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Papa

Pannella e Scalfari, affinità e divergenze dal conseguimento della maggiore età

in cultura/politica by

La morte di un politico famoso si sa, è come il dissesto idrogeologico: nessuno in Italia può dirsene immune, e nessuno viene risparmiato dallo straripamento. Sono acque che sgorgano copiose e infestate di coccodrilli, ma niente paura perché sono quasi tutti affettuosi – se non addirittura melensi. Generalmente il tratto comune di questi rettili anfibi è il copione che segue: riconoscimento dei meriti del defunto, aneddoto personale (cose fatte insieme quasi tutte improvvisamente memorabili, tendenzialmente poco interessanti in assoluto, ma di cui è necessario rinfrescare la memoria), giustificazione del perché non si era più d’accordo da tempo, chiusura vagamente commossa ma senza esagerare.

Non fa eccezione Eugenio Scalfari, il decano del giornalismo italiano, fondatore di Repubblica e anche del Partito Radicale – correva l’anno 1955 – che di Pannella offre un ritratto sincero e poco arruffone, più teso a sottolinearne le differenze e marcarne l’alterità, che a condividerne i meriti. Niente di stupefacente – ivi compresa la magica abilità di Scalfari di parlare di sé anche quando scrive della morte di un atro – e niente di memorabile, ma apprezziamo il tentativo di trovare un termine di paragone attuale. Ovviamente è un tentativo vano: Pannella era, e naturalmente rimane, tanto indecifrabile quanto irripetibile, e una storia così (proprio come certa musica) poteva nascere solo negli anni 60 e 70.

Esattamente come era lecito aspettarsi, i meriti di Pannella si fermano ai referendum su divorzio e aborto: Pannella, per una certa sinistra che delle personalità complesse ama appropriarsi della proiezione comoda e aderente, muore qui. Delle battaglie dei 40 anni successivi non se ne parla, e se lo si fa se ne accantona il merito, puntando il dito contro i letimotiv circostanziali di sempre: Capezzone, Cicciolina, Berlusconi, Rutelli (per i più barricaderi). Questo non c’è nell’articolo ma per la sinistra, per quella stessa sinistra di sempre, i radicali sono un popolo strambo, pindarico, incomprensibile. Le battaglie sui princìpi, sugli ideali, lontani dalle “reali esigenze della gente”. La sinistra salottiera di cui Scalfari è incarnazione e Gran Maestro di quelle esigenze e quelle vite ha sempre (stra)parlato, Pannella coi suoi istrionici eccessi di quelle esigenze e quelle vite ci si è insozzato e ne ha fatto benzina politica: “Le nostre storie sono i nostri orti”, dopotutto. E poi il settarismo incomprensibile, probabilmente nel linguaggio e nella mitologia, sicuramente nel rapporto col leader. Non a caso infatti, mentre Scalfari nel 1986 intitolava un proprio libro “La sera andavamo in via Veneto”, facendo riferimento alla sua scuola giornalistica e intellettuale irriducibilmente vitellona;  venticinque anni dopo Pannella intitolava un proprio lungo intervento su Il Foglio “La sera non andavamo in via Veneto”: se l’alterigia è stata un tratto comune tra i due decani, certamente è stata declinata in maniera diversa.

Poi, però, c’è l’essere capopopolo senza partito, di cui si attende il verbo la domenica sull’organo ufficiale: puntuale. C’è l’essere saggio, nella saggezza dell’Anziano che ha attraversato buona parte del ‘900, ha conosciuto i Padri della Patria™, e ha lasciato un segno nella storia di questo paese. Dalla parte degli ultimi, degli emarginati. C’è, concediamoci un po’ di bassezza, un libertinismo sessuale comune eppure così diverso: poligamia, promiscuità e le loro intersezioni. Non a caso, c’è l’essere nati di rara e austera bellezza. C’è l’essere guida morale che detta la linea e l’etica, di una moralità che pur nascendo laica ed atea vola alto, diventa necessariamente metafisica, specie sul finale. Arrivando addirittura a dialogare con il Papa. A scriverci insieme un libro. Come dite? Pannella non ha mai scritto un libro con il Papa? Ah ma qui si parlava di Scalfari, non confondetevi.

Generatore automatico di immagini proiettate su San Pietro per il Giubileo

in internet/religione by

Per l’apertura del Giubileo straordinario su San Pietro sono state proiettate suggestive immagini ispirate all’Arca di Noè e alla bellezza del Creato, con un effetto scenico di grande impatto.

Tuttavia, sono state a nostro parere omesse alcune meraviglie che non possiamo risparmiarci dal segnalare.

Ecco allora cosa abbiamo sognato di vedere proiettate sulla facciata di San Pietro.



Fare refresh per ottenere nuove meraviglie del Creato proiettate su San Pietro per il Giubileo

The pope approves

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In seguito alle recenti concessioni di Papa Drugo Lebowsky primo (1, 2), che verrà ricordato nei secoli come “il papa che approvava”, il nostro insider dello Stato Pontificio ci rivela altri gesti che verrano presto sdoganati da Sua Santità:

– Ok, scaccolarsi in pubblico non è educato, però tutti sanno che una corretta respirazione facilita la preghiera.

– Convengo che pisciare sulla ciambella sia sconveniente, ma lo vogliamo dire che i water al giorno d’oggi sono strettissimi?

– Massacrare di pugni una donna è certamente sbagliato ma è comunque meglio che accoltellarla a morte.

– D’accordo, d’accordo, passare col rosso è contrario al codice della strada, però lasciar freddare il take away cinese è contrario al codice del buon senso.

– Naturalmente farsi il bidè è un abitudine che va incoraggiata, ma usando un po’ di carta igienica in più si ottiene quasi lo stesso risultato.

– Ora, che Darth Vader fosse una figura negativa è acclarato, però converrete che Luke Skywalker fosse un giovane assai indisciplinato.

– Certo, lavarsi le ascelle è un gesto rispettoso del prossimo, ma se non avete tempo basterà che teniate le braccia molto aderenti al corpo.

– Incendiare un esercizio commerciale per riscuotere l’assicurazione non è certo un gesto onesto, ci mancherebbe, però se uno è strozzato dai debiti cosa deve fare?

– Si, si, infilare i petardi in culo ai cani è senza dubbio una crudeltà, ma converrete che fa tanto ridere vedere come corrono via inviperiti.

– Non si discute, mettere il cazzo in bocca a un bambino è una cosa gravissima, ma comunque per fare un fiume ci vogliono due sponde.

Due "papi"!

in società by

Una delle più formidabili obiezioni all”adozione delle coppie omosessuali è che un bambino/bambino “non possa avere due mamme” o peggio ancora “due papà”.

La cosa sarebbe contraria a quanto succede nella “normalità“, da che mondo è mondo ci sono “il papà e la mamma” e non “il papà ed il papà”: se questo succede siamo nel campo della patologia.

Ci si rifiuta categoricamente di vedere che il mondo sta cambiando e che queste convinzioni non sono più supportate dai fatti. Esistono fior di famiglie omosessuali con figli e nessuno ha mai dimostrato che crescere in una famiglia omosessuale danneggi in alcun modo la formazione del bambino/bambina.

Il mondo però cambia, anche se facciamo finta di niente. Fino a due mesi fa, ad esempio, nella testa di noi tutti l”esistenza di due papi faceva venire in mente guerre di religione, faide sanguinarie, accuse di eresia, scomuniche e Armageddon vari. Ieri abbiamo visto in mondovisione due vecchi signori vestiti di bianco incontrarsi e pregare insieme quello che loro credono.

Il mondo cambia, amici. Se possono esistere  – senza guerre di religione – due papi, possono tranquillamente esistere anche due papà. Fidatevi. Santè

Date a Cesare

in società by

Certo che siete strani voi eh.

Da giorni riempite le timeline solo di notizie, commenti e puntate sul conclave che ormai  twitter pare esser diventato un popolo di santi poeti e vaticanisti (che tra l’altro non ne azzeccano una peggio di Pagnoncelli), e ora appena eletto il nuovo Papa tutti a lamentarvi che  in passato ha fatto dichiarazioni contro gli omossesusali, le donne, l’aborto.

Aò. E’ il papa della Chiesa Cattolica, mica il portiere del battuage di Monte Caprino.

Immagini dello scopatoio di Monte Caprino, Roma

Andiamoci piano, per favore!

in religione by

Ho sempre creduto l’anticlericalismo una “malattia infantile”©  della laicità. E non mi piace partire prevenuto.

Il nuovo papa pare una persona simpatica, ce lo descrivono come un tipo semplice e come un nemico della povertà.

Emergono però sin da subito alcune ombre su una decisamente tiepida opposizione al regime dittatoriale argentino e su alcune posizioni retrograde sul matrimonio tra persone omossessuali, “attacco devastante ai piani di Dio” e sulle donne “naturalmente inadatte per compiti politici”.

Bene, non mi piace partire prevenuto ma ritengo disastrose le canonizzazioni in vita, che circondano persone umane –  coi loro inevitabili vizi e difetti – di un’aura di infallibilità totalmente irrealistica.

Il maggior pregio di Ratzinger era la sua antipatia, che rendeva inevitabile in molti un senso di distacco e rifiuto inimmaginabile nei confronti del suo predecessore, che – seppure elevato al rango di icona pop – rimane il papa più implacabilmente conservatore dell’età contemporanea.

Non condanniamo in anticipo ma non facciamogli alcuno sconto, please! L’unanimismo e l’adorazione incondizionata portano sempre danni, specie nei confronti del capo di una struttura umana corruttibilissima come la Chiesa cattolica.

Non ci possiamo permettere un’altra rockstar reazionaria, davvero! Santè

Li avevamo sottovalutati

in religione by

Quelli che si aspettavano l’elezione di Scola, con l’adozione di un nome tipo “Implacabile I” e l’inizio di uno scontro frontale -e probabilmente suicida- col secolarismo, sono serviti.
Jorge Mario Bergoglio opta per “Francesco”, fa mostra di grande affabilità in pieno prime time, esordisce con una battuta, invita i fedeli a pregare per lui, sta dalla parte dei poveri e se lo guardi bene ci ha pure la faccia simpatica.
Di una cosa potete star certi: quando se la prenderà con gli omosessuali, con le unioni civili, con le donne che abortiscono, con la pillola del giorno dopo, coi preservativi, col testamento biologico, con la ricerca sulle staminali embrionali e via discorrendo, lo farà con una semplicità, con una modestia, con un’umiltà, con un candore che a momenti manco ve ne accorgerete. Anzi, se non ci state attenti finirà pure per piacervi.
Tanto per cambiare, li avevamo sottovalutati.

Generatore fotografico di papabili

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Ecco, ancora una volta non ho resistito.
Istruzioni: fare refresh per ottenere nuovi papabili.

Sillogismo e valori non negoziabili

in mondo/politica/società by

La premessa maggiore, da Massimo Introvigne per l’agenzia di stampa Zenit: “Il 22 settembre 2012 Benedetto XVI ha ricevuto a Castel Gandolfo il comitato esecutivo dell’Internazionale democratico-cristiana, pronunciando un importante discorso sull’impegno politico dei cattolici ispirato dalla dottrina sociale della Chiesa […] il primo criterio di discernimento politico concerne «gli interessi più vitali e delicati della persona, lì dove hanno luogo le scelte fondamentali inerenti il senso della vita e la ricerca della felicità». Questa formula rimanda a quelli che il Papa ha chiamato in altre occasioni principi non negoziabili, nozione tecnica che si riferisce a tre soli valori – la vita, la famiglia e la libertà di educazione – e che non può essere stravolta da chi, in nome magari delle alleanze politiche, inventa nuovi principi non negoziabili o magari considera non negoziabile anzitutto un ministero o un assessorato. Benedetto XVI non si stanca di continuare a enunciare i tre principi non negoziabili, non già per dichiarare gli altri principi e valori irrilevanti, ma per ribadire che questi tre criteri, quando si compiono scelte politiche, devono venire prima e prevalere su tutti gli altri. «Il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale – con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica – è un impegno che si intreccia infatti con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare […] Il primato dei tre principi non negoziabili significa che un cattolico, nello scegliere i suoi rappresentanti politici e anche le sue e loro alleanze, non potrà mettere al primo posto le ricette per risolvere i problemi del lavoro e dell’economia ma dovrà sempre considerare i tre principi come criterio discriminante. Non posso scegliere chi propone l’eutanasia o il matrimonio omosessuale, anche se sono convinto in buona fede che le sue ricette per la crisi dell’economia e del lavoro siano migliori di altre”.

La premessa minore: le recenti vicende della giunta regionale del Lazio, sulle quali non mi dilungo, e l’appoggio garantito dalla Chiesa alla Polverini durante la campagna elettorale proprio in nome di quei valori non negoziabili.

Il risultato: Papa, non hai capito un cazzo.

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