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Mario Monti

“Opportuni accertamenti”

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Non ci  sono dubbi sulla costituzionalità della legge Severino” ma si possono fare gli “opportuni accertamenti”.

Mi sembra che basti questa semplice frase di Mario Monti a spiegarci di cosa stiamo parlando.

Tutti – nel loro cuoricino – sanno che la legge Severino è perfettamente costituzionale, che il principio di irretroattività della legge penale non si applica alle sanzioni extrapenali e che la legge, votata dal Parlamento neanche un anno fa, non limita le prerogative del Parlamento, perché è una semplice autolimitazione che il Parlamento si è dato.

E però…

Però si facciano gli “opportuni accertamenti”.

Caro Mario Monti, cari tutti. Se una legge è costituzionale, il Parlamento – che l’ha votata – è tenuto ad applicarla, come già la ha applicata senza che a nessuno venisse in mente di sollevare dubbi pretestuosi. Perché se “non ci sono dubbi” di costituzionalità, ogni ulteriore “accertamento” è del tutto inopportuno, non essendo altro che un pretesto per allungare il brodo.

E quale sia il motivo per cui vi proponete di allungare il brodo lo sappiamo tutti. Santè

Masochismo istituzionale.

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La soluzione che gira in questo momento in rete sarebbe una rielezione di Napolitano, con garanzia al Presidente che si voterà un governo di larghe intese tra PDL-PD-Monti-Lega che tra l”altro riformerà la costituzione introducendo semipresidenzialismo e doppio turno.

Ammettiamolo chiaramente: una simile soluzione sarebbe un tradimento degli elettori di quasi tutti i partiti, forse montiani esclusi, che il governo di larghe intese non si aspettavano né si auguravano.

Meno che mai si aspettavano un diktat sull”introduzione del semipresidenzialismo che è l”esatto contrario del modello istituzionale previsto dalla Costituzione attuale: nessuno dei partiti politici presenti in Parlamento ha mai messo nel programma di introdurre il semipresidenzialismo; di sicuro non in quest”ultima elezione.

Vi invito a riflettere, amici, avversari e compagni: pensate che un governo simile con un programma simile rispecchi la volontà degli elettori? Dei vostri elettori? Se lo pensate mi sa che non vi fate una passeggiata per strada ad incontrare persone comuni da un bel po” di tempo.

Specie voi, leader del fu centrosinistra: come credete la prenderanno quelli che vi hanno votato? Quanto credete che possa durare un governo così? Fin quando Berlusconi non deciderà di staccare la spina? 6 mesi? Un anno? Poi però si torna a votare e questa volta gli elettori non saranno magnanimi: vi hanno già mandato tutti i segnali del mondo. Il governo di larghe intese non lo vogliono: questa volta non ve la perdoneranno.

Pensateci, prima di accettare l”annichilamento definitivo. Se il prezzo è questo cercate un altro presidente: Bonino, Rodotà, chiunque non sia troppo sputtanato. Se non altro, fatelo per spirito di sopravvivenza. Santé.

L’ipocalisse secondo Pretocchio

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“Bello mio, primo partito Pd, secondo Movimento5stelle che sta intorno più o meno al 20, uno/due punti sopra il Pdl. E’possibile che facciano ‘qualcosina’ per far prendere il secondo posto a Silvietto per non far venire un colpo a qualche anziano signore ancorato ad un mondo che non esiste più, ma la sostanza non cambia.”

Qual è la sostanza?

“La sostanza è che sono saltati quasi tutti gli equilibri tra i poteri deboli che si sono sempre spartiti la torta. Anche perché la torta si sta sfaldando del tutto. Allora ecco che vari corpi istituzionali sono entrati in una competizione dissolutiva e si fanno la guerra, mentre la macchina amministrativa inefficiente si squaglia per carenza di manutenzione. Ormai si è andati oltre l’instabilità sistemica che ha sempre funzionato da equilibrio. E di fronte agli sfaldamenti sono due i modelli che non vengono mai meno: quello degli apparati meglio organizzati e più forti, che in questa fase convergono tutti verso il Pd, ed i profeti che meglio vendono il disagio e la protesta. Nemmeno il voto di scambio regge più. Anche la mafia, intelligentemente, seguendo il famoso dogma “quando tira ventu, fatti canna”, in attesa di capire quale sia il vento più forte, si farà da parte, o meglio, non si impegnerà più di tanto. Più o meno quello che è già successo in Sicilia alle Regionali.”

Scusi Ingegnere*, ma il governo Monti, lo Spread, l’Europa, il debito pubblico? Gli elettori mica vanno a votare così a cazzodicane?

La gente non sta capendo un mazza, sente il pavimento che crolla sotto i piedi e per timore, per ansia di protezione, cercherà il rifugio o nella ‘vicinanza’ con gli apparati politici territoriali, o nella protesta gridata meglio. Di quelli che andranno a votare, nemmeno un 10% lo farà in base a dei ragionamenti razionali, tutti gli altri si affideranno a richiami emotivi di vario genere. A richiami seduttivi per lo più di tipo pubblicitario. Siamo governati da un principio di simulazione che ha spodestato quello di realtà. E nel linguaggio pubblicitario il principio di verificabilità degli enunciati è rimosso, non pervenuto. Il pensiero critico viene schiacciato e deriso dal frame che nell’immaginario risulta dominante come messaggio pubblicitario.”

Ma perché Grillo allora e non Berlusconi. Berlusconi con Balotelli e la restituzione dell’Imu e Mussolini non ha adottato questo tipo di strategia?

Si ha cercato di farlo, ma ormai è un prodotto passato. Quel tipo di telelettorato ha già sperimentato Silviuccio, quel cervello sociale non reagisce più ed ha bisogno di nuovi stimoli che alzino il livello di ‘dopamina elettorale’, che è diminuita in seguito all’assunzione dei comportamenti berlusconiani ormai percepiti come abitudinari . Sicuramente quelle uscite che dicevi nell’immediato hanno provocato degli effetti positivi, ma la scia si è subito abbassata. Grillo è il prodotto nuovo, dalla sua ha la forza trainante della novità e quel linguaggio che permea il suo mondo di riferimento, lo emula, lo simula, lo istituisce. ”

Ma la lista civica di Monti, Rivoluzione civile e Fare per fermare il declino?

Allora, la campagna elettorale di Mario Monti verrà inserita nei manuali di comunicazione politica nel paragrafo’’Cosa non fare per non perdere consenso’’. E‘ una roba allucinante. Ha sbagliato tutto, tempistiche, contenuti, non ha azzeccato un’uscita pubblica ed una dichiarazione. Ha perso completamente quell’alone di serietà ed equilibrio che poteva essere il suo punto di forza. Quello che non capisco è che nessuno gliel’abbia fatto notare e detto, non dico i consulenti pagati ed i lacchè interessati, ma i familiari, qualche amico o ex collega. Stiamo parlando di un ex rettore della Bocconi, di un ex commissario europeo. Possibile che dal suo mondo nessuno gli abbia detto che sta sbagliando tutto? Tra l’altro si stanno scannando con Casini per chi prenderà più voti, si fanno la guerra in casa per 4 voti. Andranno sotto il 10% e chiederanno l’elemosina a Bersani e Vendola. Ingroia ha messo in piedi un contenitore che racchiude esperienze politiche fallimentari. Tra l’altro è una chiara operazione elettorale per far andare in parlamento personaggi già delegittimati. Basta pensare che stanno insieme Di Pietro che invocava, dopo la manifestazione degli indignati del 15 ottobre 2011, la reintroduzione della legge Reale e Ferrero che quel giorno con Rifondazione stava in piazza.Una roba davvero imbarazzante. Oscar Giannino un eroe. Spero che riesca a superare il quorum. Sarebbe bello che fosse il principale rappresentate del blocco moderato. Ma perché accada ciò prima ci vorrebbero almeno due decenni di commissariamento psichiatrico della società italiana.”

E quindi come finiranno queste elezioni?

“Ma scusi, dopo tutto quello che le ho detto che rispondo a fare a questa domanda? Comunque, e le dimissioni del Papa e la pioggia di meteoriti in Russia lo preannunciano, accadrà l’Ipocalisse. Sa cos’é Ipocalisse? Un evento di proporzioni cosmiche ma non troppo, un po’ meno che apocalittico, tipo giorno del giudizio sottotono.”

Naturalmente noi per l’intervista stagionale ci rivedremo presto, questa conversazione la consideriamo uno ‘speciale’ elezioni. Due ultime cose: dove si trova in questo momento ed indossa una delle sue solite magliette con qualche frase stampata sopra?

“Sto prendendo un aereo per Caracas e da lì un altro per Gran Roque, l’unica isola abitata dell’arcipelago venezuelano di Los Roches, nel mar dei Caraibi. Per la prossima maglietta utilizzerò di sicuro la frase che le ho citato prima, “Quandu tira ventu, fatti canna”.

Soundtrack1:’She’s Lost control’, Joy Division

Soundtrack2:’Burn’, The Cure

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale

Lettera alla società civile italiana

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Cara società civile italiana,

ti scrivo queste righe perché sono molto preoccupato per te. Ricordi? Ci eravamo lasciati l’estate scorsa a Terracina ed eri così allegra e farfallona che ti si poteva fare un gavettone mentre dormivi senza che andassi su tutte le furie. Eri talmente spensierata che in spiaggia leggevi soltanto le notizie di mercato sul Corriere dello Sport e a cena ordinavi sempre almeno una doppio malto belga. Dicevi che te ne sbattevi se l’imprenditoria italiana è in crisi e che la Peroni va bene ai Mondiali o agli Europei, ma soltanto con le patatine.

Sono finiti quei tempi in cui ti dichiaravi fieramente lontana dalla politica. Una vera società civile, dicevi spesso dopo la doppio malto belga, dovrebbe scegliersi i rappresentanti, lottare per i diritti individuali, produrre cittadini e non sudditi. Poi aggiungevi: ma siccome io sono una società civile all’italiana, ordino un’altra birra perché è sabato e c’è Juve-Inter e gli interisti piagnoni devono soffrire. Ti ho sempre voluto bene nonostante la tua fede bianconera e la mia giallorossa, cara società civile italiana.

Ora però qualcosa è cambiato, qualcosa si è rotto forse per sempre: hai deciso di abbandonare l’abito di miles gloriosus di plautina memoria per indossare la giacca e la cravatta del politico di professione. Male, società civile, molto male. Capisco il tuo ego smisurato, che è sollazzato quotidianamente dalla stampa stampata e dalla stampa non stampata, di cui sei ormai paladina indiscussa; capisco pure che ti hanno ricoperto di parole del tipo “i partiti hanno chiuso, sono morti, caput: ora tocca a te”; capisco che non hai saputo resistere alla tentazione e che ci credi per davvero al cambiamento, pensi davvero di poter ristrutturare la politica. Però da te mi sarei aspettato altro. Per esempio che, dall’alto della tua storia famigliare di estrazione liberale (sì, società civile italiana, tua mamma è la società civile di cui parlavano Hobbes, Locke e Rousseau, tuo papà il liberalismo) facessi un po’ di resistenza agli appelli rivoluzionari di un Pm comunista. O che dicessi un secco no ai democratichini di democratico vestiti. O anche che ti ribellassi all’uso strumentale, catartico, che di te sta facendo il centro montiano e casiniano. Il Pdl, quello te lo sei risparmiato, ma forse soltanto perché il giorno in cui t’ha cercato avevi il telefono spento.

Si sa, società civile italiana, non tutti siamo perfetti e talvolta cadiamo nelle trappole più sciocche. Per questo, spero che tu capisca presto o tardi il guaio in cui ti stai cacciando; ma soprattutto la meschinità di coloro che ti vogliono avere per pulirsi la faccia e la coscienza. Io sono comprensivo, mi conosci, ma ce ne sono tanti altri che non lo saranno, quando, scoperto che non sei la soluzione a tutti i mali, ti scaricheranno e vorranno la tua testa. Sarebbe drammatico, società civile, perché tu sei una cosa importante per la nostra buffa democrazia.

Bene, non voglio rubarti altro tempo e la finisco qui. Dico soltanto che spero di rivederti l’estate prossima a Terracina. L’ultima partita a biliardino l’avevo vinta io e toccava a te pagare da bere.

Tuo,

Roberto

Monti è uno statalista

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Poi, un giorno, qualcuno mi spiegherà come sia possibile proclamarsi liberali senza essere libertari: cioè come sia ipotizzabile sostenere che lo stato debba ritrarsi il più possibile dalla sfera degli individui quando essi declinano la propria attività imprenditoriale, ma al tempo stesso ritenere che debba entrare nella loro vita così massicciamente da stabilire di che sesso debba essere la persona con cui intendono condividere l’esistenza.
Io non credo che un liberale autentico possa essere contrario al matrimonio gay. Può esserlo per sé, naturalmente, decidendo di sposare una persona dell’altro sesso: ma il fatto che pretenda di esserlo anche per gli altri, imponendo la propria idea di famiglia a un paese intero, lo qualifica inequivocabilmente in modo contrario a ciò che proclama di essere.
Liberali in economia, illiberali su tutto il resto. Questo paese, a quanto pare, è pieno di gente che la pensa così: e io, abbiate pazienza, non credo che questa gente sia liberale per davvero. Sostiene di esserlo, certo. Forse ne è addirittura convinta. Ma sbaglia.
Uno che si dice contrario ai matrimoni gay, con ciò ammettendo che lo stato possa ingerirsi nella vita delle persone fino al punto di qualificare in modo differenziato la scelta dei loro partner a seconda del sesso, è uno statalista fatto e finito. Alla faccia di quello che va dicendo sulla libertà d’impresa.
Monti, per quello che mi riguarda, è uno statalista travestito da liberale.
Al di là di come ciascuno la vede sul tema, credo sia importante saperlo.

Gli accattoni delle Liste Monti

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Marco Pannella è ancora vivo, per fortuna. I media attendevano come avvoltoi la sua dipartita per rinnovare il ciclo produttivo delle notizie e dei servizi giornalistici prenatalizi, mentre dell’abominia delle carceri italiani non frega niente a nessuno. Di conseguenza si concentrano sul solito nonsense che scandisce l’eterna campagna elettorale che è la politica italiana .

Al momento tiene banco questa fantomatica nascita delle Liste Monti. In pratica ad un mese dalle elezioni politiche non si è ancora capito se Monti si candidi o no. Il capo del governo in carica, che ha portato il rapporto debito/pil dal 122% al 128% e che ha fatto delle figuracce orribili come nel caso degli esodati o dei vari strafalcioni tecnici e giuridici in diversi provvedimenti legislativi che ha partorito, si dovrebbe candidare in opposizione ai due partiti che l’hanno sostenuto in Parlamento per tutto il periodo del suo mandato. E gia’ qua siamo nel ridicolo. E da chi verrebbe appoggiato? Grande sostenitore sarebbe il partito di Montezemolo. Ma ancora non si è capito se Montezemolo si candidi o meno. Montezemolo ha imbastito questa sorta di fondazione/movimento ItaliaFutura, affidata all’ex segretario della Fondazione dalemiana ItalianiEuropei Andrea Romano, basata sul merito e sul rinnovamento della politica italiana, dalla quale nascerebbe questo partito ‘Verso la terza repubblica’. E Montezemolo, che a proposito di merito, ricordiamolo sempre, si è vantato in un convegno alla Luiss nel maggio del 2007 di essere stato a scuola un campione mondiale di copiatura,”Credo di non aver rivali per tecniche e sofisticatezza, trovavo sempre il modo per mettermi vicino a uno bravo e generoso che mi permettesse di copiare”, con chi vuole farlo questo rinnovamento? Con l’Udc di Casini, Cesa, Cuffaro e con l’inossidabile stratega della politica e del grande capo della destra italiana europea Gianfranco Fini, uno che non ne ha mai azzeccata una e che è rimasto con i voti suoi e di Bocchino forse.

Non si capisce chi possa aver mai suggerito una cosa del genere al professor senatore a vita Monti, se non qualcuno che gli voglia male. Anche perché un’operazione del genere, dal limitato e perdente peso nel consenso elettorale, delegittimerebbe sia la sua figura istituzionale di uomo super partes, sia la cosiddetta agenda Monti/Draghi. In tal modo, anche in caso di pareggio al Senato e nell’opportunità di un governo istituzionale, tale discesa in campo gli toglierebbe questa caratterizzazione fino ad ora subìta da tutti. In più darebbe fondata e concreta giustificazione a chi sostiene che sia una specie di tecnocrate antidemocratico, in quanto non ha consenso popolare e la gente lo odia e per questo non lo ha votato.

Tutto ciò dimostra che la borghesia moderata ed illuminata italiana è sempre stata una finzione ideologica culturalmente incapace ad esprimere sia linee politiche che leader veramente validi ed efficaci, inferiore anche a partiti che ricandideranno Beppe Fioroni o Maurizio Gasparri. E non basterà mandare a Ballarò, o cose simili, Catricalà che racconta le solite chiacchiere a cui non crede nemmeno lui.

Soundtrack: ‘Side B’, In the Hearts of Emperors

Intervista a Paolo Pretocchio

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Incontriamo l’Ing. Paolo Pretocchio*, fondatore e socio di maggioranza della Coppoladitalia Inc., la più importante azienda al mondo nella rieducazione e riabilitazione dall’amnesia catatonica del non riuscire a ricordare ed azionare i movimenti psicofisici del sedersi. Pretocchio indossa una maglietta nera che riporta stampata la frase di Henry Miller «I ciechi conducono i ciechi. Questo è il sistema democratico». Passeggiando per le vie del centro di Alba Adriatica, l’ingegnere ricorda le interminabili partite a pallone di fronte al negozio di abbigliamento nautico L’onda e di quando montava la bancarella del padre che aveva un negozio di cappelli. “D’estate, oltre al negozio, ci spostavamo sul lungomare dove avevamo una bancarella che doveva essere montata tutti i giorni. Non scorderò mai quanto diventava incandescente il metallo dell’intelaiatura. Tutto ciò che ho realizzato dopo è nato in quei pomeriggi solitari di tanti anni fa.”

Dott.Pretocchio, la Coppoladitalia inc è ormai leader indiscussa nel proprio settore. Lei che gira il mondo ed è un imprenditore globale, ci dice cosa sta succedendo in Europa?

Il punto di partenza deve essere uno: gli Stati Uniti d’Europa non esisteranno mai per un semplice ed elementare motivo e cioè l’impossibilità dello smantellamento di tutte le basi militari americane dislocate nel continente. Non si parla mai di questo, ma è così. Nei fatti siamo una zona geografica colonizzata militarmente. Tutto il resto è un mezzo pasticcio. Esiste un impianto accozzagliato che per semplicità potremmo definire ‘neoliberale’ o ‘neoliberista’che quindi pone come priorità pareggio di bilancio e lotta contro l’ inflazione monetaria. Questo blocca e stressa in modo rilevante alcuni singoli Stati appestati dal proprio debito pubblico. L’ Euro doveva rendere l’ Europa un soggetto competitivo nella globalizzazione, ma non credo ci stia riuscendo in questa fase di saturazione geografica del mondo intero. A questo punto l’ unica cosa che può dare un vantaggio competitivo è la svalutazione della forza lavoro, con tutte le conseguenze annesse e connesse. Sicuramente ha fatto comodo alla Germania in quanto la moneta unica è posizionata ad un livello inferiore a quello del marco, ma superiore a quello delle monete degli Stati più deboli. Ciò ha favorito le esportazioni tedesche che si sono ritrovate più competitive rispetto a quelle di altri Stati con una moneta troppo forte rispetto alle loro economie.

Come valuta la situazione politica italiana prossima alla fine dell’esperienza del governo tecnico di Mario Monti e con le elezioni alle porte?

Una valutazione più precisa potrebbe essere fatta solo dopo aver capito con quale legge elettorale si andrà a votare. Il centrodestra è travolto da scandali vari con un leader anziano, saturo e stanco, privo di una qualunque minima strategia riaggregante le varie forze che dovrebbe rappresentare. Il centrosinistra striscia asfissiato dalla balcanizzazione delle primarie, ma prenderà più voti degli altri. Poi ci sono questi grillini che raccoglieranno il 10/15%. Non vincerà nessuno, ci sarà un Monti bis con i vari leader politici al governo e Grillo all’opposizione. Il governo Monti ha stressato le famiglie italiane con l’aumento delle tasse, non ha tagliato la spesa pubblica né gli sprechi tumorali che ne appestano le finanze, non ha fatto né liberalizzazioni ne politiche di incentivi produttivi ed occupazionali. Ha fatto tutto questo perché il nostro debito per la maggior parte ce l’hanno le banche francesi e tedesche e questi rivogliono i soldi prima di un eventuale nostro fallimento. L’hanno messo là unicamente per questo motivo. Di tutto il resto non gliene importa una ceppa.

Non pensa che anche in Italia ci possa essere un boom delle formazioni comuniste o neofasciste e di estrema destra come in altre parti d’Europa?

Assolutamente no. La sinistra comunista si è autoflagellata da sola attraverso posizioni tatticamente allucinanti. E’ chiaro che se invece di difendere il pensionato comunista che ti vota difendi l’extracomunitario che gli ruba la pensione, il pensionato non è scemo e non ti voterà più. Per le formazioni neofasciste, diciamo che rappresentano per lo più fenomeni folkloristici e nostalgici, di micro assistenza sociale e monitoraggio territoriale. La degenerazione fascista in Italia la si trova dappertutto tranne che in questi movimenti qui. La trovi se vai a fare la fila alle poste, se fai un esame all’università, nei luoghi di lavoro, tra gli antifascisti e quelli che si dicono nè fascisti nè antifascisti, o la notte dentro le discoteche, o nelle melensità castranti dei testi dei cantanti che vanno per la maggiore.

E quindi? Si spieghi meglio.

Quando parliamo oggi di fascismo dobbiamo attenerci ad una valutazione psicologica più che politica. Faccio un esempio: prendi un politico che ha fatto uno scandalo o ha governato male ed ha fatto leggi che hanno peggiorato la vita delle persone. Prendi un suo elettore che di conseguenza lo critica e lo insulta. Prendi che il politico si ricandida e viene rieletto da chi lo criticava ed insultava. Chi è il vero mostro da abbattere? Il politico o l’elettore? E’ chiaro che quest’ultimo sia un soggetto ‘malato’, con delle contraddizioni evidenti, frustrato ed impotente o perlomeno impedito da qualcosa che ha dentro di sé. E’ un individuo sopraffatto da modelli educativi e culturali che impediscono la soddisfazione del proprio essere e delle proprie pulsioni. E’ la peste emozionale di reichiana memoria, che produce soggettività corazzate, bloccate, cristallizzate nelle loro emozioni, intrise di una sessualità misera e pornografica, cariche di aggressività e violenza repressa da deviare sui più deboli. E’il fascismo psicologico, di individui menomati nel loro essere dalla repressione pulsionale con la conseguenza che il compito di tale rimozione pulsionale può essere svolto solo con l’aiuto del rapporto affettivo irrazionale con l’autorità.

Ha fatto scalpore la sua uscita contro l’uso calcistico della magistratura.

Ho solo fatto una costatazione il giorno dopo che il pm di Genova ha chiesto l’archiviazione, nell’inchiesta sul calcio scommesse, per Criscito che era stato escluso dagli europei di quest’estate. Il presidente della Federcalcio aveva dichiarato che l’esclusione fu decisa per “una questione di serenità del calciatore’’ e che “non era collegata ad una logica di presunzione di colpevolezza”. Io mi sono limitato a dire durante una trasmissione televisiva:“quindi, caro presidente, era stata collegata ad una logica di presunzione di innocenza che avrebbe ostacolato la serenità del giocatore?’’

Lei è pazzo?

No, credo di no.

Soundtrack1:’ Orestes’, A perfect circle
Soundtrack2: ‘Tutti al mare’,Virginiana miller

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia dislocato estivamente in una spiaggia dell’Europa meridionale.

Generatore automatico di effetti nefasti delle conquiste civili

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Se tanto mi dà tanto
Istruzioni: fare refresh per ottenere nuovi effetti nefasti delle conquiste civili


Grazie a Davide per l’idea.

Il vaccino contro il vaiolo ha determinato una forte crisi nel settore dei becchini.

Il pauperismo degli indignati

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So già cosa mi risponderete: se la famiglia di Monti ha fatto le ferie in una spiaggia qualunque con ombrellone in quarta fila, tant’è.

Però, abbiate pazienza, ‘sto tono di santificazione della sobrietà, di esaltazione della modestia, di equiparazione del pauperismo alla serietà e alla responsabilità non lo sopporto proprio più: perché si tratta dell’altra faccia di una medaglia che di questi tempi è sin troppo in voga e che si risolve spesso e volentieri nella pregiudiziale avversione verso l’agio in quanto tale.

Vale a dire: se la famiglia di Monti avesse trascorso le vacanze alle Bahamas io non ci avrei trovato niente da dire; mentre probabilmente qualcuno si sarebbe immediatamente indignato -dio, quanto mi ha stancato ‘sto verbo- adducendo le solite pippe sull’opportunità e sulla necessità di dare l’esempio.

Così le vacanze “normali” della famiglia Monti diventano una notizia, esattamente come qualche mese fa lo diventarono, in senso negativo, le ferie più lussuose di altri politici in località esotiche: allora scrissi che del tenore di quelle vacanze non me ne fregava granché, essendo altre -e ben più importanti- le critiche che quei politici meritavano.

Oggi, sia pure di fronte alla situazione apparentemente opposta, non posso che ripetermi: ciascuno è libero di farsi l’opinione di Monti che preferisce, ma sarebbe ragionevole che quell’opinione si basasse sulle sue iniziative politiche.

Glorificarlo perché ha l’ombrellone in quarta fila -e magari pure la maglietta della salute, le bibite portate da casa e un panino con la frittata nello zaino- mi pare una gran fregnaccia.

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