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Joseph Ratzinger

Un Giubileo per Joseph

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jos

Continuare a ignorare la puzza

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A febbraio dell’anno di grazia 2005 Joseph Ratzinger, a quei tempi Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede (precedentemente “Sant’Uffizio” e ancora prima “Inquisizione”, tanto per dire) venne citato in giudizio in Texas per “intralcio alla giustizia” nell’ambito di un processo su tre casi di abusi su minori commessi dal seminarista colombiano Juan Carlos Patino-Arango.
Tuttavia, eletto al soglio pontificio il 19 aprile dello stesso anno, Ratzinger chiese di avvalersi dell’immunità diplomatica, in quanto capo di uno stato estero sovrano, per evitare di andare a deporre in tribunale: l’Amministrazione Bush acconsentì e il papa fu esonerato dal processo.
Orbene, io mi compiaccio del fatto che Bergoglio abbia annunciato di voler adoperare la proverbiale “tolleranza zero” contro i preti pedofili: ritengo, tuttavia, che tale intendimento sarebbe assai più credibile se fosse accompagnato dalla richiesta, da parte del dimissionario Ratzinger, di riaprire quel processo, e dalla sua disponibilità a recarsi spontaneamente in Texas per deporre e chiarire le cose una volta per tutte; anche se dovesse trattarsi, stanti le norme vigenti negli Stati Uniti d’America, di una richiesta meramente simbolica.
Anzi, per dirla tutta credo in mancanza di un gesto del genere la proclamata intenzione di “voltare pagina” sul fronte degli abusi sui minori da parte di esponenti del clero resterebbe sostanzialmente lettera morta: giacché quando un’organizzazione verticistica come Santa Romana Chiesa fa bella mostra di ignorare l’adagio secondo il quale il pesce puzza dalla testa, la sensazione è che in realtà intenda continuare, nonostante quanto va sbandierando in giro, a ignorare del tutto la puzza.
Saluti.

Pesci grossi

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L’invettiva del papa sulla giustizia che si accanisce coi deboli e lascia perdere i “pesci grossi” mi ha tanto ricordato la storia di quel tizio imputato da un tribunale del Texas, che siccome godeva dell’immunità concessa ai capi di stato esteri non è mai stato processato.
Saluti.

#tranneratzinger

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Succede che Joseph Ratzinger, ai tempi in cui è ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, viene citato in giudizio nel Texas con l”accusa di intralcio alla giustizia, in relazione a tre casi di abusi su minori commessi da un seminarista colombiano.
Succede, tuttavia, che nel 2005 Ratzinger viene eletto papa, diventa un capo di stato estero e gli americani -su richiesta del Vaticano- applicano la “suggestion of immunity” e “congelano” la procedura giudiziaria.
Poi, però, succede che Joseph Ratzinger si dimette, e di conseguenza cessa di essere il capo di Stato del Vaticano: di tal che uno scemo come me si aspetterebbe che l”immunità operante dal 2005 venisse a cadere e si potesse finalmente procedere ad accertare la verità.
Invece no.
Invece Ratzinger decide di conservare la cittadinanza e la residenza in Vaticano: il che, guarda caso, gli consente di .
Ecco, io penso che se “sto papa Francesco fosse eversivo come tutti lo descrivono non si limiterebbe a cacciare da Santa Maria Maggiore il cardinale Bernard Law, accusato di “coprire” i preti pedofili, ma farebbe due chiacchiere con Ratzinger, lo costringerebbe ad andarsene dritto dritto negli Stati Uniti e inviterebbe il tribunale del Texas a giudicarlo.
Diciamocelo: così sono buoni tutti, a passare per rivoluzionari.

I particolari che fanno la differenza

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Spesso sono i particolari, a fare la differenza.
Prendete il papa, per esempio: leggere che Benedetto XVI considera l’aborto “gravemente contrario alla legge morale“, ne converrete con me, non desta alcuna meraviglia; però dover prendere atto che secondo il pontefice l’aborto stesso può essere “voluto come un fine o come un mezzo” è un particolare che a volercisi soffermare fa saltare sulla sedia.
Fateci caso: quel particolare è messo là come se niente fosse, come un inciso qualunque:

L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale.

Ora, mentre è piuttosto chiaro cosa debba intendersi quando si parla di aborto perseguito come un mezzo, viene da domandarsi in quali casi l’interruzione della gravidanza possa diventare un fine in sé e per sé.
Rifletteteci un attimo. Se ammettiamo per amor di discussione che il fine possa essere l’aborto dobbiamo prenderci la responsabilità di esplicitare il mezzo attraverso cui quel fine viene realizzato: ed attenendosi alla logica quel mezzo non può che essere la gravidanza.
Dal che dovrebbe desumersi che secondo il papa alcune donne restano incinte allo scopo di poter abortire.
Spesso sono i particolari, come dicevo, a fare la differenza.
E la differenza, in questo caso, consiste nel suggerire un’idea delle donne che definire aberrante sarebbe un eufemismo: a meno che, naturalmente, non si tratti di parole buttate là alla rinfusa.
Circostanza che in un discorso del papa mi pare tanto improbabile da poter essere tranquillamente esclusa.

Chi ferisce e chi benedice

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Che poi, generatori automatici a parte, la cosa curiosa è questa: l’individuo secondo il quale le nozze gay sarebbero una ferita alla pace è lo stesso che ieri ha avuto l’alzata d’ingegno di benedire una tizia rispondente al nome di Rebecca Kadaga (grazie a Fulvio Beltrami per la segnalazione sul suo blog).
Chi sarebbe costei?, vi chiederete voi. Ve lo spiego subito.
Rebecca Kadaga è la portavoce del parlamento ugandese, ed è assurta agli onori delle cronache per essere stata una delle sostenitrici del cosiddetto “Uganda’s Anti-Homosexuality Bill”, che i mezzi di comunicazione hanno significativamente ribattezzato “Kill the Gays bill”. Trattasi di una proposta di legge che -tra l’altro- distingue l’omosessualità in due categorie: omosessualità semplice, sanzionata con l’ergastolo, e omosessualità aggravata, punita con la pena di morte; il tutto simpaticamente definito dalla stessa Kadaga un “regalo di natale” alla popolazione ugandese, visto che la legge dovrebbe essere approvata entro la fine del 2012.
Insomma, avete capito l’antifona? Essere omosessuali è una ferita alla pace.
Benedire chi vuole mandare a morte gli omosessuali no.
Che volete farci, si vede che le cose vanno così.

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