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Tenetevelo, l’EXPO degli stregoni

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La maggioranza degli italiani sa che esiste l’EXPO, ma ne ha sentito parlare piu’ per gli scandali che per il progetto tematico. E infatti non sbaglia, la maggioranza degli italiani.

Ma, ora che c’e’, si direbbe, sfruttiamone le opportunita’ – una cosa che noi cattivi liberisti pessimisti e gufi leggiamo come : limitare i danni. Dunque, il titolo dell’esposizione universale di Milano sarebbe “Nutrire il Pianeta”, un titolo e un argomento nobile e serio, legato all’innovazione, alla ricerca, alla sperimentazione, oltre che alle eccellenze del territorio. E invece no, purtroppo: perche’ le peggiori sinistre d’Europa (quelle italiana e francese), orfane della religione socialista, hanno ormai abbracciato la religione dell’ambientalismo chic, del luddismo alimentare, del bio, del kilometro zero, della credenza in fantomatici complotti di multinazionali contro gli agricoltori e i consumatori. Parlano di sostenibilita’, quando il loro modello di agricoltura nel mondo di oggi potrebbe sostenere forse l’alimentazione di meta’ degli esseri umani sul pianeta. Non da’ loro pace che questo gigantesco mostro come Monsanto fatturi piu’ o meno come la Ferrero: il gomblotto organizzato per questi semi OGM si puo’ fare anche con le risorse della Nutella. Come spesso accade, dall’avanguardia ideologica all’egemonia culturale il passo e’ breve: e allora senti Alemanno che dice le stesse cose di Jose’ Bove’, categorizzando le biotecnologie come il Male a prescindere, e alla fine tutti pensano che e’ normale, che questo e’ il dibattito pubblico e questo dev’essere lo Stato dell’Arte della ricerca scientifica sul tema.

Succede anche che in un evento che dovrebbe celebrare l’avanzamento tecnologico, le conquiste dell’intelletto umano, un evento che in altri tempi celebrava la fiducia in un avvenire fatto di progresso e benessere sempre piu’ diffuso, si inviti una spacciatrice di terrore, menzogne e superstizioni: la signora Vandana Shiva. L’argomentatissimo articolo del New Yorker che sputtana la signora e’ solo l’ultimo di una lunga serie, ma e’ il primo di una grande rivista liberal che prende di pancia l’argomento di un certo ecologismo di maniera, superficiale e buonista, che ha ormai conquistato i salotti buoni, quelli di gente magari colta, istruita e responsabile, ma in fondo ignorante sul tema, e pronta a sposare le tesi del primo santone. Dove ieri c’era il mito del Dalai Lama, l’altroieri quello di Mao, oggi quello dell’orticello nel balcone. Piu’ inoffensivo se limitato alla sfera privata, altrettanto devastante se imposto attraverso le politiche oscurantiste, irrazionali e antiscientifiche che specialmente in Italia ormai vanno per la maggiore.

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Non siamo i primi a denunciare lo scandalo che una personalita’ priva di qualsivoglia autorevolezza e capace di manipolare le evidenze empiriche per sostenere le proprie tesi sia associata a un grande evento mondiale sul tema dell’alimentazione: meritoriamente, Il Foglio in primis e altre testate e blog stanno sostenendo la posizione, nel colpevole e complice silenzio delle testate di regime (Rep, Corriere, Stampa, che ogni tanto ospitano qualche intervento, sovranamente ignorato dalle autorita’). La risposta al Foglio del ministro competente, Maurizio Martina, esemplifica perfettamente la conseguenza e il costo di piazzare in una qualsiasi posizione di responsabilita’ un traffichino senza competenze specifiche la cui unica preoccupazione nella vita e’ stata quella di mettere in atto equilibrismi necessari a non scontentare nessuno dei suoi capibastone, non sostenere mai una battaglia ideale, e neanche esprimere una posizione ragionata a favore dell’interesse generale. Ovviamente, il presidente del Consiglio non si esprime, perche’ non c’e’ un voto da guadagnare.

Questa e’ l’Italia oggi. Questo e’ il PD nell’era Renzi, e lo era anche prima.

Non mi pare ci siano le condizioni perche’ smetta di esserlo domani.

 

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(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

20 Comments

  1. Sull’argomento “OGM e cialtroneria nostrana” segnalo questo articolo di Bressanini, che peraltro è di 5 anni fa e dunque in retrospettiva dimostra bene come la retorica sul cibo sia sempre la stessa: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/02/23/ogm-il-ritorno-di-schmeiser/

    Consiglio anche la lettura dell’antefatto per capire meglio: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/18/monsanto-contro-schmeiser-lagricoltore-contaminato-dagli-ogm/

    E già che ci siamo tutti gli articoli del suo blog taggati OGM. Anzi, diciamo pure tutti gli articoli e basta, così magari nel processo vi escono anche dei tonnarelli cacio e pepe decenti.

    Ma per quanto Bressanini scriva su una piattaforma ospitata da Repubblica, temo che per farsi ascoltare da un certo pubblico nulla possa il racconto dei fatti e la coerenza logica dell’argomento scientifico di fronte al fascino esotico di un sari e un bel bindi in fronte.

  2. “Parlano di sostenibilita’, quando il loro modello di agricoltura nel mondo di oggi potrebbe sostenere forse l’alimentazione di meta’ degli esseri umani sul pianeta.”

    Nessuno però ha il coraggio anche solo di mettere in discussione il “dogma” della crescita illimitata della popolazione.
    Possiamo incrementare la resa dei raccolti ed incrementare la quantità di cibo prodotto, scienza e tecnologia sono fondamentali e non possono essere certo lasciate da parte se si vuole riuscire anche solo ad arrivare a tra altri 20-30 anni senza guerre dovute alla scarsità di cibo, ma se le bocche da sfamare continuano ad aumentare indiscriminatamente dal problema non se ne verrà mai fuori…

      • sradicamento delle religioni e sterilizzazioni di massa. Se fossimo in 500M invece che 6B, si starebbe da dio su ‘sto cazzo di pianeta…

        “andate e moltiplicatevi” ma vaffanculo.

          • @jack
            in parte. In questo momento ci troviamo su un pianeta dove 1/10 della popolazione circa vive consumando risorse come se non ci fosse un domani, mentre i restanti 9/10 sognano di far parte del primo gruppo. Riuscendoci pian piano, ed era pure ora (per loro).
            Piano piano stiamo arrivando a una scelta, diciamo tra tre opzioni 1)consumare meno (ma MOLTO meno), consumare tutti 2)perpetuare la schiavitù, magari a parti invertite, in cui qualcuno mangia e gli altri producono 3)finirla con ‘sto dogma della crescita demografica a tutti i costi, come se dovessimo colonizzare l’universo. Sì, mi piace come idea, ma quando avremo le navi spaziali che si muoveranno a velocità warp.

            Se ci pensi in maniera neodarwiniana, il desiderio di paternità/maternità è pienamente legittimo ed egoista geneticamente. La razza umana però è l’unica, attualmente, sul pianeta, che riesce talvolta ad anteporre il benessere di una città, di una nazione, di una civiltà, al proprio egoismo genico.

        • Se fossimo 500milioni faremmo un salto indietro a livello di benessere pazzesco secondo me perché verrebbero a mancare economie di scala enormi e, a tutt’oggi, ancora necessarie per garantirci il livello di benessere di una media città occidentale.

          Detto questo sono d’accordo che è arrivato il momento di capire che quando la tua specie arriva a fare numeri (sia in senso demografico che tecnologico) da rischiare di portare il Pianeta verso uno smottamento termico è il momento di darsi una calmata e rallentare, pensare a come gestire l’invecchiamento della popolazione mondiale e puntare, tho, ai 4-5miliardi

  3. peccato che chi scrive questi articoli non abbia mai visto i luoghi dove le OGM sono utilizzate intensivamente nelle piantagioni monocultura e parli senza rendersi conto nemmeno di cosa stia parlando.

    Un conto sono le cazzate naive e snob dell’ecologismo, che poi è una versione ammorbidita del malthusianesimo, un conto sono le devastazioni delle piantagioni monocultura (ogm o meno non importa).

    E’ non è tacciando chi accusa le major delle sementi di complottisti che si può evitare il problema: infatti non è assolutamente un complotto, è proprio guerra commerciale, ed è evidente e chiara.

    Solo che la corrente snob scientista (rappresentata dall’autore dell’articolo) accusa la corrente snob ecologista.

    Se aveste un po’ maggiore apertura e andaste a informarvi presso le fonti primarie, forse sparereste meno cazzate entrambi.

    Il problema non è OGM sì o no, ecologia sì o no. Il problema è sempre e come sempre molto più pratico:

    1) concentrazione della proprietà
    2) gestione dei flussi monetari sviluppati dalle monoculture industriali (es. Mais per mangime bovino, canna da zucchero per alcool, etc)
    3) costo dell’alimentazione di base e sostenibilità delle monoculture intensive e desertificazione progressiva di vaste aree altrimenti coltivabili con culture non sfruttabili industrialmente.

  4. “una personalita’ priva di qualsivoglia autorevolezza e capace di manipolare le evidenze empiriche per sostenere le proprie tesi”.
    Breve ed efficace, quanto inconsapevole, autoritratto dell’autore. Io non devo credere al complotto della Monsanto, ma lui ha numeri che dimostrano che la globalizzazione ha migliorato le condizioni di vita del terzo mondo (e non entro nel merito dei precedenti deliri tatcheriani, slegati da qualsivoglia evidenza storico-sociale e ancorati solo al desiderio profondo di piegare i fatti al servizio delle sue idee). Dott. Mazzone, renditi conto che una persona che ha studiato e studia economia e che sposa ancora il modello economico occidentale, le evoluzioni delle teorie smithiane e compagnia bella, non puó permettersi di dare del credulone, o di quello in cattiva fede, a chicchessia. Eddai, su!

      • Mica ho capito cosa c’entrano gli articoli che mi hai indicato. Io non ho parlato dei suicidi, nè ho demonizzato l’OGM in sè. Dico solo che forse non è tutto cattivo, ciò che viene dall’ingegneria genetica applicata all’agricoltura, ma, certamente, non è neanche tutto buono. Mi spiace che, per supportare le tesi più fantasiose, il dott. Mazzone non si limiti a dire che quello è il suo personale modo di vedere, ma abbia bisogno di bollare come sprovveduti estremisti e creduloni tutti coloro che non aderiscano in toto al suo “credo”. Perchè, questo è il mio punto: l’odiata trasformazione di un “punto di vista”, in un “credo”, appunto, uguale e contrario a quello che si vuole criticare. Così si uccide il dibattito e ci si ritira ciascuno nella propria “monade” e non si va da nessuna parte. E’ così evidente che, con riferimento ai temi trattati, la virtù sta’ nel mezzo: non stiamo parlando di pena di morte, ma di un problema complesso che ha mille attori e mille interessi, anche nobili, a volte. Ma “a volte”.
        P.S.: ho letto due articoli del giornale più odiosamente fascistoide che si possa trovare attualmente in circolazione, per amor di dibattito. Credo sia questa la via, o no?

        • >, ma lui ha numeri che dimostrano che la globalizzazione ha migliorato le condizioni di vita del terzo mondo

          Hai chiesto numeri, mi sembra che la riduzione di suicidi tra i coltivatori di cotone indiani da quando le coltivazioni ogm là hanno raggiunto una massa importante sia un dato a riguardo.
          Quello è un esempio, ma a quel che ne so, ovunque gli OGM siano stati applicati, i coltivatori ne hanno tratto beneficio, in alcuni casi anche le popolazioni (riduzione dei pesticidi, riduzione di inquinanti).

          Quindi dire che OGM è male, non è appunto
          > l’odiata trasformazione di un “punto di vista”, in un “credo”,
          ?

  5. ps.
    I link che ti ho dato erano al fattoquotidiano, perchè sono i primi saltati fuori su google cercando Bressanini.
    Ma Bressanini scrive per le Scienze, e ha chiuso il suo blog sul fatto (per cui no, non hai letto due articoli del giornale più fascistoide che ci sia, semplicemente perchè non erano articoli di giornale).
    Se ti interessa approfondire, puoi recuperare altri intreventi di Bressanin sul suo blog di le Scienze.

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