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Luigi Di Maio

Di Maio, ma che stai a di’? – Ep. 2

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Il nostro vicepresidente della Camera preferito in questa puntata ci delizia con un doppio post nel giro di 24 ore, un temibile destro-sinistro à là Cassius Clay sul disegno di legge sul contrasto alla povertà (A.C. 3594). Di Maio si adopera inizialmente in una graziosa sintesi del provvedimento:

Schermata 2016-02-16 alle 16.51.05

Nel testo del DL si legge di un doppio binario d’intervento, che per comodità riporto utilizzando la foto caricata proprio dall’On. nel suo secondo post, con tanto di appunto di proprio pugno:

Schermata 2016-02-16 alle 16.07.59

 

La confusione è anche stavolta notevole, ma andiamo – come sempre – con ordine:

  1. Nessuno sottrae niente a nessuno, per quanto riguarda le pensioni in essere. Come si legge all’Art.1, comma 3, lettera b), “il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: applicazione dei requisiti previsti in esito alla razionalizzazione di cui alla lettera a) a coloro che richiedono le pre- stazioni dopo la data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1”. Che significa? Significa che le pensioni di reversibilità attualmente in vigore non si toccano.
  2. Non c’è scritto da nessuna parte che si adopererà una cancellazione delle pensioni di reversibilità. Si parla di razionalizzazione, perché a cambiare è il criterio con cui queste vengono calcolate: si propone di adoperare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), che permette di includere tra le forme di reddito anche quelle fiscalmente esenti e pesa adeguatamente anche la componente patrimoniale. Questo significa una maggiore equità: i trattamenti assistenziali vengono redistribuiti sulla base di un’indicazione selettiva più corretta, che possa permettere di non sprecare denaro pubblico dandolo a chi non ne ha bisogno.
  3. Sulle politiche sull’occupazione femminile e i diritti alle coppie di fatto mi ci sono sforzato, ma davvero non ho capito cosa diavolo c’entrino nel confuso discorso di Di Maio.
  4. Per quanto riguarda invalidi e disabili, visto che Di Maio li cita, alla lettera B) della Sezione 1 – Contesto e obiettivi dell’intervento di regolamentazione si specifica come le prestazioni legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario siano esenti dal provvedimento di razionalizzazione.
  5. In linea generale, sotto un profilo di equità, la razionalizzazione delle pensioni di reversibilità è un’ottima notizia. Come spiega Anna Missiaia, questo strumento costituisce un sostanziale trasferimento da poveri a ricchi. Contenerne l’utilizzo ricalcolando secondo criteri più accurati le modalità di erogazione mi sembra un principio condivisibile in primis da chi è contrario agli sprechi e vicino alle fasce più deboli della popolazione. Tipo Di Maio nelle sue dichiarazioni d’intenti.
  6. In linea ancor più generale, consiglio modestamente all’On. di tenere costantemente a mente che sarebbe splendido ma no, non esistono pasti gratis.

Di Maio, ma che stai a di’?

in economia/politica by

Dopo averci rifilato una dose di schizofrenia niente male sulla questione banche – passando con un’elegante piroetta dagli strepiti di un tempo per l’impiego di denaro pubblico nei salvataggi agli strepiti di oggi per il non-impiego di denaro pubblico negli (stessi) salvataggi –, i grillini oggi ci hanno regalato un’altra notevole serie di castronerie, inesattezze e imprudenze sul medesimo tema.

Il cittadino portavoce on. Luigi Di Maio (con un post su Facebook) e il suo collega cittadino portavoce on. Girgis Giorgio Sorial (con un intervento in Parlamento questa mattina) ci hanno resi edotti dell’ennesimo scandalo di questo governo amico delle banche. Scrive Di Maio su Facebook:

Schermata 2015-12-22 alle 21.16.00

Capisco che non sia mestiere del grillino leggersi le carte, dal momento in cui è impegnato a riportare Ordine e Onestà e Sovranità Popolare nella Repubblica, ma è altresì notevole infilare un così cospicuo numero di inesattezze. Vediamo.

  1. Come ha fatto notare puntualmente Mario Seminerio qui, il “fondo interbancario” non c’entra un tubo. Innanzitutto perché si chiama Fondo di Risoluzione, che è un’altra cosa, e in seconda battuta perché concorre al salvataggio con circa 500 milioni di euro. Contro gli 1,7 miliardi di intervento statale.
  2. I trattamenti riservati al caso italiano e a quello portoghese, stando al comunicato della Commissione Europea sull’operazione, sono stati dello stesso tipo. Si legge infatti:Schermata 2015-12-22 alle 17.01.59
    Questo significa che azionisti e obbligazionisti subordinati hanno contribuito fino in fondo al sostenimento dei costi della risoluzione. Vi ricorda qualcosa? Quindi, stando alle informazioni disponibili finora, i “risparmi” non sono stati salvati. Proprio come in Italia.
  3. Si legge che il governo portoghese ha impiegato 1,7 miliardi di fondi pubblici per salvare Banif. È vero, ed è successo perché l’intervento del Fondo di Risoluzione non è stato sufficiente. In Italia il circuito bancario ha sborsato, per il salvataggio delle 4 banche, circa 3,6 miliardi di euro. In proporzione al PIL dei due paesi, però, Banif è una banca molto più grossa e importante delle quattro italiane (ha attivi per circa il 7% del PIL): i soldi del Fondo non sono bastati, e quindi si è deciso di utilizzare denari pubblici. Da noi questo non è successo, perché i soldi messi dalle altre banche sono stati sufficienti, e non vedo proprio cosa ci sia da lamentarsi. Ribadisco anche qui: stando al comunicato della CE, questo intervento non è stato sostitutivo dell’aggressione di azioni e obbligazioni subordinate.
  4. L’UE non ha effettivamente permesso l’utilizzo del Fondo Interbancario di Tutela dei depositi, com’è scritto nero su bianco in più di un documento, non ultima l’audizione di Carmelo Barbagallo (capo del dip. di vigilanza bancaria e finanziaria della BdI) in Commissione Finanze alla Camera del 9 dicembre scorso. Quindi, per semplice conseguenza logica, è falso dire che questo non sia vero.

Insomma, un gran pasticcio. Il problema è che nessuno si assumerà, ancora una volta, la responsabilità della disinformazione, pericolosa e dannosa, fatta anche in questo contesto. Capisco le esigenze politiche, ma servirebbe decisamente più cautela da chi si fa paladino della trasparenza: ché tra dire le cose sbagliate e non dirle, bisognerebbe pensare bene a cosa scegliere.

Le peggio frasi dei vice di Grillo

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E’ il loro giorno. E in questo giorno vogliamo ricordarli così.

Carlo Sibilia

Discutere una legge che dia la possibilità agli omosessuali di contrarre matrimonio (o unioni civili), a sposarsi in più di due persone e la possibilità di contrarre matrimonio (o unioni civili) anche tra specie diverse purché consenzienti – 11 dicembre 2013

Oggi si festeggia anniversario sulla #luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa – 20 luglio 2014

Carla Ruocco

Ho trovato quasi naturale essere una ‘volontaria della politica’, anche perché, avendo due bimbi, è stato come occuparmi di loro – dal suo blog

Brunetta è il capo indiscusso del gruppo unico dell’affare, del malaffare, delle larghe intese e dell’inciucio – 25 luglio 2013

Roberto Fico

Violante è una cacchetta di pseudo-uomo. Giorgio Napolitano è un cane addomesticato per scagliarsi contro l’evoluzione dell’essere umano – 15 marzo 2013

Alessandro Di Battista (detto Dibba)

Renzi è  un sindachello assenteista che fa ricatti mafiosi, ladro e pure condannato – 16 dicembre 2013

Con i droni il terrorismo è l’unica arma rimasta a chi si ribella. Dobbiamo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione – 16 agosto 2014

Il Pd vuole colpirne uno (Fedez) per educarne 100: questi sono i metodi che utilizzavano le Brigate Rosse! – 11 ottobre 2014

In Grecia cittadini disperati si iniettano il virus dell’AIDS per prendere il sussidio – 11 ottobre 2014

Luigi di Maio

D’ora in poi Beppe Grillo e Casaleggio avranno meno spazio, ma loro sono contenti – 19 luglio 2014

 

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