un blog canaglia

Tag archive

Romano Prodi

Il ponte sullo stretto: l’eterno ritorno

in politica by

Il Presidente del Consiglio ha rilanciato (nuovamente) l’idea del ponte sullo stretto di Messina: una visione talmente avanguardista che (quasi) nessuno ci aveva pensato finora.

  • Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’On. Maurizio Lupi: “Il capitolo sul Ponte sullo Stretto è chiuso perché lo ha chiuso qualcun altro. Le leggi in Italia si rispettano. Qualcuno nel 2012, ha approvato con legge la decisione di mettere in liquidazione la società. Ci sono contenziosi in corso, e quindi lo Stato dovrà, tenendo conto di quella legge, fare gli atti e prendere le decisioni conseguenti”.
  • Non c’è nessuna intenzione di riaprire l’iter del ponte sullo stretto di Messina. Lo fa sapere il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che attraverso il suo portavoce, sgombera ogni dubbio su ciò che il governo pensa di fare dell’opera pubblica: “Non esiste l’intenzione di riaprire le procedure per il ponte sullo stretto di Messina, anzi – ha spiegato Jacopo Giliberto – al contrario, il governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi, e per farlo deve seguire l’iter di legge”
  • “Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del ponte sullo Stretto di Messina”. Nel giorno della fiducia alla Camera, il premier Berlusconi rilancia l’idea del ponte. Il progetto, che la società “Stretto di Messina” ha affidato al general contractor Eurolink, avrà un costo di 65 milioni di euro.
  • “La prima pietra (del Ponte sullo Stretto, ndr) sara’ posata dal presidente Berlusconi entro la fine dell’anno e sara’ la soluzione una volta per tutte della questione meridionale” (Renato Brunetta, 2009, a margine della 65* Conferenza del Traffico e della Circolazione a Riva del Garda)
  • Patrick Truhn, console generale americano a Napoli, tra il 2008 e il 2009 invia negli Usa cinque dispacci (pubblicati da Wikileaks) nei quali dichiara che la mafia potrebbe essere “tra i principali beneficiari” della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina (“The Bridge to More Organized Crime” viene definito) e che “servirà a poco senza massicci investimenti in strade e ferrovie” in Sicilia e Calabria. “Miliardi di dollari stanziati dai governi dell’Unione Europea finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali. Anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale” riporta sempre Truhn
  • “Chiudere la società del Ponte sullo Stretto? Una proposta da talebani animati da puro furore antagonista” (Antonio di Pietro, ottobre 2007, 4 ore prima il governo è stato battuto al Senato su un emendamento che proponeva la soppressione della società, sostenendo che chiuderla costerebbe ancora di più allo Stato in termini di penali e ricorsi)
  • Nel 2005, lo slancio romantico del presidente Silvio Berlusconi: “Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall’altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti”
  • Nel 2004, nonostante le proteste a livello locale e degli ambientalisti, il Ministro Lunardi inserisce il ponte sullo Stretto tra le 18 opere prioritarie a livello europeo: “Il ponte è partito. Il ponte si fa. Lo possiamo dire con commozione, orgoglio e certezza: il ponte sarà realizzato. È il progetto-simbolo del nuovo impulso che l’Italia vuole dare alle sue infrastrutture”
  • “Come il Regno Unito sta in questi giorni affidando, mediante una gara internazionale, la realizzazione del treno veloce Tunnel Londra a un soggetto che sia portatore del finanziamento e che garantisca la gestione dell’ opera, cosi’ il ponte di Messina può essere affidato a un soggetto capace di finanza e di gestione che ne assicuri l’esecuzione in tempi certi” (Domenico Cacopardo, fondatore Aspen Institute Italia, capo gabinetto del presidente del Senato Carlo Scognamiglio, maggio 1994)
  • Il 16 giugno 1986 viene presentato dalla Stretto di Messina S.p.A. un nuovo studio di fattibilità, con i progetti, i costi e l’affidabilità relativi a tre tipologie di soluzioni: in sotterraneo, in mare, in aria. […]Romano Prodi, ai tempi presidente dell’IRI ribadisce che il ponte è una priorità: “I lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto cominceranno al più presto. Il risparmio per un automobilista sarebbe di 40 minuti, 35 per autocarro e 92 per il treno. Nel 2015 transiterebbero sul ponte 12 milioni e 621mila autovetture, oltre a 295 mila carrozze ferroviarie”
  • Nel 1982 il ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, Claudio Signorile, annuncia la realizzazione di «qualcosa» «in tempi brevi». Due anni più tardi si ripresenta agli italiani con una data precisa: «Il ponte si farà entro il ’94»
  • Nel 1876 l’onorevole Giuseppe Zanardelli, convinto dell’opportunità di un’opera fissa tra le due coste, affermava: «Sopra i flutti o sotto i flutti la Sicilia sia unita al Continente», facendosi portavoce di un’opinione corrente e di autorevoli studi

Ponte

 

Ed infine un contributo d’eccezione: un misurato intervento del sindaco di Messina Renato Accorinti

sindaco

Che poi parliamoci chiaro: a che minchia serve un ponte quando si può attraversare lo stretto a nuoto?

Capire cosa succede

in politica by

Allora, ci ho riflettuto un po’, ho pure discusso con qualcuno e a questo punto mi pare di aver capito che le cose potrebbero stare così: Bersani “brucia” consapevolmente il nome di Marini al primo turno, “mimando” un accordo col PdL, “provocando” la sollevazione dei propri elettori e quindi, di fatto, distruggendo l’accordo nel momento stesso in cui viene concepito, allo scopo di far fuori Berlusconi, ricompattare il proprio partito su Prodi e costringere i grillini a convergere sul suo nome -in qualche modo gradito anche a loro- al quarto turno, magari con l’assicurazione di mettere insieme un governo nel quale il loro candidato, Rodotà, ricoprirà una carica determinante.
Se la si legge così, quello che pareva un atteggiamento insensato e autolesionista potrebbe invece essere una strategia non so se brillante, ma comunque plausibile, finalizzata a mettere definitivamente fuori dai giochi il PdL, a trovare lo spazio per un dialogo con il Movimento 5 Stelle senza per questo calarsi le braghe e a creare i presupposti per un governo di minoranza nel quale cercare i voti dei grillini volta per volta.
Non so misurare, ammesso che le cose stiano davvero in questo modo, se una strategia del genere sia vincente o perdente: voglio dire, magari viene fuori che è un colpo di genio e nessuno -me per primo- l’aveva capito; oppure, al contrario, che si tratta di una condotta disastrosa che distruggerà il centrosinistra italiano consegnando il paese nelle mani di Grillo o di Berlusconi.
Ma avremo modo, evidentemente, di riparlarne.
Per il momento -perdonate la modestia delle mie intenzioni- mi basterebbe provare a capire cosa sta succedendo davvero.
Come giustamente mi è stato detto ieri: sarebbe già qualcosa.

Go to Top