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UK, maggioritario e il presepe della rappresentanza

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Ieri si sono tenute nel Regno Unito le elezioni generali e oggi alcuni, guardando i risultati, sono saltati sulla sedia (e non mi riferisco ai laburisti e i loro amici, i quali stanno ancora li’ a chiedersi come mai non ne vincano una di elezione, ma questo e’ un altro discorso). A fare un balzo verso il soffitto sono stati quelli del “il sistema maggioritario non e’ rappresentativo” dopo aver visto i seguenti risultati i seguenti risultati:
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Come si puo’ notare, UKIP, con il 12.6% dei voti, perde l’unico seggio (conquistato alle scorse elezioni con un risultato del 9.6%). Allo stesso modo, i 56 seggi del partito nazionalista scozzese con il 4.8% appaiono come uno sfregio alla democrazia. Con un sistema proporzionale oggi discuteremmo di un risultato molto diverso e per alcuni molto piu’ democratico.
Ebbene, tutto sta nel mettersi d’accordo su quale sia l’obiettivo di un’elezione generale e di conseguenza cosa significhino in quel contesto democrazia e rappresentanza. In effetti a leggerlo cosi’ il compito pare arduo, ma ci proviamo. La prima distinzione che va fatta e’ quella tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa. La prima, per intenderci, era quella che viene praticata in un’assamblea di condominio oppure nelle agora’ dell’antica Grecia. Una testa, un voto e ognuno rappresenta se stesso. Tutto bello, tutto democratico. Per esigenze di spazio (delle piazze, si intende) l’umanita’ ha dovuto adattarsi alla democrazia rappresentativa. In sostanza ci si organizza, si eleggono dei tizi che rappresentano dei gruppi di cittadini e questi per un dato periodo prendono le decisioni a maggioranza senza consultare il gruppo che li ha eletti. E’ qui che salta fuori il nodo della “rappresentanza”. Nel senso che alla domanda “chi sono i gruppi che i rappresentanti rappresentano?” l’umanita’ ha dato risposte piuttosto diverse. Quando il metodo per eleggere i rappresentanti e’ proporzionale, la risposta sostanzialmente e’ che ogni rappresentante rappresenta i cittadini che hanno messo il suo nume su una scheda, a prescindere da dove si trovino geograficamente. Quando il metodo invece e’ maggioritario, la risposta e’ che ogni rappresentante rappresenta i cittadini di un particolare luogo/distretto/chiamatelo come volete. L’idea di fondo e’ che chiunque prenda la maggioranza dei voti in un certo distretto e’ quello che ne rappresentera’ le istanze a nome di tutti i suoi cittadini, anche quelli che non lo hanno votato. Si stabilisce cosi’ che la voce di una comunita’ deve essere rappresentata anche oltre il peso delle sue singole componenti. Inoltre, i distretti hanno spesso dimenisioni diverse, appunto per dare voce anche alle comunita’ piu’ piccole. Prendiamo per esempio i distretti della Scozia, la cui quasi totalita’ ha votato SNP (vedi mappa).
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Con il proporzionale, i 56 distretti dove lo SNP e’ il partito preferito dalla maggioranza dei cittadini si troverebbero a non essere rappresentati in quanto comunita’ dalla persona che in ogni distretto e’ quella ritenuta piu’ adatta. Ora, il risultato di ieri sarebbe infinitamente ingiusto se l’obiettivo delle elezioni fosse di restituire un Parlamento che ricalca perfettamente i suoi singoli cittadini, un enorme presepe politico buono solo a essere contemplato invece che usato. Ma in quel caso, non si capirebbe perche’ non abolire qualsiasi soglia di sbarramento al proporzionale per non dire di passare alla rappresentanza diretta con televoto stile M5S. I parlamenti per fortuna pero’ sono fatti anche per funzionare e il maggioritario e’ un metodo legittimo di elezione in cui si da’ piu’ importanza alla rappresentanza di una comunita’ piu’ che a quella dei singoli cittadini. Cosi’ hanno deciso di fare i sudditi di Sua Maesta’ (e anche gli ex sudditi al di la’ dello stagno atlantico), sui quali si possono dire molte cose, ma non certo che siano dei turisti della democrazia.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

9 Comments

  1. Invertirei l’ultima frase: possono permettersi sistemi meno rappresentativi proprio perche’ non sono turisti della democrazia e hanno un certo amore per la stabilita’ delle istituzioni. Tanto che si sono tenuti un sistema elettorale di cui fino a ieri erano tutti scontenti.

  2. Un paio di considerazioni su cui vorrei un suo commento:

    Un sistema del genere ha senso perchè parliamo di 4 nazioni che vanno insieme alle elezioni, per cui la territorialità è importante e se il Sein Fein vince in Ulster e lo SNP in Scozia, c’è un motivo razionale per cui prendano più seggi di quanto la proporzione globale suggerirebbe. Un po’ come succede con Sud-Tiroler von Spartain e il partito valdostano, di cui mi sfugge il nome. Se d’altro canto l’Ukip riunisse tutti i suoi elettori in un certo numero di distretti invece di averli distribuiti su tutto il suolo inglese, il gioco diventerebbe disonesto?

    Secondo, il sistema descritto come lo pone (e come penso sia in inghilterra) serve a difendere realtà locali. Viceversa se analizziamo la passata legge elettorale, il maggioritario alla Camera non aveva alcun effetto sulle realtà locali, dato che era distribuito su tutta la nazione, mentre al Senato aveva effetto di generare una “volontà locale” che poteva risultare in una maggioranza differente da quella della Camera, risultando in un incremento di ingovernabilità.

    Infine, poniamo una grande opera tipo TAV (e sorvoliamo per un attimo su infiltrazioni mafiose etc etc) è corretto che la popolazione dell’area interessa abbia il potere di ostacolare l’opera qualora il resto del paese la trovi necessaria?

    • Beh
      1)l’Italia non è quattro nazioni distinte, è molto peggio. Provi a passeggiare per Livorno gridando ‘sono pisano’.
      2)se i valsusini sono determinati a non avere la tav, è giusto che ci sia un parlamentare eletto che appartenga al partito no tav. La Lega da noi aveva un sacco di parlamentari, anche se a sud aveva percentuali ridicole. A me sembra democratico anche questo.

      PS
      A me l’italicum fa cacare. Ma per altri motivi, tipo la mancanza di un contropotere alle segreterie di partito, ma questa è altra storia.

  3. Modalità “pippone” on.
    Che scemenza! Ma non si dovrebbero votare i programmi elettorali sulle politiche nazionali?
    Ad esempio: ti chiedo i voti per fare una politica economica di tipo liberista o ti chiedo i voti per fare una politica economica di stampo più socialista. Punto.
    Per quello che dici tu ci sono le camere tipo il Bundesrat tedesco.
    Oppure i quasi 4 milioni di elettori di Farage che hanno il desiderio di vedere l’UK fuori dall’EU contano di meno di un milione e mezzo di scozzesi incazzati per aver perso l’ultimo referendum separatista con il quale speravano di uscire fuori sia dall’EU che dall’UK, solo perchè i primi sono diffusi su tutto il territorio e i secondi concentrati oltre il vallo di Adriano?
    ‘Sticazzi!
    Senza considerare che è più presepe un parlamento siffatto con la comunità dei pastori (in tutti i sensi) scozzesi relegata in un palmeto a contare le pecore, qualche villico di Betlemme, sperduto nel quartiere popoloso quartiere periferico, e due gruppi di numerosità pressochè simile di abitanti del centro storico, ad uno solo dei quali è stato concesso di entrare nella fortezza di Erode.
    Ma la cosa che mi lascia di più sbigottito è che non sia più contemplata la possibilità di un parlamento che funziona come espressione democratica della summa di qualche centinaio di individui proporzionalmente rappresentanti un Paese.
    Cioè, fammi capire, se si calendarizzasse la discussione di una proposta di legge su, che ne so, l’obbligo di portare il tanga tutti quanti (proposta di chiaro stampo “socialista” 😉 ), i suddetti rappresentanti eletti proporzionalmente non avrebbero la possibilità di farsi un’idea personale e di votarla in base a ciò, senza vincolo di mandato, ottenendo comunque alla fine un voto democratico (almeno 50%+1 dei rappresentanti) in un senso o nell’altro?
    O è per forza necessario squilibrare in modo così imbecille la rappresentanza in nome della sola appartenenza ad un partito?
    Cameron ha promesso il referendum sull’Europa. Diciamo che sia necessario fare approvare la proposta al parlamento inglese (ammetto la mia ignoranza, non so come funziona nel dettaglio); funzionerebbe lo stesso se il suo partito non avesse la maggioranza assoluta e ci fossero però 80 rappresentanti dell’UKIP (proporzionalmente eletti) a sostenere tale proposta?
    Fuori di metafora le maggioranze si formano ugualmente nelle assemblee e non è per nulla detto che debbano per forza essere sempre e solo quelle dettate da un premier, anche se forte, per il semplice fatto che ha i numeri garantiti dal maggioritario.
    Cristo se il proporzionale è una alternativa praticabile, altro che! Ed un presepio di numerosi e variegati personaggi (specchio più fedele della società reale) genera, per la teoria della complessità, comportamenti autoregolanti emergenti di gran lunga più “moderni” dell’ingessata ricetta dei sistemi gerarchici.
    Per cui si, un proporzionale senza le soglie di sbarramento è una strada che le democrazie che si definiscono mature e moderne e con parlamenti funzionanti potrebbero percorrere tranquillamente.
    Da ultimo gli scozzesi con il proporzionale probabilmente avrebbero meno rappresentanti e che conterebbero comunque nulla, come i 56 attuali (stile M5S in Italia) a meno che non decidessero di partecipare alle scelte politiche per l’INTERO Regno Unito e non solo per le loro belle Highlands. Quindi che rappresentanza del piffero è quella scozzese? Fuffa, come la Lega Nord dei primi anni 90.
    Ah si si, il maggioritario… nei Paesi a democrazia debole è l’anticamera delle dittature “democratiche”. In quelli con democrazie cosiddette mature è solo un segno di “immaturità”.
    Mod. “pippone” off.

    • “Per cui si, un proporzionale senza le soglie di sbarramento è una strada che le democrazie che si definiscono mature e moderne e con parlamenti funzionanti potrebbero percorrere tranquillamente.”

      Se lei pensa che sia la cosa migliore, amen. E’ mai stato in un’assemblea di condominio?

      • Alla fine le scelte importanti si prendono per forza anche nelle assemblee di condominio, vivvaddio. E, comunque, mi sarei un po’ stancato di sentire portare come paragone di un parlamento eletto con il proporzionale, le assemblee condominiali dove, magari, certe decisioni su che tipo di fiori sono ammessi nelle terrazze si devono prendere all’unanimità grazie a regolamenti di condominio idioti (magari fatti dall’impresa edile ed entrati in vigore col primo rogito – pertanto contrattuali – quindi immodificabili se non, appunto, all’unanimità).
        I parlamenti NON sono assemblee condominiali.
        Il governo, almeno quello italiano, non è l’organo legislativo; è la “governante/maggiordomo” del Paese e si deve occupare del buon andamento e funzionamento della res pubblica
        Il totem della “governabilità” è solo un dogma interpretativo basato sul misunderstanding che sia il consiglio dei ministri a dover legiferare (parlo sempre del caso Italia)
        Maggioritario e proporzionale sono regole come tante altre; come lo sono la pena di morte e le condanne detentive per analoghi reati. Tra le due forme quella più matura non è il maggioritario, come non lo è la pena di morte. Questo è come la vedo io.
        Se c’è la pena di morte significa che c’è una società ancora immatura.
        Se c’è il maggioritario significa che c’è una politica immatura anche se gli anglosassoni vorrebbero farci credere che loro sono i maestri della democrazia. Balle! Se uno che ha il 35% comanda non è democrazia, bensì il suo pallido surrogato.

        PS certo che ho partecipato alle assemblee di condominio. Per mia fortuna eravamo solo 27 proprietari. Ci sono assemblee che si tengono nei palazzetti dello sport… e sono assemblee più numerose del nostro parlamento. Il che scredita il suo ragionamento. Perchè, magari, come volevano alcuni, basterebbe un parlamento meno numeroso, ma pur sempre eletto proporzionalmente.
        Oppure se le piace tanto il maggioritario, a che servono 800 o più parlamentari se l’importante è chi dimora al 10 di downing street o a Palazzo Chigi? Fatemelo capire voi amanti della leadership e dell’uomo forte al comando… Ah, forse serve la facciata, vero.

  4. Scopo della democrazia non è rappresentare ma governare. Tutte masturbazioni mentali quelle della rappresentatività. Servono ai giornai di corte italioti ed hai beoti che li seguono. W la democrazia anglosassone che storicamente non ha mai conosciuto comunismi e fascismi.

    • E tu sei uno di quelli stolti che non ha capito che governare NON è comandare.
      La sovranità appartiene al popolo che la esercita tramite il potere LEGISLATIVO (fare le leggi, quindi “comandare”) dei suoi rappresentanti in Parlamento.
      Il Governo è il potere ESECUTIVO, quindi rende esecutive le leggi fatte dal Parlamento (dice come esse devono essere applicate).
      I giudici esercitano il potere GIUDIZIARIO, cioè, in caso di un evento che si sospetti essere non conforme alle leggi vigenti, interpretano la legge, cioè emettono un giudizio.
      L’unico beota disinformato ed ignorante qui sei tu.
      Per inciso gli anglosassoni non hanno mai avuto fascismi o comunismi, ma hanno avuto monarchie sanguinarie, colonialismi affamatori e razzismi (USA) in tempi moderni dove si dava comunque fuoco alle persone della cosiddetta razza inferiore.
      Attribuire poi al maggioritario la funzione di evitare derive autoritarie garantendo parimenti la cosiddetta “governabilità” è la puttanata dell’anno.
      The winner is: Superpippo!!

      • Fatti una bella canna e rilassati. Secondo me sei molto frustrato. Mi fai ridere. Sei una testina di enormi dimensioni. The winner is. Ma cosa hai dieci anni? Non meriti considerazioni. Sfigato. Ah ah ah ah ah aaaaaaaaaahhhhh.

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