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Unione di Centro

Contro ogni pauperismo, forza Ratzinger!

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Siamo gia’ invasi dalle opinioni di chi invece ritiene che passare allo stile dimesso e un po’ triste di FrancescoI sia una grande rivoluzione culturale. Mi iscrivo al gruppo di quelli che non ne possono piu’.

In particolare sorprende che, probabilmente perche’ irretiti da qualche personaggione alla don Gallo, i piu’ entusiasti siano i soliti lettori di Repubblica*. Erano tutti scontenti della Chiesa che non comprende l’amore, che odia la vita, la modernita’ e le cose mondane: potevamo starci. Ora che la Chiesa aggiunge potenzialmente un’altra posizione reazionaria alla gia’ lunga lista delle posizioni reazionarie degli ultimi lustri, cioe’ il pregiudizio contro la creazione di ricchezza, l’odio per il gusto delle cose del mondo, l’antipatia per la bellezza, arrivano gli autoproclamati “progressisti” a lodarla? Beh, allora sono proprio dei lettori di Repubblica**, se lo lascino dire!

Piu’ seriamente, sarebbe il caso che ci lamentassimo degli sfarzi della Chiesa solo nella misura in cui siamo coattivamente portati a contribuirvi, ma non ci sarebbe nulla di male se questi sfarzi fossero il risultato di contribuzioni volontarie. Anzi, un Papa attento all’estetica e’ una scelta strettamente migliore rispetto a un Papa sciatto, a parita’ di altre condizioni. Si dira’ che le chiese che si finanziano solo con donazioni volontarie tendono naturalmente ad essere piu’ sobrie nei costumi. Ma sono considerazioni che in questo contesto reputo interessanti grossomodo come il parere del cardinal Bertone sulle unioni omosessuali.

Prima di chiudere, una nota per i fan dei pretacchioni: e’ vero, il capellone diceva quella cosa dei ricchi e dei cammelli. Ma lo diceva prima della rivoluzione industriale, del capitalismo, etc.. Ossia in un’epoca in cui di ricchezza se ne creava poca, lentamente , molta se ne distruggeva nelle guerre, e il mondo era un grosso gioco a somma zero. Oggi la ricchezza va celebrata, non odiata. E l’opposto va detto per la poverta’: la poverta’ e’ una montagna di merda. Si combatte, non si elogia.

Ah. C’era poi, perche’ noi parliamo di Jesus Christ Superstar, mica abbiamo letture del catechismo, uno che diceva che ogni spesa che il capellone faceva per il suo benessere, tranne la mera sussistenza, era un’offesa in quanto quei soldi avrebbero dovuto essere donati ai poveri. Un tale Giuda.

 

 

scarpe-papa

 

 

* per “lettore di Repubblica” si intendera’, su questo blog, da ora e per sempre, una categoria ontologica di essere umano piu’ ampia, che meriterebbe approfondite analisi.

** qui volevo forse dire, piu’ semplicemente, “pirla”.

Ma quale risultato storico, avete perso

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La storia, in estrema sintesi, è questa.
Due partiti si presentano alle elezioni regionali del 2008 schierati in due coalizioni opposte: uno prende il 18,75% dei voti, l’altro si aggiudica il 12,51%.
Gli stessi partiti, dopo una serie di astrusi ragionamenti atti a dimostrare che la mossa (sic) sarà vincente, decidono di presentarsi insieme alle elezioni regionali del 2012: nonostante il fatto che il loro principale avversario crolli, passando dal 33,42% del 2008 al 12,91% (no, dico, vi rendete conto, sì?), i due partiti si aggiudicano rispettivamente il 13,43% e il 10,85% dei consensi, vale a dire complessivamente il 24,28%, contro il 31,26% (sia pure, come detto, in schieramenti opposti) delle elezioni precedenti; il tutto mentre un altro partito, che nel 2012 si era fermato all’1,72% dei voti, è passato addirittura al 14,89% presentandosi da solo.
Ecco, se qualcuno avesse la bontà (oltre alla faccia tosta) di spiegarmi secondo quale logica perversa un risultato del genere, ancorché sufficiente ad assicurare ai due partiti in questione la maggioranza relativa e quindi il governo della regione, possa essere vagamente considerato una vittoria (o addirittura un “risultato storico” che configura un’alleanza “vincente“) gliene sarei davvero grato.
Coraggio, sono qua che aspetto.

Ci spieghi pure chi sono?

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Casini dice che per il paese occorre un patto tra progressisti e moderati: il che, per carità, potrebbe pure essere.

Il punto è che, dati alla mano, i progressisti e i moderati di cui parla non sono -non possono essere- quelli del PD e quelli dell’UDC: perché i primi -che sembrano cagarsi addosso alla sola idea non dico di fare proprio, ma perfino di nominare un concetto minimamente innovativo- non sono progressisti, e i secondi -che continuano a sostenere posizioni medievali su questioni come le unioni omosessuali, le scelte di fine vita, la libertà delle donne sul proprio corpo- non sono moderati.

Conclusione: io non lo so se il paese ha bisogno di un’alleanza tra progressisti e moderati, ma se Casini ritiene che sia così dovrebbe pure farci il piacere di spiegarci chi sono.

Grazie.

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