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omosessualità - page 3

Generatore automatico di definizioni di matrimoni gay degli alleati del PD

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Sapete com’è, resistere a una cosa del genere sarebbe stato impossibile.
Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove definizioni del matrimonio gay da parte degli alleati del PD

I matrimoni gay sono una cosa puerile, una violenza della frittura sulla lordura

Qualcuno spieghi a Rosy Bindi

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Qualcuno, per favore, spieghi a Rosy Bindi che sul tema “delicato” -come lo chiama lei- delle unioni omosessuali non c’è alcun bisogno di trovare “l’unità dell’Italia”: è sufficiente che chi è gay e vuole sposarsi con una persona del suo stesso sesso possa farlo, e chi non è gay e/o non vuole sposarsi con una persona del suo stesso sesso possa non farlo; stante il fatto -peraltro evidente- che chi vuole introdurre il matrimonio omosessuale non ha la minima intenzione di imporlo a nessuno, mentre chi continua a negarlo finisce inevitabilmente per impedirlo a tutti.

Ragion per cui, un partito “plurale” -sempre come lo chiama lei- non è un partito capace di trovare una mediazione che non urti “le diverse sensibilità”, ma semplicemente un partito che eviti di imporre a tutti la morale di alcuni: perché è questo, al di là dei proclami astratti, che sta succedendo.

Il resto, mi si consenta, è fuffa.

Altro che concedere

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Che poi, senza voler fare polemica eh, siamo ridotti che se uno rivendica un diritto che attiene alla sua sfera affettiva e familiare deve pendere dalle labbra della Bindi, o di Bersani, o di Grillo, o di Di Pietro, o di un altro di questi -rispettabili, per carità- personaggi? Cioè, siamo ridotti al punto che se i leader dei partiti, e con essi i movimenti che costoro rappresentano, decidono che battersi per attribuire a una certa categoria di individui i diritti che chiedono non è opportuno, conveniente, strategico, allora quegli individui se ne debbono restare là con la bava alla bocca aspettando che qualche cristo si decida a cagarli? Ma dove siamo, dico, in una società feudale che si basa sulla magnanima concessione di privilegi da parte del valvassore di zona?

Il discorso, in realtà, è molto più semplice: le coppie omosessuali esistono? Direi di sì. Vogliono fare un matrimonio, un’unione civile, un pacs, un torneo di Subbuteo? Ebbene, lo stato ne prenda atto. Senza fiatare, se possibile. E soprattutto senza che un’imprecisata schiera di energumeni si arroghi il diritto di discettare lungamente sull’ammissibilità di quella scelta -ma scherziamo?-, sul fatto che quella scelta sia accettabile-rispetto a quali criteri? i loro? quelli dei loro iscritti? quelli del paese che costoro blaterano di rappresentare? ma scherziamo un’altra volta?-, sull’eventualità di attribuire -loro? e chi cazzo sarebbero, loro?- a quella scelta la dignità di essere “riconosciuta”.

Quella scelta ce l’ha, la dignità di essere riconosciuta. In quanto esiste, ce l’ha. In quanto è stata operata e non danneggia gli altri. A prescindere da quello che ne pensino Tizio, Caio, Sempronio e tutto il cucuzzaro, fosse pure un cucuzzaro composto dal paese intero meno due persone.

Per me, in estrema sintesi, dovrebbe funzionare così. Altro che concedere.

Il mischione di Grillo sui gay

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Mi corre l’obbligo di comunicare a Beppe Grillo che le unioni civili tra omosessuali, il riconoscimento delle coppie di fatto e il matrimonio gay sono cose alquanto diverse: al punto che tra coloro che sono favorevoli ad attribuire diritti alle famiglie omosessuali è tuttora in corso un cospicuo -e spesso aspro- dibattito per stabilire quale delle predette soluzioni sia meglio adottare.

Ora, a me fa piacere che il Movimento 5 Stelle sia favorevole, in un modo o nell’altro, a riconoscere diritti alle coppie gay; però mi piacerebbe capire in che modo intende farlo, perché dal post con cui il nostro amico interviene sull’argomento la cosa non si capisce: prima si dichiara favorevole alle nozze omosessuali, poi dice che i documenti della Concia e di Scalfarotto riguardavano le unioni civili -e invece riguardavano il matrimonio-, quindi si lamenta del fatto che in Italia non siano mai stati introdotti i Pacs, e infine invoca a gran voce una legislazione sulle coppie di fatto.

Orbene, siccome trattasi di fattispecie assai diverse che implicano diverse conseguenze -si pensi alle adozioni, tanto per dirne una-, sarebbe il caso di evitare i mischioni e di specificare in modo chiaro a cosa si è favorevoli e a cosa si è contrari.

Altrimenti, anziché chiarire le cose, si fa casino e basta.

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