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la vita è meravigliosa

La mirabolante, incredibile vita di Beppe Bigazzi

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Oggi vi racconto una storia. Una di quelle storie, una biografia per l’esattezza, grazie alle quali possiamo dire con fierezza che sì, la bellezza salva il mondo. È la storia di Beppe Bigazzi.

Adesso, su le mani chi conosce Beppe Bigazzi. Bene, per tutti gli altri, parliamo di quell’affabile e rassicurante signore canuto, 82enne, dal marcato accento toscano, parte del cast fisso a “La Prova del Cuoco”. È una specie di verace mezzadro che racconta al pubblico pre-prandiale di Rai1 le meraviglie della Cinta Senese, del pane toscano, del coniglio in umido e dei funghi porcini. Il tutto vestito come un buttero maremmano, ma senza cavallo, con il foulard sotto la camicia e il giubbottino scamosciato.

Il caro Bigazzi assurge alle cronache nazionali per un torbido affaire che riguarda i gatti: viene sospeso nel 2010 dalla Rai per aver affermato che, in tempo di guerra, si mangiava senza troppi complimenti i simpatici felini. Più precisamente il povero Beppe, dopo aver affermato che “UNO DEI GRANDI PIATTI DEL VALDARNO ERA IL GATTO IN UMIDO”, decide anche –non senza magnanimità– di fornirci una gustosa ricettina, che si conclude con “ti garantisco che è una delizia”.

Facciamo adesso un passo indietro. Chi è Beppe Bigazzi nella sua vita precedente, cioè prima di fare il contadino mangiagatti in Rai alla Prova del Cuoco? Tenetevi forte.

Bigazzi nasce in provincia di Arezzo nel 1933. Si laurea (cosa di per sé già rara per quella generazione) in scienze politiche all’Università degli studi di Firenze con 110 e lode e dignità di pubblicazione. Dal 1960 al ’61, per non farsi mancare niente, serve come ufficiale presso l’Aeronautica Militare. Dal 1961 al 1966 è in Banca d’Italia. Nel 1968 è nominato vicesegretario generale del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno nonché membro di vari comitati interministeriali per la programmazione economica fino al 1970. Finita qui? No, abbiamo appena cominciato.
Dal 1970 al 1993, il vecchio Beppe, il simpatico gastronomo, lavora all’ENI. E con “lavora all’ENI” intendo direttore delle relazioni estere dell’ENI (1970-1973), direttore generale e successivamente amministratore delegato della Lanerossi (1973-1978) e presidente di varie società quali GEPI, Maserati, Innocenti e Tirsotex.

È finita? Certo che no. Dal 1984 al 1990 è amministratore delegato dell’AGIP Petroli e dal 1990 al 1993 presidente dell’AGIP Coal e presidente di 53 società dell’AGIP.

Dopodiché si rompe eccezionalmente i coglioni di tutta questa roba, manda affanculo tutti quanti e decide di vestirsi come ci immagineremmo un toscano che coltiva l’orto e di andare in tv a spiegarci come cucinare il gatto in umido. Per farsi sospendere.

Insomma, la vita è una cosa meravigliosa. Soprattutto quella di Beppe Bigazzi.

Bignami dei film – Parte 2

in cinema by

La scorsa settimana siamo andati forte? Siete riusciti a evitare di guardarvi l’intera filmografia di Hitchcock per rimorchiarvi il vostro compagno di corso? Non avete idea di cosa io stia parlando?

La prima parte qui.

 

STAR WARS – LA SAGA (GEORGE LUCAS)

Una cricca di ribelli tenta di opporsi alla supremazia di un dittatore asmatico. Il tutto nello spazio. Alla fine si scopre che il capo dei ribelli è il figlio del dittatore, e che l’unica donna nella galassia è sua sorella. Che sfiga.

Note aggiuntive

Non aver visto Star Wars, in realtà, può rivelarsi un’arma a doppio taglio: sarete scherniti da molti, ma se trovate una fan bòna

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Per esempio.

potete convincerla a “farvi vedere tutti i film”.

 

Curiosità: la frase più citata dell’universo, “Luke, IO SONO TUO PADRE!”, pronunciata con enfasi, non è affatto tale. In realtà la vera frase è: “No, IO sono tuo padre.” (enfasi su ‘io’, come mi suggeriscono).
E con questa mi sono definitivamente giocata la possibilità di trovare marito.

 

LA VITA E’ MERAVIGLIOSA (FRANK CAPRA, 1946)

La vita in realtà non è meravigliosa, ma potrebbe essere molto, molto peggiore.

Note aggiuntive

Altro film iper citato, una sorta di “Canto di Natale” in versione “What if…”, La vita è meravigliosa è un filmone strappalacrime, mandato il 25 dicembre, la mattina, il pomeriggio e la sera (e pure la notte). Quindi non ci sono problemi se volete vederlo.

 

QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO (MILOS FORMAN, 1975)

Dei pazzi in un ospedale psichiatrico si comportano da pazzi, poi alla fine uno ammazza un altro e scappa.

Note aggiuntive

Per dimostrare a qualcuno che avete visto questo film non occorre sapere la trama, basta dire cose tipo “No vabbè, capolavoro assoluto” o “Che poi c’era anche Christopher Lloyd, ma nessuno se ne ricorda mai”. Figurone.

 

ROSEMARY’S BABY (ROMAN POLANSKI, 1968)

Una donna partorisce il demonio. È la madre di Andrea Diprè.

Note aggiuntive

Forse non tutti sanno che Mia Farrow, per prepararsi a questo ruolo, si fece effettivamente mettere incinta dal diavolo, ma alla fine decise di non tenere il figlio perché aveva paura che Woody Allen (all’epoca suo marito) lo sposasse.

 

BLADE RUNNER (RIDLEY SCOTT, 1982)

Futuro distopico in cui esistono tipo dei robot che però sembrano esseri umani; alcuni di questi scappano dai ghetti e allora si decide di mandare Indiana Jones alla loro ricerca. Alla fine però forse pure lui è una specie di robot-essere umano.

Note aggiuntive

Sul set di Blade Runner sono successe cose stratosferiche, tipo che Ridley Scott ha litigato con tutti, ma proprio con tutti, e sono (quasi) volate le botte. Boh, niente, pensavo fosse carino farvelo sapere.

 

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (STANLEY DONEN, GENE KELLY, 1952)

Il disagio dei cinematografari durante l’avvento del sonoro si avverte davvero tanto. Ironia della sorte, il film è un musical.

Note aggiuntive

Diciamoci la verità: questo film se lo ricordano tutti solo perché la famosa canzone “Singin’ in the rain” la canta l’ospite ideale Alex mentre si ingroppa la povera moglie dello scrittore in Arancia Meccanica.

 

CASABLANCA (MICHAEL CURTIZ, 1942)

Uno e una durante la seconda guerra mondiale sono troppo stupidi per capire che sono fatti l’uno per l’altra, dunque lui mette lei su un aereo e va a ubriacarsi con una guardia.

Note aggiuntive

Dai, di Casablanca si sa tutto: le citazioni, Suonala, Sam, As Time Goes By, aeroporto, Ingrid Bergman, nooo, non partire, rimani con Bogart, lui ti ama, ecc. ecc.
Vi posso dire solo una curiosità che forse non sapete (il resto si trova su wikipedia): Humphrey Bogart, noto attore perennemente in impermeabile, era un po’ basso, un po’ troppo basso; dunque, per tutto il film, l’attore fu costretto a recitare coi tacchi, in modo da sovrastare la Bergman di qualche centimetro. Bella roba.

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Cioè, ma io dico.

IL CIELO SOPRA BERLINO (WIM WENDERS, 1987)

Angeli, angeli, angeli, che palle essere un angelo, ora divento umano e mi trombo una.

Note aggiuntive

Esiste un remake di questo film, La città degli angeli, del 1998, che merita un posto nella classifica dei film con i finali più stupidi del mondo e qualche riga di approfondimento.
In questo remake, a interpretare l’angelo insoddisfatto è Nicolas Cage, che per tutto il film mantiene l’espressione di uno al quale hanno maciullato l’intera famiglia davanti agli occhi; la donna della quale si innamora Cage è Meg Ryan, probabilmente l’attrice anni ’90 più fastidiosa dopo Andie McDowell.

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“Gnè gnè gnè io ho studiato i poeti francesi” Mavaffanculo.

Ora, il film è più o meno simile, con lui che diventa umano e può finalmente coronare il suo sogno d’amore. Ma, se Wenders faceva finire bene il film, il cuordipietra regista del remake decide che Meg Ryan deve morire (come dargli torto). Come sceglie di farla schiattare? Decide che la donna, alla quale evidentemente nel film hanno dato una laurea in medicina a causa di un tragico errore di valutazione, va a fare un giro in bicicletta e crede che andare su una superstrada a scorrimento veloce contromano e con gli occhi chiusi sia un’ottima idea. Bam. Camion, e tanti saluti a Meg Ryan. Io boh.

 

KING KONG (MERIAN C. COOPER, ERNEST B. SCHOEDSACK, 1933; PETER JACKSON, 2005)

Troupe cinematografica va a rompere i coglioni a un gorilla di 20 metri su un’isola piena di roba agghiacciante (tipo dinosauri cattivissimi e insettoni); non paga, decide di portarselo a New York. La scimmia, giustamente, scapoccia, rapisce la bionda di turno, scala un grattacielo e alla fine la contraerea la abbatte. Il regista della troupe (tutta colpa sua) si dilegua con la mossa Kansas City.

Note aggiuntive

Meglio, molto meglio la versione di Peter Jackson, checché ne dicano i cinefili, che in questo momento staranno avendo un attacco.
Curiosità: in una scena del remake, il regista e il suo aiutante stanno discutendo su quale attrice coinvolgere nel film, visto che l’ultima se n’è andata. A un certo punto l’aiutante dice “Fay?” e il regista risponde: “No, è impegnata con Cooper in un film per la RKO.”
Bam. Omaggio di Peter Jackson all’attrice Fay Wray, morta nel 2004, che, nel 1933 ha interpretato il ruolo della protagonista nel King Kong originale, prodotto dalla RKO per la regia di Cooper.
Punti rimorchio Festival di Cannes: +10000

 

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI (DON SIEGEL, 1956)

Baccelloni alieni si sostituiscono alle persone vere. Panico generale (grazie al cazzo).

Note aggiuntive

Come al solito, di questa lista io non ho visto la metà dei film presenti, e questo è uno di quelli; oltre ad aver cercato la trama su wikipedia però, non so veramente nient’altro su questo film, se non che probabilmente uno se lo vede aspettandosi un capolavoro e poi è mega datato e gli effetti speciali sono ridicoli.
Sì, avete sentito bene. Sto sputando su otto anni di università.

 

JJ

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