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Il Post Post-Femminista

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Da post-femminista, mi ritrovo spesso ad argomentare contro le posizioni del femminismo attuale. Per esempio, sono contraria alle quote di genere, alle preferenze di genere, alle associazione di donne in quanto donne, ai discorsi sulla prospettiva femminile su questo o quell’aspetto della vita (per esempio, la prospettiva femminile sulla politica, sulla ricerca scientifica, sul giardinaggio o sulla pesca sportiva). Mi irrito profondamente quando sento dire che le donne devono faticare il doppio degli uomini per raggiungere un obiettivo, ma per fortuna non è poi così difficile o che le donne sono pagate di meno per fare gli stessi lavori. Qualche giorno fa sono stata a un incontro in cui qualcuno ha detto che le donne italiane sono più laureate degli uomini e dunque…discriminazione! Vero, se si guarda ai neolaureati, ci sono più donne. Il problema è che le donne tendono a laurearsi in materie molto meno richieste sul mercato del lavoro e dunque “si laurano di più” non vuol dire molto. Mi sono alzata e l’ho fatto notare, ricevendo qualche occhiataccia dalle signore in sala e svariati ringraziamenti dai signori. “Dai, così, brava, io non posso dirlo perché sennò quelle si incazzano e mi danno del maschilista, ma hai perfettamente ragione”. E va bene, forte delle miei ovaie io posso pure fare da parafulmine e dire quello che molti pensano. Volevo però far notare ai signori uomini che mi leggono, e che probabilmente ora hanno un bel sorriso stampato sulla faccia, che se tutte le donne fossero come me, la vita di gran parte di voi sarebbe molto, ma molto diversa. Perché, alla fine, le donne che rompono di più le scatole sulle quote rosa, sulla conciliazione del lavoro delle donne con la famiglia, sul part-time per le mamme, sul mandare le donne in pensione prima (per accudire gli anziani?), ecc. sono le stesse che accettano di essere loro quelle che si sobbarcano gran parte degli oneri di avere una famiglia, che prendono il disimpegno maschile per dato, che si accontentano di “essere aiutate” e che in fondo pensano che le donne siano esseri svantaggiati a cui dare un aiutino. Can che abbaia non morde, io invece mordo.

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