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Ultima beffa a sinistra

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Ha spiegato l’euronorevole Curzio Maltese, davanti al comitato di redazione del suo giornale, che la legge non gli impone niente. Quindi, quando la direzione del personale di Repubblica ha provato a metterlo in aspettativa senza stipendio, gli è bastata una letterina dell’avvocato per fargli cambiare idea. Pertanto Maltese si tiene sia i dieci e passa mila euro che gli versa ogni mese Repubblica sia i dieci e passa mila euro che gli bonifica ogni mese il Parlamento europeo.

Con buona pace degli elettori della lista Tsipras – che ci speravano – non partirà dunque alcuna lettera di smentita né verso il sito Dagospia (che ha lanciato la notizia), né verso i giornali che l’hanno ripresa. È tutto vero: doppia poltrona e guadagno netto in un mese che un precario non lo vede in due anni. E ciò, finché gli pare e piace. Tanto, come editorialista, Maltese non ha obbligo di presenza in redazione. E se davvero Ezio Mauro dovesse chiedergli un pezzo, non avrebbe problemi a inviarglielo via mali, ovunque si trovi.

La mossa, probabilmente, sistema Maltese a vita: 55 anni compiuti, ne avrà 60 al termine della legislatura europea. Quando pertanto passerà senza soluzione di continuità dal doppio stipendio alla doppia pensione. Per lui, Bingo.

Un po’ meno per gli altri due soggetti in campo: Repubblica e la lista Tsipras.

Per il quotidiano di largo Fochetti, soprattutto in termini retrospettivi: se si comportano così i suoi editorialisti più severi, quelli che per vent’anni hanno dato lezioni di etica al Paese, viene da pensare che in Italia davvero il più pulito ha la rogna; e che comunque questi moralizzatori non siano davvero migliori di quelli che volevano moralizzare. In altre parole il danno d’immagine (leggi: la figura di merda) si estende a tutte le altre penne del giornale. Anche perché la vicenda della doppia poltrona di Maltese segue di pochi mesi l’imbarazzante voltafaccia con cui Barbara Spinelli (altra firma di “Repubblica”) si è abbarbicata al seggio europeo dopo aver gridato ai quattro venti, per tutta la campagna elettorale, che la sua era solo una candidatura di servizio e non avrebbe mai accettato l’elezione.

Per la lista della sinistra radicale, tuttavia, la beffa è ancora maggiore. Già quasi scomparsa dopo il caso Spinelli, è adesso alle pezze. Era nata per combattere contro la povertà e si rivelata in effetti uno strumento vincente in tal senso: peccato che ciò si avvenuto limitatamente allo stipendio di Maltese. Ricapitolando, la sua parabola è stata quella di un cartello elettorale che grazie al culo di una collaboratrice precaria di Repubblica ha arricchito due già potenti e benestanti editorialisti di Repubblica. A occhio e croce, non un trionfo del socialismo

45 Comments

  1. Non vedo per quale motivo Maltese debba smettere di percepire lo stipendio per un lavoro che continuerà a fare nei modi e nei termini previsti dal proprio contratto.

    Le decine di avvocati che infestano il nostro parlamento smettono forse di percepire le parcelle?

    Ma siete seri? Ben vengano le canaglie, ma i babbei no per favore.

    • Ma ecco una domanda importante: è più babbeo chi conosce la differenza tra dovere e opportunità o chi ha bisogno che gli venga spiegata?

      • Tu, dimmi, sei in grado di capire che al massimo gli si dovrebbe chiedere di rinunciare all’indennità di parlamentare, ma che non c’è alcuna ragione per cui debba rinunciare a percepire lo stipendio continuando lavorare. Pensaci su, poi dimmi.

        • Intanto che io ci penso tu magari ti rileggi il pezzo e mi segnali la riga dove qualcuno chiede a Maltese di restituire qualche cosa.

      • Ma di quale opportunità vai cianciando… Il contenzioso Maltese-Repubblica è una questione tutta privata, combattuta in punta di diritto. Non a caso se la vedranno i loro avvocati in tribunale. Prima di sparare cazzate a tutto spiano facendo da cassa di risonanza a siti di informazione (si fa per dire) come ilgiornale.it o Dagospia.it bisognerebbe guardare le cose da tutti i punti di vista. La questione economica nel contenzioso Maltese-Repubblica è assolutamente secondaria, un risvolto seppure importante di quello che è il vero “pomo della discordia” rappresentato dal tentativo di mobbing operato dal direttore direttore di Repubblica, Ezio Mauro nei confronti dell’editorialista Curzio Maltese. Non è possibile tentare di “tacitare” un corrispondente per il solo fatto che questi è stato eletto al Parlamento Europeo in una lista ideologicamente distante dalla linea editoriale del quotidiano. La “mission” e l’incarico svolti in quel di Strasburgo permetterebbero, nella maniera più totale, a Curzio Maltese di continuare a svolgere il suo lavoro di informazione. Metterlo in aspettativa vorrebbe dire mettergli la mordacchia, togliergli la parola (scritta), cancellarlo di fatto dalle pagine del quotidiano, cosa che, per uno che fa il giornalista, non mi sembra davvero il massimo… Diverso è il discorso nel caso la questione di cui sopra si proponesse per ciò che riguarda incarichi nella P.A. e nelle strutture/apparati delle Stato.

        • Ma guarda i punti sono essenzialmente 3:

          1) da un fustigatore di vizi privati e pubbliche virtù è lecito aspettarsi qualcosa di diverso quando tocca a lui.

          2) Non credo che un europarlamentare abbia problemi a far sentire la propria opinione, e se così non fosse :

          3) perchè non ha sempliciemente continuato a fare il giornalista?

          • AHO!!! SEI DE COCCIO!!! ALLORA NON VUOI PROPRIO CAPI’!!! Non esiste una “questione di opportunità” (deontologicamente parlando) quando si è in presenza di un palese tentativo di limitazione della libertà di espressione perpetrato tra l’altro proprio nei confronti di una persona preposta al ruolo di informatore. Tra l’altro la legge non prevede “l’obbligo” di dimissioni da parte di nessuno, tanto meno di Curzio Maltese (e dunque il direttore Ezio Mauro non può pretenderle). La legge prevede invece che Curzio Maltese mantenga tutte le prerogative tipiche della funzione che esercita. Come vedi, non si può ridurre l’intera questione ad un contenzioso di natura economica quando invece essa è di natura strettamente ideologica. Ultimo, ma non meno importante, non mi pare che gli eurodeputati abbiano facile accesso ai Media di questo Paese che sono TUTTI in mano ai potenti di turno…

        • Cappuccetto Rosso sii buono dai, nessuno dice che Maltese faccia qualcosa di illegale, quindi è inutile che tiri da quella parte, perchè ti stai parlando addosso.
          La faccenda di lui vittima dei poteri forti invece la trovo deliziosa.

          • Che deve fa? L’ha votato e adesso è come quando ti vendevano il videoregistratore con il mattone dentro: mica potevi ammettere d’essere stato inculato e allora decantavi l’utilità come fermaporte dell’oggetto..

          • SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA – Il milione di Verdini? Peggio Maltese…

            Nel giorno dell’ennesimo rinvio a giudizio di Denis Verdini, padre costituente e garante del Partito Unico del Nazareno Renzusconi, stavolta per finanziamento illecito, il quotidiano Libero sbatte in prima pagina ben altro mostro: Curzio Maltese. Il titolo è di quelli che si fanno quando viene sgominato e catturato un pericoloso criminale: “Il moralista di Repubblica col doppio stipendio. La guerra dell’europarlamentare Maltese per tenersi anche la ricca paga del giornale”. Ora, come lui stesso ha spiegato al sito del Fatto, Curzio dopo la sua elezione nella lista Tsipras sta smaltendo le ferie arretrate, dopodichè rinuncerà – senza alcun obbligo di farlo – al suo contratto di giornalista di Repubblica per sostituirlo con una collaborazione retribuita ad articolo. Insomma, una vicenda privata di nessuna rilevanza pubblica, visto che non è in gioco un solo euro di denaro dei contribuenti, diventa uno scandalo che scatena siti e social network. E naturalmente la stampa berlusconiana, tanto per nascondere gli scandali veri. A proposito, il rinvio a giudizio di Verdini è nascosto da Libero a pag. 5   in basso. Titolo: “Verdini: ‘Il milione? Una penale che mi era dovuta’”. Ah, beh, allora.

            P.S.: Con questo atteggiamento il M5S non andrà da nessuna parte e le ultime europee lo hanno dimostrato ancora una volta: è bastato presentare una lista di Sinistra piccola, piccola che Grillo ha perso subito il 5%. Ergo: i grillini “de sinistra” (e ce ne sono) sono prima di tutto di Sinistra. Un’alleanza politica no?

          • di certo, se si spande la notizia, il disgusto aumenta, ma anche l’interrogativo “come mai alcuni stipendi sono tanto alti e proprio laddove si credeva altrimenti?” forse è un buon partire per invertire la marcia.

    • Ma certo: uno che si candida a rappresentare qualche centinaio di migliaia di cittadini, invece di impegnare il suo tempo a fare il parlamentare continua a fare il giornalista.. e il parlamentare quando lo fa? Nei weekend? Ma sia serio, per favore…

    • chi fa il giornalista non so come possa fare il parlamentare ( a Strasburog poi), e lo stesso vale per gli avvocati e tutti gli altri… il concetto è che anche chi pretende di essere diverso alla fine è come gli altri, non si tratta di leggi violate, ma di opportunità

    • bravo, e magari la prossima volta ci pensi due volte prima di arrivare in un posto qualsiasi a distribuire babbei, che fare la figura del babbeo è un secondo.

  2. Certo, non é contro la legge. Certo, nugoli di avvocati, quelli di Silvio, hanno continuato a incassare parcelle. Ma Maltese ha speso molte parole per denunciare, bastonare, mettere alla gogna, questo sistema. Questo modo furbesco di fare. Ma ora, che tocca anche a lui…

  3. Ciao
    A chi ti riferisci quando scrivi “…una collaboratrice precaria di Repubblica”. E’ un pezzo della storia che non conosco.

  4. Si riferisce a quella candidata della lista Tsipras che diffuse una foto del proprio lato b, sollevando un discreto polverone mediatico, e riuscendo, diciamo incidentalmente, a fare in modo che si parlasse, oltre che del suo sedere, anche della lista Tsipras.

  5. Visto? due individualità del genere (Spinelli e Maltese) se fossero state nel m5s sarebbero state espulse dal gruppo europarlamentare e poi probabilmente, tramite un plebiscito, dal movimento stesso. I loro danni al partito li avrebbero fatti lo stesso ma almeno gli elettori avrebbero potuto far sentire il proprio forte dissenso. Secondo l’Autore non piacerebbe agli elettori della lista Tsipras utilizzare quel super vituperato strumento utilizzato nel m5s per mandare a quel paese i due soggetti?

    • quando vedrò un ‘plebiscito’ per una qualche espulsione ne riparliamo, fin’ora o han deciso in due, o quattro gatti di un meetup (contro migliaia e migliaia di elettori), oppure il gruppo parlamentare a porte chiuse, si sa, la trasparenza va bene solo quando vuoi smerdare Bersani.

  6. «E se davvero Ezio Mauro dovesse chiedergli un pezzo, non avrebbe problemi a inviarglielo *via mali*, ovunque si trovi.» I mali di pancia che spero lo tormentino giorno e notte: non correggere, ti prego. “La legge non me lo impone” is the new “Non c’è nulla di penalmente rilevante”.

  7. Mi spiegate qual è il problema se un giornalista viene eletto al Parlamento e si mette a svolgere un doppio lavoro (giornalista e politico)? Maltese ha la capacità di far bene tutte e due le cose in contemporanea e non mi pare sorga un problema etico se percepisce i due stipendi.

    Vi dirò di più: Maltese pubblica di tanto in tanto anche dei bei libri che vendono molto. Secondo la vostra logica pauperistica, immagino che dovrebbe anche rinunciare agli introiti dei diritti d’autore dei suoi libri, no? Questo modo di pensare non è equo, non è di sinistra e non è meritocratico: è semplicemente una forma di odio di classe verso chi ha avuto il talento e il merito di lavorare con l’intelletto e di ottenere un riconoscimento anche economico. Proprio non ci siamo.

    • sottoscrivo! e mi sembra molto realistica l’opinine di chi vede in questa mossa l’allontanamento di un non allineato a “La Repubblica”, che ad oggi pare una delle più belle creazioni di Vittorio Feltri…..

  8. Secondo me, ma è una mia opinione, chi viene eletto in parlamento, che sia nazionale o quello europeo, dovrebbe mettersi in aspettativa dal proprio lavoro per onorare l’incarico che gli elettori gli hanno affidato. In genere quando si fanno due cose insieme si finisce col farle male tutte e due. Prendiamo Ghedini eletto nelle liste di FI, passa più tempo nelle aule di tribunale che in quelle parlamentari, però si prende sia la parcella di avvocato sia lo stipendio di parlamentare anche se fa poco o nulla. Quindi, o i parlamentari, nazionali ed europeri, li paghiamo a cottimo, cioè in base al lavoro svolto, che non sarebbe una cattiva idea, oppure che abbandonino la propria professione fino a quando siedono sullo scranno. Sei poi vogliamo scendere sul piano morale, con tanta gente che non ha lavoro, percepire due stipendi mi sembra una presa per il c..o nei confronti di chi vive un momento di difficoltà.

    • Il comportamento di Curzio Maltese è l’estrema sintesi del perchè una sinistra salottiera e logorroica non riesce a raccogliere il consenso dei milioni di italiani in estrema difficoltà…

      • Gli applausi sono per Vincenzo e per il suo commento “Il comportamento di Curzio Maltese è l’estrema sintesi del perchè una sinistra salottiera e logorroica non riesce a raccogliere il consenso dei milioni di italiani in estrema difficoltà…”

  9. Se l’etica non fosse un valore ignoto, Maltese o rinuncerebbe ad uno dei due stipendi, oppure ne devolverebbe uno ai bimbi italiani indigenti. Gli altri non lo fanno? Bé i paragoni si possono fare e magari la coscienza può anche suggerire un nido più etico e armonioso di vivere e dare magari l’esempio, no?

  10. Il rispetto delle regole non viene perdonato a nessuno, in Italia!
    Ci fosse una volta che, anziché pretendere sacrifici personali da parte di alcuni, si chiedesse il cambio della legge per tutti!
    Questi moralismi del cavolo potranno andar bene per guadagnarsi il regno dei cieli, ma non per gli elettori edi rappresentanti di un partito che punta all’equità ed alla giustizia sociale che solo possono essere garantire da lei uguali per tutti!
    Bene fa Maltese a prendere tutti gli stipendi e le pensioni di cui la legge gli garantisce il diritto. Dovrebbe battersi per cambiarla, la legge. Non rinunciarvi solo lui.
    Non vedo perché di certe leggi dovrebbero avvantaggiarsi solo gli Scilipoti, i Razzi o i Bossi!

  11. Davvero non capisco come si faccia a difendere Maltese che, in un momento in cui milioni di italiani stentano ad arrivare a metà mese e i disoccupati si suicidano, abbia il coraggio – solo perché la legge glie lo consente, di arraffare 20 mila euro al mese sommando due stipendi. Che moralità è mai questa? E’ come se difendeste qualcuno che durante la guerra vede i suoi compatrioti morire sui campi di battaglia o affamarsi a casa e – solo perché la legge glie lo consente – avendone i mezzi continui a rimpinzarsi a suon di feste nelle retrovie! E che poi, ancora non sazio, continui a elargire alla massa sermoni sull’eroicità del supremo sacrificio in favore della patria.
    Per voi dunque babbei sono evidentemente i 5 Stelle che si autoriducono lo stipendio per aiutare le imprese in crisi? Sono proprio questi ragionamenti, purtroppo diffusi, ad aver reso l’Italia l’ultima ruota del carro fra i paesi più industrializzati. Quella che dalla crisi non riesce ad uscire e rischia di finire come la Grecia. Pensateci!

  12. Su, Maltese non è difendibile, e tanto di più nell’esatto istante che evoca la legalità, lì fa proprio schifo. A questo punto mi aspetto, nel caso che la legge gli dia un qualche torto, che la chiami “comunista”.
    Poi uno dice “Accidenti, ma perché la destra e la peggio feccia da decenni tirano fuori i “comunisti con la Ferrari”? Be’, indovina un po’.
    Naturalmente, dando per buono il pezzo iniziale, mi sto rifacendo a quello.

  13. Ma non balena in mente che lo scandalo qui è che, europarlamentare o no, Maltese venga pagato 10 mila al mese per scrivere editoriali, quando molti redattori free lance che hanno poco da invidiare a Maltese stesso prendono un ventesimo? E mi riferisco a un mondo, quello dei giornali, che viene pianto per essere in crisi, e pretende contributi pubblici per l’editoria.

  14. Ciò che trovo inquietanti sono le difese.
    Maltese é tecnicamente dalla parte della ragione: la sinistra quando ruba lo fa in branco, con il placet delle norme. Inattaccabile.
    Se poi partecipa ad un sistema eticamente opposto a quanto professa non é affar suo, tutto é legale.
    Ma la coscienza per fortuna viaggia ancora in territori senza vincoli normativi e lí la posizione di Maltese é squallida.

  15. Proviamo ad immaginare se Veltroni o baffino, eletti deputati, avessero continuato a percepire uno stipendio dall’unità scrivendo editoriali: proviamo ad immaginare lo sdegno di Maltese. e di immaginazione in immaginazione le parole poco caritatevoli che avrebbe loro rivolto. La questione è di pura pagnotta. Avrebbe, altrimenti, accettato l’aspettativa scrivendo, a titolo gratuito, a suo piacere.

  16. E’ assurdo che nessuno osservi che con questa decisione Maltese sommerà il mestiere di giornalista (che immagino porti via tanto tempo tempo) a quello di parlamentare europeo (che suppongo porti via altrettanto tempo). In altre parole, se lo hai eletto perché volevi che si occupasse 24 ore su 24 dei problemi dell’Europa, sappi che lui ha deciso che continuerà pure a lavorare esattamente come prima (peraltro con un bel conflitto di interessi: quando dovrà parlare di quel che fa il suo gruppo parlamentare come si muoverà?). Se anziché fare il giornalista fosse un pilota Alitalia, un riparatore di ascensori o un farmacista non sarebbe ridicolo tutto questo? E’ chiaro che non si possono fare – bene – tante cose, insieme. Ed è per questo che si conferisce uno stipendio molto dignitoso ai parlamentari europei e non: perché dall’interrompere le loro attività professionali non ricavino una perdita (che poi, nessuno gli ha puntato una colt alla tempia per costringerlo a buttarsi in politica). Ora ogni volta che leggerò un suo intelligente editoriale sul “Venerdì” penserò: bello eh, ma caro Curzio niente mi toglie dalla mente che per scriverlo hai utilizzato del tempo che avresti potuto-dovuto impiegare per partecipare ad una seduta, organizzare una riunione, aggiornarti, ecc. (cose per cui sei profumatamente pagato).

  17. Il tema in realtà a me sembra molto più semplice; chi fa politica non dovrebbe fare giornalismo. In nome della libertà di informazione (aspetto per il quale godiamo nel mondo di scarsa reputazione). Maltese non può avere una corsia privilegiata rispetto ad altri. Si metta in aspettativa, assuma un addetto stampa e faccia i comunicati come tutti gli altri. Mica difficile veh!

  18. Non so se vi rendete conto che qui circolano troll per difendere la posizione di Maltese con argomenti che non reggono. Censura? La Repubblica sarebbe felicissima di pubblicargli i suoi pezzi, GRATIS, che scriverà nel tempo libero e non credo che senza quel secondo stipendio sia messo in una posizione di indigenza tale da non permettergli di battere sulla tastiera del suo laptop. In ogni caso non ha alcun senso pagare due stipendi corrispondenti ad attività a tempo pieno.
    Infine: la questione moriale SI HA PROPRIO perchè non c’è alcuna violazione legale. Se ci fosse una legge coercitiva, il comportamento dell’individuo non sarebbe valutabile, dato che è costretto dalla norma. Ma è proprio nel comportamento libero che si rivela la persona.

  19. Giorgio

    Vorrei sentire Curzio Maltese.Cosa ha da dire,qual’è la sua opinione in merito.Non credo a ciò che viene riportato in questo articolo.Pronto a ricredermi dopo aver sentito Maltese.Io credo in un progetto che possa rilanciare una nuova e moderna e unitaria Sinistra nel nostro Paese, per questo ho sostenuto la lista TSIPRAS e non vorrei disperdere quel poco che è stato realizzato.

  20. Premesso che in vita mia avrò letto 3 o 4 articoli di Maltese e che compro Repubblica molto raramente, mi chiedo… Un giornalista che scrive per uno dei più venduti giornali italiani, e che pubblica libri che vendono una barca di copie, riesce alla prima botta anche a farsi eleggere a Strasburgo per una piccola lista (da me non votata) che aveva pochissime chances, visto che a sinistra del PD c’è il nulla. E sulla base di ciò si gode gli abbondanti frutti economici di un ventennale e regolare lavoro di comunicatore. Sono cose rare, accadono a pochi, ma non capisco perché secondo voi non dovrebbero accadere. Il pezzo avrebbe avuto più senso se aveste citato articoli o dichiarazioni pubbliche in cui Maltese si scaglia contro quelli che cumulano lo stipendio da incarico politico con uno o più stipendi di una impresa privata. Sennò il discorso non torna, a meno che non siam del 5 stelle…

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