Uccidere un leone

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Qui sotto la traduzione di gran parte di una lettera pubblicata dal New York Times e scritta da Goodwell Nzou, uno studente di bioscienze molecolari originario dello Zimbabwe, sulla recente vicenda di Cecil.
Muoio dalla voglia di aggiungere qualcosa ma credo di poter riassumere tutto in “rivedete rapidamente lista priorità“.

Ecco la lettera:

Mi dispiace tantissimo per Cecil
Cecil viveva nella tua zona in Zimbabwe?
Cecil chi, mi sono chiesto.
Quando al telegiornale ho scoperto che i messaggi riguardavano un leone ucciso da un dentista americano il bambino africano dentro di me ha immediatamente esultato: un leone in meno che minaccia le famiglie come la mia!
Entusiasmo che si è prontamente raffreddato quando mi sono reso conto che il “killer dei leoni” veniva dipinto come il cattivo.
Ho sperimentato la peggior contraddizione culturale dei miei ultimi cinque anni di studio negli Stati Uniti.

Gli americani che hanno firmato le petizioni si rendono conto che i leoni uccidono, letteralmente, le persone?
Nel mio villaggio in Zimbabwe, circondato da riserve naturali, nessun leone è mai stato amato o degnato di affettuosi soprannomi. I leoni sono considerati animali terrificanti.

Quando avevo nove anni un leone solitario aveva preso ad aggirarsi nei dintorni di un villaggio vicino al mio. Dopo aver ucciso alcuni polli, poi alcune capre e infine una vacca, ci avevano avvertito di andare a scuola in gruppo e smettere di giocare fuori casa.
Le mie sorelle non potevano più andare al fiume a raccogliere acqua o a lavare i piatti, mia madre doveva aspettare mio padre e i suoi fratelli – armati di asce, lance e machete – per essere accompagnata nella foresta a raccogliere legna da ardere.
Una settimana dopo lo zio di mia madre venne attaccato dal leone e riuscì a cavarsela con una gamba ferita.
Il leone aveva letteralmente succhiato via la vita dal villaggio, nessuno si raccoglieva più vicino ai fuochi la sera, nessuno passeggiava tra le fattorie.
Quando infine il leone venne ucciso a nessuno importò se il cacciatore fosse del posto o fosse un cacciatore di trofei bianco, se il leone fosse stato ucciso legalmente o illegalmente.
Ballammo e cantammo per la scomparsa della terribile bestia e per esserle sopravvissuti.

Recentemente un ragazzo di quattordici anni di un villaggio non lontano dal mio non è stato così fortunato.
Stava dormendo nei campi coltivati con gli altri abitanti del villaggio – per proteggere le piantagioni dall’essere calpestate da bufali, ippopotami o elefanti – quando un leone l’ha sbranato ed ucciso.
Non fraintendetemi, per noi abitanti dello Zimbabwe gli animali hanno un significato mistico. Apparteniamo a dei clan, ogni clan possiede un animale totemico, un antenato mitologico.
Il mio è Nzou, l’elefante, e per tradizione non posso mangiare carne di elefante, sarebbe come mangiare la carne di un parente.
Il nostro rispetto per gli animali, però, non ci ha mai trattenuto dal cacciarli o lasciare che vengano cacciati.
Ho una certa familiarità con gli animali pericolosi, devo la perdita della mia gamba destra al morso di un serpente quando avevo undici anni.

in questa foto un africano a cui un leone ha strappato ILLEGALMENTE ambedue le braccia
in questa foto un africano a cui un leone ha strappato ILLEGALMENTE ambedue le braccia

La tendenza americana a romaticizzare gli animali, dargli un nome e saltare sul treno degli hashtag, ha trasformato una situazione normale – nell’ultimo decennio sono stati cacciati e uccisi circa 800 leoni, del tutto legalmente, da parte di stranieri disposti a spendere cifre molto alte per mettere alla prova la propria abilità – in quella che ai miei occhi di africano pare il circo dell’assurdo.

La PETA chiede che il cacciatore venga impiccato.
I politici dello Zimbabwe accusano gli Stati Uniti di aver messo in scena l’uccisione di Cecil come stratagemma per metterli in cattiva luce.
Gli americani, che non riuscirebbero ad indicare lo Zimbabwe su una mappa, applaudono alla richiesta di estradizione del dentista, ignorando ad esempio che un cucciolo di elefante è stato recentemente macellato per il banchetto di compleanno del nostro presidente.

Noi cittadini dello Zimbabwe scuotiamo semplicemente la testa, chiedendoci perché gli americani si proccupino più degli animali africani che degli esseri umani africani.
Non diteci cosa dobbiamo fare con i nostri animali quando avete il permesso di cacciare i vostri leoni di montagna fino a portarli quasi all’estinzione nell’area occidentale degli Stati Uniti.
E per favore, non fatemi le condoglianze per Cecil, a meno che non siate disposti a farmele per gli abitanti dei villaggi uccisi dai suoi fratelli, dalla violenza della politica e dalla fame.

Via The New York Times

 

Zio Ernest dice che vi saluta e vi benedice tutti, anche se siete stupidi
Zio Ernest dice che vi saluta e vi benedice tutti, anche se siete stupidi

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

11 Comments

  1. “Noi cittadini dello Zimbabwe scuotiamo semplicemente la testa, chiedendoci perché gli americani si proccupino più degli animali africani che degli esseri umani africani.”

    E’ una triste e grande verità, ma c’è anche un errore: la parola “americani” è troppo limitativa, sono molti, molti di più, in tutto il mondo, coloro troppo preoccupati per gli animali e per niente degli uomini.

  2. questa cosa mi ha scioccato: perchè, dannato canimorti, hai voluto mettere come immagine del post un leone che si incula uno gnu?
    forse… forse tutta sta storia vuol essere un paravento per una critica alla famiglia tradizionale?! astuto cialtrone…

  3. Secondo me c’è differenza tra lo sborsare una saccata di soldi per poter cacciare di frodo e lo sbudellare un leone che sta a due passi da casa tua in attesa che il più tenero dei tuoi familiari varchi la soglia.
    Quindi posso dire che comprendo e supporto quanto scrive l’autore della lettera, ma penso comunque che uccidere gratuitamente un leone (ma anche un piccione, pure che mi fa schifo) sia una puttanata senza giustificazione.

    • sarà…
      Io sono un big game hunter, ho cacciato leoni proprio in zimbabwe (legalmente e pagando molto) oltre a bufali e antilopi, alci in Canada e negli Stati Uniti (legalmente anche lì) orsi in Canada (sempre legalmente, sempre sborsando bei soldi) più mufloni e stambecchi. Ho iniziato con i tacchini selvatici e poi via via a crescere.
      Agendo entro i confini della legge del posto non credo di fare niente di più grave sul piano etico (e l’etica è cangiante) di una madre che al banco frigo compra petto di pollo, anzi probabilmente sono piazzato eticamente meglio dato che gli animali che uccido io vivono liberi in natura e non sono stati torturati mesi dentro una gabbia e macellati industrialmente.
      Opinioni, punti di vista.

      • Fintanto che si rispetta una legge (purché equa), il danno che porta la caccia è sicuramente limitato. Giusto oggi leggo della coppia attaccata dai cinghiali nelle Madonie (http://www.corriere.it/cronache/15_agosto_08/sicilia-aggrediti-cinghiali-morto-ferito-c147abac-3da2-11e5-9df9-e4a39ac26db0.shtml) a dispetto dei vari allarmi lanciati dai sindaci della zona. Ecco: qualche pappardella al ragù di cinghiale in più avrebbe potuto (forse) prevenire il fattaccio.
        L’unico momento in cui trovo lecito uccidere un animale libero è quando gira troppo vicino ai miei figli (se è un predatore), o quando ce ne sono troppi della stessa specie, col rischio di estinguere la popolazione delle prede.
        Che poi, chi l’ha detto che l’ecosistema che ci ritroviamo oggi debba restare sempre uguale? Quello che mi scoccia è il fatto di appartenere all’unica specie che se ne fotte degli ecosistemi e fa quel cazzo che vuole senza badare alle conseguenze (e qui non sto parlando della caccia).

  4. Grazie, Canimorti, per la segnalazione di questa bellissima testimonianza. Sul culto della carcassa del felinazzo impallinato e waltdisneyzzato, con tanto di nome umano, ho sghignazzato fin dall’inizio; ma non immaginavo che gli indigeni, oltre ad essere attaccati durante i propri spostamenti, venissero addirittura confinati all’interno dei propri villaggi dall’apparizione di una queste bestie. Restare a corto di acqua, e in climi simili, dev’essere un incubo.
    Ma è inutile tentare di discutere con i Fratelli Animalisti e la loro delirante predicazione: questi qui vanno rimessi al loro posto a sberloni (metaforici), e basta.

  5. Dissento; mi spiace per Goodwell ma di lui e dei suoi familiari non me ne può fregare di meno, sono troppi e poco interessanti mentre i leoni sono pochi e affascinanti. Quindi ben venga la caccia controllata e remunerata se serve a mantenere in vita parchi, riserve e gli animali che le popolano e che gli abitanti se ne facciano una ragione: se vogliono rimanere dove sono fanno parte anche loro dell’ecosistema e potrebbero essere chiamati a pagarne le conseguenze,

    • ma i leoni sono INTERESSANTI per chi? per cosa?
      per i safari di turisti occidentali ciccioni con le loro canon compatte?
      abbiamo centinaia di ore di girato sui leoni, alta e bassa definizione, sappiamo tutto quello che c’è da sapere, migliaia di foto, potrebbero sparire domani e gli unici a sentirne davvero la mancanza sarebbero proprio i cacciatori.
      “i leoni sono interessanti”, le ho sentite davvero tutte.

      • Predatori e prede fanno la loro parte in tutti gli ecosistemi. Chi sentirebbe la mancanza dei leoni? Tutte le loro prede, che senza predatori si moltiplicherebbero ben più velocemente di adesso. Finirebbero sicuramente con lo “sconfinare” in altri territori alla ricerca di cibo, e sono pronto a scommettere che arriverebbero a sconfinare nei terreni agricoli.
        Chiaro che preferisco tenere a bada una mandria di gazzelle che tentano di mangiarmi l’orto piuttosto che un paio di leoni… Questo era solo per dire che se i leoni ci sono da migliaia di anni vuol dire che il loro posto nell’ecosistema c’è. Ce l’hanno perfino le zanzare…

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