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Immigrazione clandestina

Nichi Vendola, un vero leader

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Se crediamo che un vero leader guidi non con le parole ma con l’esempio, Nichi Vendola, in queste ore, si è manifestato come leader più che in tutta la sua precedente carriera politica.

La nascita del figlio del proprio compagno, avvenuta grazie alla maternità surrogata, è, appunto, il perfetto esempio del fatto che, in un (mi scuso per i termini) “mondo globalizzato”, una legislazione restrittiva ha effetto solo su chi non può permettersi di aggirarla andando all’estero.

Perché sia chiaro a tutti che Vendola e il suo compagno non hanno violato alcuna legge visto che a) la normativa americana concede e regolamenta la gestazione conto terzi e b) il padre biologico del bambino è il compagno di Vendola (di cittadinanza canadese). Esattamente come tutti coloro che vanno a prostitute in Olanda, ad abortire in Svizzera, a fare la fecondazione assistita in Spagna e a suicidarsi (di nuovo) in Svizzera. Tutto questo in totale sicurezza fisica e sanitaria, con il necessario conforto psicologico e, sopratutto, in un clima di perfetta normalità lontana anni luce dagli inquisitori da operetta di casa nostra.

E invece i poveri si attaccano al cazzo (scusate per la parola “poveri”, so che non siete abituati): le loro prostitute sono delle schiave, farsi le canne arricchisce la mafia, l’aborto si fa nei cassonetti o in casa di qualche macellaio (a proposito, sapevate che il governo ha depenalizzato l’aborto clandestino ma ha alzato la sanzione amministrativa da 51 a 5000 euro PER LA GESTANTE?), se non puoi avere figli prendi il numeretto e aspetti (e aspetti, e aspetti, e aspetti), e se sei inchiodato al letto, non preoccuparti che qualcuno ti porterà da bere anche se non vuoi.

Metteteci anche che se puoi permetterti passaporto e albergo qualsiasi paese al mondo ti accoglierà a braccia aperte* ma se per caso non è così ti aspettano recinzioni e mazzate.

Quindi grazie mille Nichi: ci hai dimostrato meglio di chiunque altro che l’Italia non discrimina in base a religione, razza, nazionalità o orientamento sessuale ma solo in base al censo. Mi sa che è la cosa più di sinistra che hai fatto in vita tua.

*per modo di dire: mia moglie, cittadina russa trasferitasi in Italia per motivi di lavoro all’interno della stessa azienda multinazionale, è dovuta andare una volta l’anno qui per farsi prendere le impronte digitali nell’evenienza che accoltelli qualcuno.

Il diritto a essere dei poveri stronzi

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Quanti di voi non hanno dormito per i 900 morti nel Mediterraneo? Quanti di voi hanno lasciato lì la cena, lo stomaco troppo chiuso dal dolore per potere affrontare un’altra forchettata? Quanti di voi si sono recati di corsa dallo psicologo per dare sfogo a un insormontabile senso di lutto? Quanti, pochi? Pochissimi? Nessuno?

Io di certo no. La verità è che non me ne frega un cazzo.

La mia reazione alla notizia è stata un “poverini” biascicato davanti al televisore, prima di passare all’ultima puntata di House of Cards e spendere il resto della giornata a mangiareberescoparedormire tranquillamente, con l’unico pensiero della sveglia maledetta il lunedì mattina.

E voi, cosa avete fatto? Stracciate le vesti, siete corsi giù in Sicilia ad aiutare quei poveri disgraziati appena sbarcati dal gommone? Vi siete arruolati in una qualche milizia anti-qualcosa per difendere a spada tratta i più deboli? Vi siete candidati al parlamento europeo per ribadire l’importanza dei diritti umani?

Niente di tutto questo, vero?

E non venitemi a dire che voi fate volontariato nella mensa di stocazzo tutte le domeniche a pranzo, o che a cinque anni avete adottato un bimbo negro della vostra età che ora grazie ai vostri soldi è presidente degli Stati Uniti. Nella maggior parte dei casi sono poco più che hobby, riempitori di buchi di tempo, fillers, passatempi passeggeri pronti ad essere accantonati di fronte alle priorità della vita reale (priorità che comprendono una vasta gamma da “nonna morente all’ospedale” a “partita di calcetto”).

Allora, sarà mica che, sottosotto, neppure a voi frega un cazzo?

E non state sbagliando, eh. Siete semplicemente dei poveri, stronzissimi esseri umani. Avete i vostri guai, i vostri casini, le vostre personali battaglie da affrontare quotidianamente, e non potete di certo perdere tempo a preoccuparvi di perfetti sconosciuti. È così che funziona, tiriamo avanti con le nostre vite a discapito dei miliardi di tragedie che si affacciano continuamente sulla porta della realtà. Un giorno ce ne sarà anche per noi, però ce ne freghiamo. Non possiamo fare altro. È persino un nostro diritto, è forse è ora che venga riconosciuto, senza troppi scassamenti di minchia da parte dei soliti moralisti da cappuccino&gazzetta che discutono su cosa è giusto e cosa è sbagliato. L’universo va in malora, e abbiamo il sacrosanto diritto di strafottercene.

Siamo figli della nostra piccolezza, e forse, in fondo, va bene così.

Dimissioni dall’umanità

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Possibili definizioni della parola “umanità”:

Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini“, “Sentimento di fratellanza e solidarietà fra le persone; capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri“; ma questa, nella sua forma dubitativa, è la mia preferita: “Complesso di doti e sentimenti solitamente positivi che si ritengono propri dell’uomo e lo distinguono dalle bestie“.

Farsa – Sono giorni che, facendo semplici ricerche su Google o sui social network, ottengo dei risultati in grado di farmi passare ogni briciolo di speranza nel genere umano. Cominciamo? Rispondendo ad alcuni partigiani, desiderosi di rimuovere l’obelisco mussoliniano del Foro Italico, Laura Boldrini ha proposto di limitarsi ad un ritocco al monumento, ovvero alla rimozione della scritta “Dux”. Risultati della ricerca Google “Obelisco Dux Boldrini”: l’orrore. La prima occurrency richiama una dichiarazione di Matteo Orfini, secondo cui la scritta deve restare dov’è. Il suo ragionamento è, su per giù, il seguente: la storia non si può cancellare (anche quando è profondamente imbarazzante e lorda di sangue?), e che in ogni caso ormai i valori antifascisti sono iscritti con marchio a fuoco nell’anima di tutti gli Italiani, in quanto presenti nella Costituzione. Ah, per chi non l’avesse capito – in effetti non è immediato – Orfini è deputato e presidente del Partito Democratico. Il link de “Il Tempo” recita sobriamente “la talebana Boldrini: via ‘Dux'”. Ovvero, discutere della rimozione di una scritta infame che celebra un orrendo tiranno equivale a comportarsi come un estremista islamico pronto a distruggere a cannonate i Buddha di Bamiyan. Chiude la parata Lettera 43: “Boldrini iconoclasta“: qui il pensiero della presidente della Camera viene equiparato alla dottrina che, nell’VIII e IX secolo, riteneva inaccettabile (in quanto sacrilega) la rappresentazione artistica di Dio. Capito? Nell’inconscio di molte, troppe, persone, il Duce è oggetto di un culto religioso, meritevole di una qualche forma di rispetto. Molto bene. Concludiamo con il rutto scritto di Sgarbi, che dà dell’ignorante alla Boldrini, facendo leva sulla seguente, ficcante argomentazione: “La scritta Dux è come quelle lasciate dagli studenti sessantottini sui muri“. Ora, a parte che vorrei sapere quante scritte a spray vergate dai miei parenti sessantottini sui muri di Valle Giulia siano sopravvissute ai nostri giorni, vi do il benvenuto nella solita caciara qualunquista all’italiana: iniziative individuali equivalgono a crimini di stato, destra e sinistra sono la stessa cosa, signora mia non ci si capisce più niente eccetera eccetera. Viene da concludere (qualunquisticamente?) che ogni paese ha gli “intellettuali” che si merita.

Dramma – Fa rabbrividire il modo in cui è stata recepita e commentata la notizia della tragedia del barcone di profughi rovesciatosi nella notte tra sabato e domenica al largo della costa libica, uccidendo tra le 700 e le 900 persone. Ad aprire le danze la troll ufficiale della destra, Daniela Santanché, la quale di fronte all’enormità di quanto accaduto, invita il presidente del consiglio ad “affondare le navi di migranti“. Si usi dunque la forza militare per uccidere attivamente, anziché accontentarsi di una politica che fa semplicemente crepare la gente per disinteresse.

tragediamigranti
grazie a Chiara Spano, dal cui feed Facebook ho preso questo printscreen

Prima di correre ad esecrare questa persona e concludere che si tratti di una squilibrata incapace di qualsiasi forma di empatia – in breve, di una persona malata, incapace di intendere e di volere, osserviamo sui social network come reagisce alla notizia la “gente normale”: “meno male, 700 parassiti di meno“, “il peccato è che ci sono dei superstiti“, “più ne muoiono, meglio è. Questi crepano e io apro un buon vino per festeggiare“. Dove si leggono, queste schifezze? Forse dalla pagina Facebook di un’organizzazione neonazista? No, da quella del quotidiano borghese Il Messaggero la cui imbarazzata redazione, come segnala Mazzetta, si è perfino sentita in dovere di scrivere qualche battuta sull’invasione di liquami prodotti dai suoi lettori, senza peraltro specificare che erano stati depositati proprio sulla pagina ufficiale del giornale. I lettori de Il Messaggero, direi persone normali, con famiglia, gente che porta a scuola i figli la mattina prima di andare al lavoro. Ma piena d’odio. Esemplare il caso di un’anziana signora (“pensionata curiosa”, si definisce) che risponde al tweet con cui Il Fatto Live annuncia la strage con un agghiacciante “Non ci credo… troppo bello per essere vero“. Scorrendo il suo feed di Twitter ci si imbatte in post che linkano su foto di animaletti pucciosi, opere artistiche, orchidee rare. Una persona “normale”, diremmo perbene quasi, ma no.

So bene che il mio orrore è improduttivo quanto l’odio di questi commentatori folli di Facebook, ma ne sono fiero e me lo tengo stretto. Lo considero, tutto sommato, un segno di equilibrio psichico.

Dignità umana ad intermittenza

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Tanti applausi al Ministro Alfano che improvvisamente si accorge che la Lega è perfettamente disposta a passare sui cadaveri degli immigrati clandestini pur di compiacere i suoi pochi elettori rimasti. Nel 2009, quando il Parlamento votava il Trattato di Amicizia Italia-Libia, Alfano era ministo del Governo Berlusconi. Chissà come mai, nel 2009 il fatto di sacrificare le vite degli immigrati per qualche voto della Lega pareva un’operazione molto piu’ accettabile. Attraverso il trattato infatti il nostro Governo pagava la Libia dell’ amico Gheddafi per impedire agli immigrati clandestini di partire verso l’Italia. Operazione che, a quanto dice Amnesty International, consisteva nel rinchiudere gli stessi in centri di detenzione dalle condizioni pessime, dove la Convenzione di Ginevra sui rifugiati veniva ignorata (la Libia di Gheddafi non l’hai mai sottoscritta) e dove i diritti umani fondamentali venivano beatamente violati. Insomma, il Ministro Alfano si è tranquillamente fatto andare giu’ un trattato secondo cui l’Italia pagava un dittatore sanguinario per toglierci di torno gli immigrati clandestini rinchiudendoli in centri di detenzione, privi di qualsiasi garanzia. Si vede che i morti di cui parla Alfano sono meno morti e la dignità umana un po’ piu’ derogabile quando la Lega è sua alleata.

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