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You realise che stai arrivando a Craco quando d’un tratto lo sconfinato verde dei boschi lascia il campo a praterie di giallo ocra su cui troneggiano, come giganti addormentati, i calanchi.

Craco, comune italiano della provincia di Matera, è un luogo dove il tempo si è fermato in un’epoca incerta, ancestrale, indefinita. Le case arrampicate sulla roccia hanno finestre scure che sembrano scrutarti con sguardo spento ed autistico.

Le abitazioni con le ringhiere finemente decorate ma arrugginite, sono tutte abbandonate e rendono il paese una specie di conformazione plastica del relitto di una nave.

craco
A Craco non ci abita più nessuno, tranne una coppia di pastori che, occupato una casa abbandonata, ci sosta raramente. La popolazione (circa 700 abitanti) vive nella vicina località di Craco Peschiera.

La strada principale è un viale in pietra.

Il cammino è tutto in salita.

Il cuore in cima è una torre normanna del 1040 d.c.

Antico borgo medievale, importante centro strategico militare durante il periodo normanno, divenne sede universitaria nel 1276. La leggenda narra che ci giunse ferito San Vincenzo martire insieme a San Maurizio durante il viaggio di ritorno dalle crociate in Terra Santa. È storia reale invece la fucilazione di una ventina di briganti di fronte al campanile della chiesa Madre nel corso delle rivolte post-unitarie.

Craco diventa una città fantasma nel 1963, quando un’enorme frana, causata dalla composizione argillosa del suolo, si portò via un pezzo di paese e tutte le reti idriche e fognarie. Gli unici edifici ancora in piedi sono quelli risalenti al medioevo, come la vecchia torre, le chiese e alcuni palazzi importanti dell’epoca.

La frana ed una massiccia emigrazione al nord Italia e all’estero lo svuotò in breve tempo.

Craco è ormai diventato un luogo quasi soprannaturale, con i suoi silenzi continui. Durante le ore notturne, nel deserto totale, il vento fa letteralmente ululare il paesino dalle varie fessure e crepe degli edifici. Le tantissime finestre rotte e semi-divelte sbattono in continuazione. La presenza di cani randagi dà spesso l’impressione che ci siano presenze ultraterrene che stazionano per il paese.

E’ proprio qui che la notte di qualche settimana fa, l’ingegner Paolo Pretocchio* ha organizzato un summit semiclandestino chiamato L’acqua calda’s blocked, ultimissimo evento dell’embriornale fase di costituzione del Progetto Bimbozzi, che secondo le sue stime dovrebbe prendere il potere tra il 2026 ed il 2030.

Presente lo stesso Bimbozzi, che capitanava nell’oscurità della notte alcune figure con fiaccole e candele.

Prima che l’evento inizi, riusciamo a fumare qualche sigaretta ed a scambiare qualche chiacchiera con alcuni dei convenuti. Il concetto principale dell’essere a Craco lo spiegano quasi tutti così:” Tutti parlano della fine degli Stati Nazione, ma nessuno della nascita di Monarchie Immateriali come Google, Apple, Facebook, che hanno come territorio il non luogo del tecnoweb, come popolo gli utenti utilizzatori schedati, e come monopolio della forza il potere d’escludenza dell’algoritmo meccanico. Sul Non luogo non ci sono spazi e margini di operatività. Il Non luogo è quasi tutto occupato, è saturo. Bisogna inevitabilmente trasferirsi e colonizzare il Fuoriluogo. Il nostro luogo sarà il Fuoriluogo. E Craco, appunto, rappresenta perfettamente il concetto di Fuoriluogo.”

Rispetto alle altre volte, però, non siamo riusciti ad intervistare l’ingegnere che, terminata l’adunanza, è dovuto partire immediatamente per impegni d’affari verso Delaware, il nuovo paradiso fiscale creato da Obama negli States.
dealw

Vi riproponiamo lo stesso alcuni passaggi del suo intervento blobbati e campionati con modalità che non possiamo riferire per ragioni che lasciamo custodite al mistero di Craco.

“Questa di stanotte è la prima tappa della nostra spedizione verso l’interno, è la prima meta della nostra Anabasi.

Non si possono scalare le montagne con sacchi di immondizia trascinate sulle spalle. Dovete liberarvi di tutto il male che tenete dentro. Il Progetto Bimbozzi non è una confessione. E’ una liberazione. Gli incubi non sopravvivono nella luce.

Tutti siamo turbati occasionalmente da ansietà ricorrenti, prodotto di una qualche colpa occulta, segreta, che nemmeno sappiamo quale sia o che nemmeno magari esiste.

Il senso di colpa è un’istanza psichica derivante dall’originaria identificazione del bambino con le figure genitoriali e con gli educatori, atta a mantenere in vigore i valori culturali da essi trasmessi attraverso la paura di perdere il loro amore e di essere punito.

Ognuno ha un suo limite.

Ognuno si identifica con il suo limite.

La paura della punizione ti porta all’esitazione se accettare il limite o superarlo.

Nella volontà di superarlo ci si scontra con lo spavento della sua perdita, perdita che in qualche misura diviene perdita della propria identità per via della coincidenza individuo-limite.

Quando non lo si vuole superare ci rassicuriamo momentaneamente, ma poi spuntano il disprezzo di sé, i complessi di inferiorità.

Allora si prova a superarlo con l’immaginazione, che come un surrogato dell’avercela fatta, dà il via alla fantasticheria, alle arie di superiorità e di arroganza.

Si recita un personaggio che non si è, ricadendo in continuazione nel dubbio di esserlo, con l’inevitabile alternarsi di sentimenti di superiorità e di inferiorità.

Tutti vogliamo stare bene con noi stessi.

Vogliamo sentirci importanti, degni e accettabili agli altri.

Vogliamo credere di essere attraenti.

Ma quando sbagliamo alimentiamo sentimenti di fallimento, di vergogna nascosta, di tensione e disagio in ambito sociale, si ha difficoltà a dire di no, ci si prende la colpa di tutto quello che succede.

A volte si giudicano gli altri per occultare le proprie colpe, o per scaricarle su altri, mettendo enfasi nei loro errori per evitare di essere noi il centro dell’attenzione altrui.

Tendiamo a diventare come ciò che odiamo ed abbiamo sempre disprezzato.

Alcuni scontano traumaticamente quei giudizi troppo scandalizzati sentiti da piccoli, che possono aver ancorato il sentimento che il sesso sia una cosa sporca, provocando blocchi e sensi di colpa nei rapporti e col piacere.

Aspettare il castigo ci rende ansiosi e turbati.

Il castigo si teme ma si desidera.

Ricevuto il castigo ci sentiamo sollevati, perché abbiamo pagato il nostro debito e possiamo tornare a vivere senza paura.

Il castigo espia il cattivo comportamento e allevia l’ansia.

Non si possono scalare le montagne con sacchi di immondizia trascinate sulle spalle. Dovete liberarvi di tutto il male che tenete dentro. Il Progetto Bimbozzi non è una confessione. E’ una liberazione. Gli incubi non sopravvivono nella luce.”

(Silenzio come se fosse partito un amen muto)

ZELIIIG IN EVIDENZAAAAAA

“Alterneranno la tattica della provocazione alla strategia dell’infiltrazione. La provocazione ha come obiettivo quello di aprire e scatenare una campagna di criminalizzazione. Una volta partita, la criminalizzazione serve come giustificazione preventiva per innescare le classiche azioni politico/militari/giudiziali, come forma di screditamento e divisione. Alla tattica della provocazione seguirà la strategia degli infiltrati che avrà due obiettivi. Da un lato dovranno spingere, come finti seguaci del progetto, tutte quelle posizioni che favoriscono il settarismo, costanti discussioni per spargere malumori e disagi, l’auto isolamento e la tendenza alle ”fughe in avanti”, dall’altro spiare e reperire il maggior numero di informazioni logistiche e strutturali.”

“L’ introduzione di una sfera spaziale inattesa, la sottopone automaticamente ad una svalutazione morale. Così come Napoleone male reagì al guerrigliero spagnolo criminalizzandolo e scatenandovi contro la potenza inutile di un esercito, anche l’Inghilterra male reagì al sottomarino tedesco durante la prima guerra mondiale. E male l’America contro i Vietcong. L’introduzione di una sfera spaziale inattesa provoca, infatti, inevitabilmente cattivi giudizi morali.”(x)

“Bisogna tenere presente che con il terrorismo si fanno crescere forze che poi diventano autonome. Non possono diventare autonome se prima non sono cresciute, ma non crescerebbero se non facessero comodo. Quando non fanno più comodo, vengono spazzate via.”

“Secondo Douglas Mortimer, nel western americano alla John Ford, la violenza rientra nella struttura della legalità come una forma di soluzione del conflitto: il topos dell’ “arrivano i nostri” serve a cavare d’impaccio i buoni e a far cessare il momento dello scontro. Nello spaghetti western, invece, il conflitto si interrompe solo con la vittoria “improvvisa e momentanea” di uno dei contendenti, non corrisponde mai al ripristino della legalità.” (y)

“Figlio del fabbro Alessandro Mussolini e della maestra elementare Rosa Maltoni, Benito Mussolini nacque il 29 luglio 1883 a Dovia, frazione del comune di Predappio. Il nome “Benito Amilcare Andrea” fu deciso dal padre,socialista, desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell’agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece battezzare il figlio. Vive un’infanzia modesta.

Mussolini, assunta la direzione dell’Avanti alla fine del 1912, diventa l’ ascoltato portavoce di tutte le frustrazioni ed insoddisfazioni di una società caduta in una crisi economica ed ideale che trascinava masse sempre più vaste verso esplosioni insurrezionali senza chiare prospettive. Espulso dal partito nel 1914 a causa delle sue posizioni interventiste a favore della guerra, Mussolini intuisce tre cose: le debolezze del partito socialista italiano, le debolezze del socialismo reale creatosi nella russia di Lenin, e che la prima guerra mondiale aveva avuto un valore socialmente molto dirompente. Si era reso conto infatti che gli ex combattenti sarebbero stati una massa di manovra molto significativa ed utile dal punto di vista politico e che quindi bisognava non perdere il contatto con essi.

I governi italiani che si succedono tra il 1919 ed il 1920 faticano a trovare una soluzione alla crisi sociale ed economica dell’epoca, schiacciati tra le trattative internazionali e le insoddisfazioni di molti italiani per quella che viene già definita una vittoria mutilata.

Nel 1919 nascono i fasci di combattimento che proclamano loro nemici i borghesi, i clericali ed i socialisti.

Il fascismo, movimento che raccoglie forze eterogenee, senza obiettivi chiari o un’ideologia di fondo, esprime la ricerca di una qualche soluzione alternativa basata su una forte accentuazione del sentimento nazionale e sulla ricerca di una qualche attuazione di uno stato sociale diverso da quello liberale tradizionale.”(p)

“Raggiungere un punto avanzato nella lotta per il potere vuol dire imporre rapporti di forza favorevoli e poter contare su una situazione di ingovernabilità del sistema esistente in cui sia possibile affermare un reale contropotere. Le condizioni per la conquista del potere si determinano solo per una breve fase in cui l’avversario è debole e non può dispiegare integralmente tutti i mezzi di cui dispone. Se non viene colta l’opportunità che si presenta in quella fase si apre la fase della sconfitta e del riflusso.”

“L’essenza della politica consiste nell’individuare il proprio nemico principale. Ed ovviamente nella capacità di saperlo riconoscere, di capire chi veramente esso sia.”

Quel tanto di speciale, quel tanto di sacrale, quel poco che è reale forse basta a salvarci (tono dimesso)

“Nel 1812-’13 lo Stato Maggiore Prussiano scatena dei sommovimenti antinapoleonici attraverso l’emissione dell’Editto Prussiano sulla milizia territoriale o Landsturm, recepito quale legge dall’ordinamento interno, con tanto di firma del primo ministro. Agli artt.61-62 di tale editto sta scritto:

« Ogni cittadino ha il dovere di opporsi al nemico invasore con qualsiasi tipo di arma.[…] Scuri, forconi, falci e lupare vengono espressamente raccomandati.[…] Ogni prussiano ha il dovere di non obbedire ad alcun ordine del nemico, bensì di danneggiarlo con ogni mezzo possibile. Anche se il nemico volesse ristabilire l’ordine pubblico, nessuno è autorizzato a obbedirgli, perché così facendo si finirebbe per facilitarne le operazioni militari.[…] Gli eccessi di una canaglia sfrenata sono meno nocivi di un nemico nelle condizioni di poter disporre liberamente di tutte le proprie truppe.[…]”

Perso nelle città, potevi avere il mondo (tono dimesso)

“La psicologia collettiva accosta e non discerne. Tende a seguire chi crea una dimensione della speranza con estrema semplicità. L’idea che si possano convincere le persone in maniera razionale non ha efficacia, la politica ha dimensioni emotive, narrative e di coinvolgimento in qualche modo collettivo in quanto deve cercare di mettere insieme la doppia natura dell’uomo, contrassegnata dall’esistenza di un bisogno di socialità e di un bisogno d’individuazione intrinsecamente conflittuali.”

“Il moderno dittatore, sostiene Le Bon ne La psicologia delle folle, deve saper cogliere i desideri e le aspirazioni segrete della folla e proporsi come l’incarnazione di tali desideri e come colui che è capace di realizzare tali aspirazioni. Anche in questo caso l’illusione risulta essere più importante della realtà, perché ciò che conta non è portare a compimento tali improbabili sogni quanto far credere alla folla di essere capace: “nella storia l’apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà”. Le folle non si lasciano influenzare dai ragionamenti. Le folle sono colpite soprattutto da ciò che vi é di meraviglioso nelle cose. Esse pensano per immagini, e queste immagini si succedono senza alcun legame. L’immaginazione popolare é sempre stata la base della potenza degli uomini di Stato, dei trascinatori di folle, che il più delle volte, non sono intellettuali, ma uomini d’azione. Questi sono poco chiaroveggenti, ma non potrebbero esserlo, poiché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all’inazione. Essi appartengono specialmente a quei nevrotici, a quegli eccitati, a quei semi-alienati che rasentano la pazzia. Per quanto assurda sia l’idea che difendono o lo scopo che vogliono raggiungere, tutti i ragionamenti si smussano contro la loro ferma convinzione (nella neuro-psichiatria essa prende il nome di “Pseudologia fantastica” – chi crede alle sue stesse bugie)” .

Non si esce vivi dal novecento(tono dimesso)

“Mentre la fatica del lavoro industriale si esercitava sui corpi, i muscoli, le braccia, oggi si esercita sul linguaggio, l’intelligenza, gli affetti, la totale reperibilità temporale tramite smartphone ed internet, innescando nuove forme di sofferenza, alienazione e schizofrenie. L’esistente è rimpicciolito. L’esistente è esaurimento. Sarà inevitabile un ritorno feroce dell’irrazionale, un assetato inconscio desiderio di laico paganesimo rituale e mistico.  Le pulsioni continuano a funzionare secondo la logica loro propria dell’appagamento. L’attuale canalizzazione del piacere, saziando solo a livello caricaturale pulsioni addomesticate da modelli pubblicitari finti, o tramite surrogati placebo di mediazione tecnologica, rende insoddisfatto tutto l’apparato psichico. Il senso di felicità derivante dal soddisfacimento di un moto pulsionale si scontra con le ansiogene ed eccessive richieste che la civiltà dell’algoritmo, sodomizzandolo nella psiche, pone all’uomo, parcellizzato ed isolato.”

“Senofonte, giunto finalmente sulla costa del Mar Nero, presso Trapezunte (Trebisonda) con il famoso grido “Thálassa! Thálassa!” (“Θάλαττα! θάλαττα!”) (il mare il mare) , vedrà però il fallimento dei suoi propositi di essere l’ecista di una nuova colonia ellenica e dopo numerose peripezie porterà l’armata a combattere per il re di Tracia Seute II, ed infine la consegnerà, a Pergamo, al generale spartano Tibrone che stava allestendo un esercito per una nuova guerra contro i persiani.” (f)

“E adesso, cantiamo tutti insieme:

Tu! Tu!
Tu pure sai
Che non va la vita
Com’è ragazzo mio
Ci son volpi di qua
Lestofanti di là
Mille topi tutti per te
Le zanzare che pungono me
Sono le stesse che poi
Pungeranno te
E tutto questo perché
Con tanti galli che cantano
Non si fa mai… giorno!

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Ci son tanti galli che cantano
Chichichirichichi
Troppe galline rispondono
Cococoroccocco
E se i piccioni spariscono
Cucucuruccuccu
Tutte le papere piangono
Quaquaquaraqquaqqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaquaE se domani pure tu
Ragazzo mio
Vedi un’aquila lassù
Tu vai con le gambe che hai
In un posto che sai
Dove lei non può arrivare mai
C’è una tigre
Dietro al cespuglio
Che aspetta là
Dove passerai
Non andare
Finché il gallo canta
Il gallo che canta
Non ci casca mai
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Attenti al matto!

Con! Con!
Con tanti galli che cantano
Chichichirichichi
Troppe galline rispondono
Cococoroccocco
E se i piccioni spariscono
Cucucuruccuccu
Tutte le papere piangono
Quaquaquaraqquaqqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Il gallo si sa
Becca qua becca là
La talpa fa
Tutti i buchi che può
E il gatto non va
Dove il pesce non c’è
Il lupo scenderà quaggiu
Il coccodrillo sa
Che presto morderà
E che nessuno lo prenderà
Ed il giaguaro è già pronto

A colpire finché
Ogni gallo canterà

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Attenti al matto!

Chi! Chi!
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua

Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua
Chichichi cococo
Curucuru curucurucu quaqua!!!”

Soundtrack1:”Sleep sound”, Jamie xx

Soundtrack2:”Mercy mercy me”, Marvin Gaye

Soundtrack3:”Futura”, Lucio Dalla

Soundtrack4:”Messenger”, Blonde Redhead

Soundtrack5:”Distilled”, Blonde Redhead

Soundtrack6:”L’estate”, Vivaldi

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia che cerca di uscire dalla fantasia per trasferirsi provvisoriamente in una forma di fuoriluogo.

Qualcosa di sinistro

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Disclaimer: il blog “Qualcosa di Sinistra”, che in un raro momento di lucidità Leonardo Blogspot ha preso per il culo per il buffo feticismo Pertin-Berlingueriano, è un avversario di Libernazione come candidato a miglior blog di opinione ai Macchianera Awards.

Disclaimer-II: anche Leonardo Blogspot è un altro candidato alla tenzone.

Insomma, com’è come non è, ricevo un indizio circa il modo in cui i nostri amici intendono la convivenza civile e democratica da un post molto, molto evocativo. Vi offro la visione dello screenshot per evitare che il post venga rimosso senza le dovute scuse, ma fino ad ora è qui:

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Appartengo a quella schiera di illusi che pensano che non vi sia merito nè gioia nel maramaldeggiare il nemico sconfitto, ma sopratutto che non vi sia spazio in una democrazia liberale – stabilita o in costruzione – per esecuzioni sommarie, vendette fuori dalla legge e omicidi politici. L’Italia ha una macchia, cioè quella di non aver processato ed eventualmente esiliato Mussolini e la sua cerchia. Utilizzare un errore come simbolo, o considerarlo un mito, provoca in me un sentimento che i tedeschi chiamano fremdschämen, cioè la vergogna per il gesto di qualcun altro. In questo caso, il senso di vergogna è rafforzato dal fatto che queste persone concorrono per qualcosa cui concorro anch’io, e sono quindi in qualche modo a me associate.

Se mi leggono, raccolgano il mio invito a rimuovere e scusarsi. Farebbero una figura migliore, e mostrerebbero tanta “superioritá morale” da non poter essere contenuta in cento figurine di Gramsci, Pertini, e Berlinguer.

 

Tripadvisor a Predappio

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Il seguente dialogo proviene dalla chat degli autori di Libernazione. Ritengo sia uno scambio degno di essere mostrato al pubblico. Per rendere anonimi gli autori, e per divertissement, fingeremo che il dialogo sia tratto dal libretto di un opera teatrale, o di un film stile Carnage.

TRIPADVISOR A PREDAPPIO

Pièce in atto unico

Personaggi ed interpreti:

Marcello: V. Mastandrea

Giorgio: E. Germano

Sante: R. Scamarcio

Veronica: V. Golino

 

 

Salotto. Marcello sta guardando il computer alla scrivania. Giorgio, seduto, mangia le patatine. In cucina, attraverso uno spazio nella parete che divide le due stanze, Sante ascolta i due mentre prepara la carbonara con la pancetta.

Marcello: Senti qua Giorgio. Va’ che commenti hanno lasciato su Predappio quelli di Tripadvisor…”Che dire..chi sa, sa! Null’altro da aggiungere e commentare. Un posto che frequento da 30 anni e che ogni volta mi suscita emoazioni e risvolti nazionalistici importanti.” E ancora: “Non ci sono parole per esprimere un aggettivo ne lvisitare la tomba di uno dei più (se non addirittura il più) Grandi Uomini che hanno fatto la storia dell’Italia.”

Giorgio si avvicina con il sacchetto di patatine in mano.

Marcello: L’ultima e poi smetto: “Da premettere che sono un apolitico per eccellenza, ma non potevo fare a meno di visitare il cimitero che ospita la tomba di colui il quale ha bonificato la nostra Patria”

Sante (dalla cucina): Severo ma giusto

Giorgio: “Da premettere che sono un apolitico”

Sante (sempre dalla cucina): Alla fine l’Italia l’ha plasmata lui.

Marcello (alza la voce per farsi sentire da Sante): Dici che non era così già da prima?

Sante (mette la faccia fuori dalla finestrella): Gli ordini professionali, il liceo classico, l’IRI.

Marcello: Comunque in quelle recensioni, la parola più ricorrente è “indipendentemente”

Giorgio (rivolto a Sante): Ma anche dal punto di vista geografico, prima la Sicilia non era attaccata alla Calabria?

Sante (non dando retta a Giorgio): Perché sono terroni! E i terroni abusano degli avverbi.

Marcello: Molto frequente anche “a prescindere”

Giorgio: Fra l’altro anche gli avverbi, sempre se non ricordo male, li ha inventati Mussolini

Sante: Certo, li hanno fabbricati a Latina.

Marcello: “E’ sempre un onore venir a dare un saluto a colui che (anche sbagliando) a fatto crescere l’Italia con leggi che sono ancora in vigore al giorno d’oggi. I politici dovrebbero imparare tutti!” Scusate, mi è scappato.

Giorgio: “Anche sbagliando”. Vedi che è in buona fede.

Sante (entra in sala con in mano la pentola con dentro la carbonara. Indossa un grembiule comprato a Bolzano): Essì, dai. Quanti ebrei sono scappati… (appoggia la pentola sul tavolo da pranzo) Invece poteva identificarli prima.

Marcello (si alza e va a tavola): Eh, col senno di poi è facile

Sante (distribuisce la pasta): Anche sta persecuzione dei comunisti. Basta blandirlo un po’ e scopre di avere idee simili.

Giorgio (rimasto al PC): Per me vince lui: “La visita alla cripta della Famiglia Mussolini merita almeno una volta nella propria vita di essere visitata”.

Sante: Sintetico

Giorgio: Per fortuna che c’è Vince P: “The town is full of shops selling offensive fascist memorabilia and only to be visited if this floats your boat.” Riesco a sentire l’accento british da qui.

Sante (soppesando le parole): “Floats your boat”

Giorgio: Dice che è morto Elio Fiorucci comunque.

Veronica (da sotto il tavolo): Chi?

 

 

 

 

 

L’ipocalisse secondo Pretocchio

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“Bello mio, primo partito Pd, secondo Movimento5stelle che sta intorno più o meno al 20, uno/due punti sopra il Pdl. E’possibile che facciano ‘qualcosina’ per far prendere il secondo posto a Silvietto per non far venire un colpo a qualche anziano signore ancorato ad un mondo che non esiste più, ma la sostanza non cambia.”

Qual è la sostanza?

“La sostanza è che sono saltati quasi tutti gli equilibri tra i poteri deboli che si sono sempre spartiti la torta. Anche perché la torta si sta sfaldando del tutto. Allora ecco che vari corpi istituzionali sono entrati in una competizione dissolutiva e si fanno la guerra, mentre la macchina amministrativa inefficiente si squaglia per carenza di manutenzione. Ormai si è andati oltre l’instabilità sistemica che ha sempre funzionato da equilibrio. E di fronte agli sfaldamenti sono due i modelli che non vengono mai meno: quello degli apparati meglio organizzati e più forti, che in questa fase convergono tutti verso il Pd, ed i profeti che meglio vendono il disagio e la protesta. Nemmeno il voto di scambio regge più. Anche la mafia, intelligentemente, seguendo il famoso dogma “quando tira ventu, fatti canna”, in attesa di capire quale sia il vento più forte, si farà da parte, o meglio, non si impegnerà più di tanto. Più o meno quello che è già successo in Sicilia alle Regionali.”

Scusi Ingegnere*, ma il governo Monti, lo Spread, l’Europa, il debito pubblico? Gli elettori mica vanno a votare così a cazzodicane?

La gente non sta capendo un mazza, sente il pavimento che crolla sotto i piedi e per timore, per ansia di protezione, cercherà il rifugio o nella ‘vicinanza’ con gli apparati politici territoriali, o nella protesta gridata meglio. Di quelli che andranno a votare, nemmeno un 10% lo farà in base a dei ragionamenti razionali, tutti gli altri si affideranno a richiami emotivi di vario genere. A richiami seduttivi per lo più di tipo pubblicitario. Siamo governati da un principio di simulazione che ha spodestato quello di realtà. E nel linguaggio pubblicitario il principio di verificabilità degli enunciati è rimosso, non pervenuto. Il pensiero critico viene schiacciato e deriso dal frame che nell’immaginario risulta dominante come messaggio pubblicitario.”

Ma perché Grillo allora e non Berlusconi. Berlusconi con Balotelli e la restituzione dell’Imu e Mussolini non ha adottato questo tipo di strategia?

Si ha cercato di farlo, ma ormai è un prodotto passato. Quel tipo di telelettorato ha già sperimentato Silviuccio, quel cervello sociale non reagisce più ed ha bisogno di nuovi stimoli che alzino il livello di ‘dopamina elettorale’, che è diminuita in seguito all’assunzione dei comportamenti berlusconiani ormai percepiti come abitudinari . Sicuramente quelle uscite che dicevi nell’immediato hanno provocato degli effetti positivi, ma la scia si è subito abbassata. Grillo è il prodotto nuovo, dalla sua ha la forza trainante della novità e quel linguaggio che permea il suo mondo di riferimento, lo emula, lo simula, lo istituisce. ”

Ma la lista civica di Monti, Rivoluzione civile e Fare per fermare il declino?

Allora, la campagna elettorale di Mario Monti verrà inserita nei manuali di comunicazione politica nel paragrafo’’Cosa non fare per non perdere consenso’’. E‘ una roba allucinante. Ha sbagliato tutto, tempistiche, contenuti, non ha azzeccato un’uscita pubblica ed una dichiarazione. Ha perso completamente quell’alone di serietà ed equilibrio che poteva essere il suo punto di forza. Quello che non capisco è che nessuno gliel’abbia fatto notare e detto, non dico i consulenti pagati ed i lacchè interessati, ma i familiari, qualche amico o ex collega. Stiamo parlando di un ex rettore della Bocconi, di un ex commissario europeo. Possibile che dal suo mondo nessuno gli abbia detto che sta sbagliando tutto? Tra l’altro si stanno scannando con Casini per chi prenderà più voti, si fanno la guerra in casa per 4 voti. Andranno sotto il 10% e chiederanno l’elemosina a Bersani e Vendola. Ingroia ha messo in piedi un contenitore che racchiude esperienze politiche fallimentari. Tra l’altro è una chiara operazione elettorale per far andare in parlamento personaggi già delegittimati. Basta pensare che stanno insieme Di Pietro che invocava, dopo la manifestazione degli indignati del 15 ottobre 2011, la reintroduzione della legge Reale e Ferrero che quel giorno con Rifondazione stava in piazza.Una roba davvero imbarazzante. Oscar Giannino un eroe. Spero che riesca a superare il quorum. Sarebbe bello che fosse il principale rappresentate del blocco moderato. Ma perché accada ciò prima ci vorrebbero almeno due decenni di commissariamento psichiatrico della società italiana.”

E quindi come finiranno queste elezioni?

“Ma scusi, dopo tutto quello che le ho detto che rispondo a fare a questa domanda? Comunque, e le dimissioni del Papa e la pioggia di meteoriti in Russia lo preannunciano, accadrà l’Ipocalisse. Sa cos’é Ipocalisse? Un evento di proporzioni cosmiche ma non troppo, un po’ meno che apocalittico, tipo giorno del giudizio sottotono.”

Naturalmente noi per l’intervista stagionale ci rivedremo presto, questa conversazione la consideriamo uno ‘speciale’ elezioni. Due ultime cose: dove si trova in questo momento ed indossa una delle sue solite magliette con qualche frase stampata sopra?

“Sto prendendo un aereo per Caracas e da lì un altro per Gran Roque, l’unica isola abitata dell’arcipelago venezuelano di Los Roches, nel mar dei Caraibi. Per la prossima maglietta utilizzerò di sicuro la frase che le ho citato prima, “Quandu tira ventu, fatti canna”.

Soundtrack1:’She’s Lost control’, Joy Division

Soundtrack2:’Burn’, The Cure

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale

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