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Stefano Accorsi

1992 (spiegato male)

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È finito anche 1992. È stato un fenomeno di massa, tipo Gomorra ma meno di Gomorra, perché era più brutto di Gomorra e perché nessuno era tamarro e napoletano e manco uno è stato sparato. Fatto sta che va molto di moda parlarne: siete fuori dal mondo e senza battuta pronta se non sapete di cosa si tratta, chi è Leonardo Notte, come si fa a risolvere una disputa genitore-docente e che cosa c’è tra gli incisivi di Tea Falco. Sono qui per darvi una piccola mano, con un agile compendio dei personaggi principali: se non sapete come ringraziarmi, vi lascio nei commenti il mio IBAN.

Leonardo Notte: è Stefano Accorsi, cioè –se non lo avete ancora capito– quello che ha avuto l’idea della serie, e non a caso si è ritagliato il personaggio mezzo figo addosso. Ciò che dovete sapere è che tromberà sempre e comunque più di voi e che riuscirà a farla franca in ogni contesto con un sorriso da testa di cazzo stampato sotto una capigliatura degna di un omino del calcio balilla. Si chiava Miriam Leone, oltre a praticamente ogni altro essere di sesso femminile che gli capiti a tiro, comprese tardone e minorenni. In più fuma, beve, è ricco sfondato e ha capito che Berlusconi è la chiave della svolta politica dei 20 anni successivi. A breve un film su di lui interpretato da Robert Downey Jr.

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Renato Pozzetto reagisce al personaggio di Leonardo Notte.

Pietro Bosco: questo fa il leghista. Quindi, inevitabilmente, è da contratto buzzurro, ignorante, grosso, rasato, aggressivo, analfabeta. Forse il personaggio meglio tratteggiato della serie, ci fa capire quanto dovremmo rimpiangere i giganti della Prima Repubblica rispetto al deserto intellettuale e politico della seconda. Si chiava (indovinate un po’?) Miriam Leone.

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Pietro Bosco, che nella vita reale è un incrocio tra Il Freddo e D’Artagnan.

Veronica Castello: Miriam Leone con un grosso problema col sesso, ovvero il vero ottimo motivo per guardare la serie. È assolutamente fantascientifico che rimanga incinta alla nona puntata (NONA PUNTATA), dopo averci illustrato come, anche trombando CHIUNQUE TI CAPITI A TIRO, nel 1992 non si riusciva ad andare a Domenica In. Roba tosta questo mondo dello spettacolo, mica come pensate voi altri.

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All’incirca tutto quello che c’è da sapere su Veronica Castello.

Luca Pastore: questo c’ha l’AIDS per colpa dei cattivi, quindi passa la serie a cercare di sbattere in galera i cattivi, fottendosene di qualsiasi altra cosa gli succeda d’intorno. Fine.
Ah, incredibilmente non si chiava Miriam Leone. Rimedia però con Tea Falco.

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Luca Pastore realizza di essere l’unico stronzo a non aver approfittato di Veronica Castello.

Beatrice “Bibi” Mainaghi: la principessa INDISCUSSA della serie. Non si capisce un cazzo di niente quando parla, e oltretutto è difficilissimo parlare come lei: una specie di fenomeno da baraccone. L’internet è impazzito rispolverando alcuni suoi video in cui recita su Youtube che avremo la cura di non mostrarvi. Inaspettatamente non si chiava Miriam Leone, ma viene ovviamente chiavata da Notte. E da Pastore. Viene anche inclusa in una mezza citazione da Pulp Fiction che francamente boh.

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Walter White non ha chiara la domanda di Tea Falco.

Rocco Venturi: è uno pettinato male.

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I capelli del cazzo di Rocco Venturi.

 

Nota di realtà:
1) Piercamillo Davigo: il magistrato è in realtà del pavese, però è interpretato da Natalino Balasso, quindi parla rovigotto. Il risultato è quello di un pensionato veneto. Boh.
2) Silvio Berlusconi: qui si sorpassa il ridicolo. È tipo peggio della peggior caricatura che un vostro amico ubriaco al bar potrebbe fare di Berlusconi. Roba che il Bagaglino in confronto è un gruppo di cloni di Gassman. Se l’avessero fatto fare a Pippo Franco almeno ci sarebbe stato un momento amarcord.

Comunque, insomma, di tutta la serie l’unico che non chiava manco per sbaglio è Di Pietro.

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