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Inferenza

La matematica non è un’opinione; l’inferenza, a volte, sì

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Me ne tornavo bel bello da 800 grammi di pizza di Roscioli, quando ho letto questo tweet che diffondeva i risultati delle Primarie Delle Idee organizzate lo scorso weekend da Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale.

"Ritwittato da Fabrizio Bracconeri" è una voluttà da fine gourmet
“Ritwittato da Fabrizio Bracconeri” è una voluttà da fine gourmet che spero possiate cogliere

L’analisi fatta dall’utente sembra fornire un dato molto interessante, e cioè che più dei tre quarti degli elettori di Fratelli d’Italia vogliono che sia inserita la storica fiamma di missina memoria nel simbolo del loro partito.

Perché dico “sembra”? In effetti è vero che, se si sommano i voti ottenuti dai simboli che contengono la succitata fiamma, si giunge alla percentuale del 77.9%. Ma non notate nulla di strano? No che non lo notate, anzi, probabilmente state pensando “ecco, vedi, sono sempre i soliti fascisti demmerda!”.

E allora ci penso io a voi. Quelli qui sopra erano gli otto simboli tra i quali si poteva scegliere. Gli unici otto simboli tra cui si poteva scegliere. E, tra questi otto, sei contengono la fiamma. Sei diviso otto fa 0,75, cioè… il 75%. A questo punto, miei giovani amici, penso vi sia chiaro che l’analisi “il 77.9% dei votanti vuole la fiamma nel simbolo” ha la stessa profondità della battuta che mi faceva mio zio, unico fratello di mia madre, quando io, unico figlio di sua sorella, ero bambino: “sei il miglior nipote che ho!”.

Tutto questo mi fa venire in mente due riflessioni. La prima riguarda un’analisi che ebbe a fare Daniele Luttazzi (o chi per lui) in un suo monologo di qualche lustro fa su Berlusconi, soffermandosi su alcuni degli stilemi comunicativi del Cav. In particolare, Luttazzi (o chi per lui) si soffermava sul fatto che, quando Berlusconi parla di cifre, utilizza sempre numeri decimali: “il PIL è cresciuto del 2,7%”, “abbiamo abbassato la disoccupazione del 3.4%”, “i comunisti hanno alzato la pressione fiscale del 5,8%”. Fateci caso la prossima volta che ascoltate lui (o chi per lui): l’utilizzo della cifra decimale rende autorevole chi parla, da subito l’idea di uno che ha studiato seriamente il tema, ed è pervenuto ad un risultato preciso. Usare il decimale parlando di cifre è garanzia di affascinare l’interlocutore, è come quando si cita Wittgenstein (che già il nome è bellissimo) “su ciò di cui non si può parlare si deve tacere” per darsi un tono, quando invece si vorrebbe semplicemente dire “ma statte zitto, a cojone!”.

La seconda è una riflessione legata ai sistemi elettorali. Molto spesso, quando qualcuno si lamenta del quadro politico nazionale, riceve come risposta “potevi votare qualcun altro!”. Ecco. Pensate adesso ai simboli di Fratelli d’Italia presenti sulla scheda. Il 75% di essi contiene la fiamma, e il risultato è che il 77.9% degli elettori ha votato un partito con la fiamma. Sostituite adesso “fiamma” con un termine a piacere (“cretini”, “mariuoli”, “cialtroni”, “irresponsabili”, “Amedeo Minghi”) e otterrete la XVII Legislatura della Repubblica Italiana.

Conclusione: andate a mangiare la pizza al taglio da Roscioli, quella con pachino e basilico e quella con cicoria e salsiccia sono davvero deliziose.

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