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Un miracolo non si nega a nessuno

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Quando aveva cinquant’anni, a mio nonno è stato diagnosticato un tumore maligno al rene. Operato di corsa, i dottori dissero che aveva tre mesi di vita. Ricordo ancora la faccia turbata di mio nonno dopo una telefonata che ricevette trent’anni dopo quella diagnosi. Stavano facendo una ricerca epidemiologica e chiamavano i pazienti all’ultimo recapito noto per sapere che fine avessero fatto. Nel caso di mio nonno pare fossero molto sorpresi di trovarlo vivo e vegeto, tanto da chiedergli svariate volte se fosse davvero lui quello al telefono. Credo che mio nonno non avesse mai pienamente realizzato, fino a quella telefonata, quanto improbabile fosse una sua guarigione. 

Nonostante ci tenesse che tutti in famiglia venissero battezzati, cresimati, sposati e seppelliti in chiesa, mio nonno non era un uomo di fede. Nei vent’anni che ho passato con lui non l’ho mai visto andare a messa né pregare. Escludo dunque che si sia affidato a qualche aspirante beato o santo durante la sua malattia. Leggendo dei miracoli certificati ultimamente dal Dicastero per le Cause dei Santi ci sarebbe da mangiarsi le mani. Giovanni Paolo II è diventato santo grazie ad una donna con un aneurisma che dopo aver assistito in tv alla cerimonia di beatificazione del Papa polacco guarì inspiegabilmente. Paolo VI sarà beatificato grazie alla guarigione di un feto che al quinto mese di gravidanza si trovava in condizioni critiche con prospettiva di gravissime malformazioni future in caso di nascita. La mamma però si rivolse nella preghiera al Papa e il figlio nacque sanissimo. Chissà chi avrebbe potuto far beatificare mio nonno se invece di distrarsi in trattoria o in sala corse con gli amici, si fosse messo a pregare!

Tornando ad un registro più serio, l’esperienza di mio nonno mi fa pensare al fatto che le guarigioni inspiegabili esistono sia per chi crede che per chi non crede. Che non tutto quello che noi oggi non riusciamo a spiegare è necessariamente “inspiegabile” di per sé. La scienza, a differenza della religione, non vive di dogmi ed è in continua evoluzione e scoperta. Molti fenomeni che oggi ci appaiono normali, duecento anni fa sarebbero stati considerati atti di Dio. Ma la Chiesa Cattolica, istituzione immobile e reazionaria per definizione, invece di dichiarare beati e santi personalità che si sono distinte per la loro fede e le loro opere in vita preferisce andare a caccia di improbabili connessioni con guarigioni inspiegabili, affidandosi alla legge dei grandi numeri e seguendo logiche che in qualsiasi ambiente scentifico sarebbero da cartellino rosso diretto. E poi c’è ancora chi se la prende con le Vanna Marchi, i veggenti, gli oroscopi e i metodi Stamina di turno.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

8 Comments

  1. se non erro (pur non avendo dati alla mano ora) il numero di guarigioni spontanee dal cancro della gente che frequenta Lourdes, Fatima insomma quei posti lì è statisticamente inferiore a quello del resto della popolazione.
    Questo mi potrebbe indurre a diventare credente: vuole dire che Dio esiste, e gli stanno potentemente sul cazzo quelli che lo invocano per avere favori personali.

  2. Sono comparazioni difficili perche’ la popolazione di malati che va a Lourdes non e’ una popolazione estratta a sorte tra tutti i malati. Comunque non c’e’ che io sappia evidenza scientifica che guariscano di piu’.

    • Che intendi per evidenza scientifica?
      La chiesa riporta un numero di guarigioni dal cancro (medicalmente accertate) su numero di fedeli col cancro che fa il bagno nella vasca di Lourdes.
      Questa percentuale è inferiore al numero di remissioni spontanee (medicalmente accertate) nella popolazione di malati di cancro dei paesi occidentali.

      Ovviamente si parla di due popolazioni di ordini di grandezza diverse, per cui i fedeli di Lourdes potrebbero in generale avere tumori più maligni della popolazione generale, per cui come dici il paragone lascia il tempo che trova.

      Per cui, se dire come Odifreddi: “se hai il cancro è meglio che stai a casa invece di andare a Lourdes” è una cagata pazzesca, si può tranquillamente concludere che non vi sia differenza.

      All’autore dell’articolo: ma il morto sotto la croce di Wojtila non depenna un miracolo?

      • non saprei. Il campione ‘gente che va a Lourdes’ è decisamente elevato. A questo punto potremmo considerarlo significativo per la tipologia e la gravità dei tumori presenti. A meno che non introduciamo la variabile ‘la gente non crede ai miracoli e va a Lourdes solo come ultima spiaggia, quando la chemio e soci hanno già fallito, poi torna a casa e compra pure il sale di Wanna Marchi’.

        Quindi delle due l’una, o mi tocca diventare credente e credere di conseguenza in un gran stronzo, oppure la stragrande maggioranza dei sedicenti credenti crede solo perchè non ha altre opzioni sul piatto, un po’ come gli elettori di Grillo dotati di almeno tre cellule neurali.

  3. I santi vengono fatti tali per ragioni molto, molto terrene. I miracoli, veri o supposti, servono a dare quel “tocco in più” che aiuta la religione a prosperare nelle anime semplici.

  4. Post interessante Anna, anche se la questione è decisamente complessa. Credo comunque che la scelta di beatificare anche Paolo V sia dettata da ragioni “politiche”: a fronte di una laicizzazione del pontificato (vedi le dimissioni di Ratzinger), credo si sia sentito il bisogno di riaffermare il ruolo “mistico” del pontificato. Ultimo sovrano assoluto dell’occidente, il Papa deve riaffermare la sua autorità con poteri taumaturgici et similia, come i re francesi e inglesi dell’alto Medio Evo. Viva il XXI secolo!

  5. Come ha scritto Thomas Paine, i miracoli sono uno dei tre pilastri mediante i quali le religioni perpetuano se stesse.

  6. Essendo una classifica tutta loro, con meriti e regole tutte loro, con arbitri tutti loro… di come e perchè santifichino certi individui piuttosto che altri non dovrebbe importare di meno al di fuori del circo clericale.
    Certo è amaro essere bombardati da tv, radio e tutto il resto dell’apparato statale…

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