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Un piano perfetto

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Grillo e Casaleggio possono ritenersi profondamente soddisfatti di tutto ciò che è accaduto nell’ultima settimana. In poche mosse hanno 1) monopolizzato l’attenzione dei media scansando Renzi, 2) lanciato, senza spaccature o malpancismi interni, un proprio candidato premier che tiene mediaticamente il passo, e, soprattutto, 3) polarizzato millimetricamente lo scontro. Infatti, hanno sfruttato la questione Bankitalia, l’impeachment, il parto dell’Italicum e a breve l’imminente ‘svuota carceri’, per mandare un messaggio preciso ai loro elettori ed a tutti i delusi ed incazzati sia di destra che di sinistra: da un lato ci sono Napolitano, Letta, Monti, Renzi, Casini, la Boldrini, Vendola, Berlusconi, Alfano e Schifani, Fabio Fazio, il Corriere della sera, Repubblica e le banche, quelli che vi governano e vi affamano, che sono tutti d’accordo tra di loro ed al servizio dei loro stessi interessi di partito, che vi riempiono di tasse e che fanno finta di litigare. Dall’altro ci siamo noi, il M5s, unica opposizione, bistrattata, che cerca in tutti i modi possibili di evitare che vengano approvati provvedimenti negativi per le famiglie, le imprese, lavoratori e disoccupati.

L’essere attaccati da tutte le parti li unisce e li salda ancora di più al proprio interno, e finisce per unire in negativo anche tutti gli altri che li attaccano, i quali, avendo lo stesso nemico, nella percezione generale più immediata e prepolitica, perdono ogni differenzazione e particolarità. E l’essere l’unica opposizione aggressiva, dura ed intransigente, esclusa e bistrattata dai ceti dirigenti, finisce per attirare a sè tutta quella indistinta massa frustrata e senza rappresentanza, proveniente dalla dissoluzione del ceto medio e dall’impoverimento della piccola borghesia, sempre più arrabbiata ed incline all’antisistema.

Chi al momento rischia di pagare il conto più salato, è Renzi. La legge elettorale concordata con Silvio, nella sua attuale conformazione, sembra essere stata fatta apposta per far vincere Berlusca. Gli alleati del pd hanno una consistenza elettorale quasi insignificante (i socialisti non raggiungono nemmeno l’1% e Sel, tra scandalo Vendola/Ilva e operato Boldrini, è in caduta libera). Mentre la coalizione che ha in mente il cavaliere, con Fratelli d’Italia, Nuovocentrodestra, Lega, Casini e alla fine anche buona parte di scelta civica, rischia di raggiungere soglia 37% già al primo turno. In più per Renzi ci sta il macigno del governo letta, governo del Pd rinfacciabile di essere emanazione programmatica della dirigenza democratica. Continuando su questa scia, attirerà impopolarità su impopolarità, che finirà per contagiare anche il sindaco di Firenze. Più resta a galla Letta, più l’effetto Renzi si spegne. Alfano, in più, mandato da Silvio, gli chiederà un rimpasto per farlo sporcare ulteriormente, impossibilitandolo a smarcarsi. E ancora, un esito estremamente negativo delle elezioni europee per il pd potrebbe rappresentare l’ingresso in un vicolo cieco dove tutto può succedere.

A questo mirano Grillo e Casaleggio, perché sanno che l’elettorato più instabile e confuso sta proprio a sinistra. E’qua che potrebbero pescare di più, perché il blocco sociale berlusconiano, con silvio in campo, regge. La connessione sentimentale del biscione con il proprio popolo non si è ancora esaurita.

Un piano fino ad ora perfetto, quello di Grillo e Casaleggio. Ottima tempistica, studiato freddamente ed a tavolino. Naturalmente possibile grazie alla malafede ed alla mediocrità politica e strategica di gran parte delle dirigenze dei partiti di ‘sinistra’presenti in Parlamento.

Soundtrack1:’Pilot’, The Notwist

 

5 Comments

  1. beh no. Il 37% del Berlusca non è certo. E in caso di ballottaggio, non tutti i grillini sono ancora rincoglioniti a furia di ‘sono tutti uguali’, e questo lo sa bene MR.
    Insomma, all-in.
    E poi, diciamolo onestamente, preferisco B al governo di questa cosa qui, in cui riesce a governare presentandosi (anche sotto Monti quando votava e Letta degli albori) come l’opposizione…

  2. Certo che tra i radicali che, con l’1%, si sono scapicollati per ottenere il maggioritario e scomparire e il PD che le trucca tutte pur di perdere, non si sa proprio chi sia il lungimirante più orbo.

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