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Riforma costituzionale

Referendum costituzionale e dimissioni

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Come ci fa notare oggi Nagasaki, a ottobre si vota sulla Costituzione e non su Renzi e Boschi. Che la scheda del referendum costutuzionale contenesse al suo interno un sì o un no alla riforma costituzionale non dovrebbe sorprendere l’elettore medio. Quello che va tenuto presente è però che voteremo sulla modifica della Costituzione che è stata al centro dell’azione del Governo Renzi fin dalla sua nascita ed è dunque del tutto logico che se questa venisse respinta Renzi e Boschi dovrebbero andare a casa. È anche del tutto logico che chi ritenesse quella riforma sbagliata non boccerebbe solo la riforma ma anche chi l’ha scritta. Non è chiaro infatti come potrebbe procedere l’azione di un governo dopo che una parte così consistente del suo operato venisse rigettata dagli elettori. Per non parlare del fatto che se il governo dovesse continuare, sarebbero proprio i Nagasaki di turno i primi a lamentarsene suonando la campana a morto per la nostra democrazia.

Da che mondo è mondo, i governi vivono e muoiono a seconda del loro operato senza che ciò venga considerato un ricatto. Viene quasi il sospetto che quelli del fronte del NO, che ora si affannano a dire che il voto non riguarda il governo, abbiano paura di scoprire che la riforma Boschi risponde a molte richieste dei cittadini, la gran parte dei quali non ha particolarmente a cuore il futuro politico di Renzi o Boschi, nel bene e nel male. Sai che tragedia se un vittoria dei SÌ fosse dovuta non a cieca partigianeria ma a una valutazione della riforma nel merito?

Andiamo dunque tutti a esprimere la nostra serena opinione sulla riforma senza far finta che sia stata portata dalla cicogna e senza cascare dal pero se chi l’ha scritta si prenderà le sue responsabilità in caso di bocciatura.

E anche la riforma costituzionale è in mano ai cari vecchi swing voters

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Sono quelli che nel 1994 hanno voluto dare una possibilità a Berlusconi pur non essendo necessariamente di destra o essendo di destra ma non amando Berlusconi. Se non hanno votato per Lui, hanno dato un voto simbolico a qualche partito non coalizzato aprendo la strada al Cavaliere. Poi si sono pentiti della scelta e nel 1996 hanno votato, non senza difficoltà, l’Ulivo di Prodi (io avevo 13 anni e ricordo chiaramente qualcuno di cui non posso fare il nome che giurava di essersi dovuto fisicamente tappare il naso nella cabina elettorale). Non molto contenti di essersi di li’ a poco ritrovati con il comunista D’Alema al governo, nel 2001 hanno fatto come nel 1994: Berlusconi di nuovo o voto simbolico, e via con altri cinque anni di Cavaliere. Nel 2006, chiamati a decidere sulla riforma costituzionale voluta dalla Lega hanno senza tanto clamore deciso per il no. Del resto non sono fedeli a nessuna parte e sono gli unici che in referendum del genere votano nel merito e non pensando alle conseguenze sul governo di turno. Sono gli unici a pensare davvero che i governi vanno e vengono (li fanno andare e venire loro!) mentre le costituzioni restano. Come nel 1996, nel 2006 si sono in qualche modo convinti dell’impossibile: voto all’Unione di Prodi. Come sia finita lo sappiamo. Nel 2008, come da copione, si sono nuovamente votati a Berlusconi o a qualche partito fuori dalle coalizioni, considerando Veltroni il solito comunista ripulito. Nel 2013, ormai sfiancati, hanno preso atto del tramonto berlusconiano e hanno votato un po’ PD, un po’ Monti, un po’ magari 5 stelle e un po’ chissà’: ne risulta il caos che conosciamo, ennesimo governo tecnico e palude. Ecco, questi elettori tra non molto si troveranno a votare di nuovo per una riforma costituzionale che questa volta invece dei volti vagamente inquietante di Calderoli e Bossi ha quelli più tranquillizzanti, ma per loro non ipnotici, di Renzi e Boschi. Questi elettori sono gli unici che valuteranno nel merito la riforma e loro e solo loro decideranno, come sempre, le sorti del Paese. Se avevate già deciso cosa votare ancora prima che la riforma venisse approvata allora rilassatevi e aspettate che i silenziosi “swing voters” decidano che fine faremo.

 

P.S. Avete presente quella persona che si era tappata il naso per votare Prodi nel 1996? Ha già pronta la matita in mano e non vede l’ora di andare a votare. Secondo voi cosa vota?

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