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95 parole progressiste

in politica/società by

Sulla Carta d’intenti dei democratici e progressisti (l’impressione è che l’abbia scritta Vendola e corretta Bersani) si potrebbero dire tante di quelle cose da riempire un blog.  Ad esempio, questo è ciò che propone a proposito di libertà di scelta sul fine vita:

Su temi che riguardano la vita e morte delle persone, la politica deve coltivare il senso del proprio limite e il legislatore deve intervenire sempre sulla base di un principio di cautela e di laicità del diritto. Per evitare i guasti di un pericoloso “bipolarismo etico” che la destra ha perseguito in questi anni, è necessario assumere come riferimento i principi scolpiti nella prima parte della nostra Costituzione e, a partire da quelli, procedere alla ricerca di punti di equilibrio condivisi, fatte salve la libertà di coscienza e l’inviolabilità della persona nella sua dignità.

Voi avete capito cosa vogliono fare? A me paiono dieci righe, 95 parole, 587 caratteri di un cerchiobottismo quasi artistico: concetti in equilibrio tra il nonsenso e il pilatismo. Bei democratici, veri progressisti. Ma vaffanculo.

Ci spieghi pure chi sono?

in politica by

Casini dice che per il paese occorre un patto tra progressisti e moderati: il che, per carità, potrebbe pure essere.

Il punto è che, dati alla mano, i progressisti e i moderati di cui parla non sono -non possono essere- quelli del PD e quelli dell’UDC: perché i primi -che sembrano cagarsi addosso alla sola idea non dico di fare proprio, ma perfino di nominare un concetto minimamente innovativo- non sono progressisti, e i secondi -che continuano a sostenere posizioni medievali su questioni come le unioni omosessuali, le scelte di fine vita, la libertà delle donne sul proprio corpo- non sono moderati.

Conclusione: io non lo so se il paese ha bisogno di un’alleanza tra progressisti e moderati, ma se Casini ritiene che sia così dovrebbe pure farci il piacere di spiegarci chi sono.

Grazie.

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