marcire in carcere un qualsiasi cittadino medio. Ma da questo ovviamente il boemo si guarda bene, chissà perché, eh?

  8. Grazie Ale..
    C’è un motivo se seguivo te da tempo, pur essendo un “odiato cugino” romanista.. Hai centrato il punto, chiarendo esattamente quello che tifosi si aspettano da Zeman,quest’anno.. Un sogno,un ideale,che come al solito sarà probabilmente effimero.. Il risultato è solo una parte dello spirito sportivo,spirito che Zeman,checchè se ne dica,incarna ed interpreta decisamente meglio di tanti suoi colleghi,pur con le sue note spigolosità..
    Tutte cose che un tifoso di una squadra “minore” quale sei tu e anche io,può ben comprendere,ma che sono evidentemente fuori dalla portata di chi,come D’Auria, crede che la vittoria sia quasi un atto dovuto.

    • prego? zeman incarna lo spirito sportivo? nel 2006 in lecce-parma, unica partita specificamente incriminata in quella stagione, passò gli ultimi 20 minuti con le spalle voltate al campo: lì l’omessa denuncia non valeva? proprio vero che i fatti non contano, conta il sogno…

      • se non sbaglio i fatti, incarnati dalla giustizia sportiva, in quel caso declinarono ogni responsabilità del boemo.. Magari era di spalle per non vedere, il che conferma ancora di piu’ il suo spirito sportivo. Nel momento in cui viene a mancare, lui si volta. Omessa denuncia de che??

        Conte, sempre secondo la giustizia sportiva, sia chiaro, sapeva. Sapeva da prima, e si è seduto in panca consapevole di quanto stava per accadere.

        Ora lo so che vi piace urlare al complotto, e quindi voi siete sempre innocenti, e tutti gli altri impuniti colpevoli. Ma al momento i fatti, non i sogni, dicono questo.
        Ma, chiaro, rifugiarsi nel classico “sono tutti uguali” è molto più facile, specialmente quando si è palesemente nel torto, vero?

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