un blog canaglia

Tag archive

ilva

la carcerazione è un abuso

in politica by

L’arresto preventivo del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido è un abuso. Avallarlo politicamente con le dimissioni coatte, reazionario.

Nonostante nell’avviso di custodia cautelare (pubblicato illegalmente dalla stampa senza sbianchettare dati privati come i numeri di telefono) essa è motivata dalla “pericolosità e spregiudicatezza” degli indagati, l’ipotesi paventata dal gip di inquinamento delle prove e reiterazione, non essendo la condizione di Presidente della Provincia in sé criminogena, poteva essere evitata con l’arresto domiciliare. Cosi come per Girolamò Archinà, licenziato da Ilva ad agosto, ristretto cautelarmente in carcere da sei mesi nonostante le incompatibili condizioni di salute.

La carcerazione preventiva infatti è un’extrema razio per esigenze eccezionali cui ricorrere quando ogni altra misura, come ad esempio i domiciliari, risulti inadeguata. E invece in Italia è diventato un modo per estorcere confessioni e chiamate in correità, una tortura quindi, nonchè troppo spesso l’unico modo per far espiare la pena agli indagati a fronte dell’insostenibile durata dei processi molti dei quali non vedrà mai la fine, e trasformando cosi chiaramente gli arrestati prevenitivi in condannati preventivi. Per questo il dato non può che essere allarmante: il 40 per cento, ovvero 30 mila detenuti, sono in carcere per custodia cautelare, e secondo le statistiche del ministero la metà di loro verrà dopo anni estenuanti di processo, dichiarata innocente. Tutto questo andando ad incidere sulla illegale situazione delle carceri e della giustizia italica.

A maggior ragione in questo caso in cui la decisione di utilizzare il grado massimo di custodia cautelare ha innescato l’effetto immediato dello scioglimento di un organo elettivo.

 

L’arresto preventivo, ripreso in diretta dalle telecamere già informate di quanto stava per accadere, ha infatti costretto Florido, un semplice indagato, a dimettersi, subordinando cosi la volontà degli elettori a un’azione preventiva della magistratura.

Inutili risultano le dimissioni, a seguire, degli assessori, essendo gia caduta quindi la giunta. Male quelle dei consiglieri e dei partiti di maggioranza: non ha senso esprimere solidarietà umana, come nei loro comunicati, se non se ne rispetta anche politicamente l’innocenza fino a prova contraria. Non rientrando nei poteri del Gip, hanno in questo modo loro, nei fatti, permesso che un’azione ripetiamo preventiva della magistratura sovvertito la sovranità popolare.

Nulla ha insegnato, in particolare al Pd, solo per fare l’ultimo esempio, la vicenda di Ottaviano del Turco, anche lui arrestato preventivamente, dimessosi facendo cadere la giunta abruzzese, scaricato dal partito, e le cui accuse stanno ora nel processo, a distanza di 5 anni,  sgretolandosi dopo aver distrutto umanante e socialmente un uomo, e politicamente anche la volontà degli elettori.
Anche in quel caso solo i radicali, specie attraverso radioradicale che sola dall’inizio ne ha pubblicizzato tutte le fasi del processo, ne hanno sostenuto dal primo momento le garanzie.

Cosi come, da quando nel comizio di Marco Pannella a Taranto nel 93, contro la cassaintegrazione di aziende decotte come l’Ilva ne proponeva la conversione e il salario minimo garantito, da anni i radicali denunciano l’illegalità stragista compiuta a Taranto. Per questo hanno votato contro ad entrambi i decreti definendo l’ultimo eversivo, e sono stato l’unico partito presente con le bandiere a tutte le manifestazioni di Taranto per l’ambiente, perché credono che questa città debba rientrare dalla strage di legalità che si è fatta in questi anni, e che di questo debbano occuparsi, ognuna per i suoi doveri, politica e magistratura.

Come dal crimine deve rientrare anche il carcere di Taranto, che hanno visitato l’ultima volta a febbraio (la volta prima era agosto) con L’onorevole Rita Bernardini (non avendo più deputati radicali in Parlamento, ora chiedono ai consiglieri regionali e parlamentari eletti di accompagnarli), denunciandone le illegalità anche attraverso tantissime interrogazioni.
Per questo ci aspettiamo che il Presidente Florido esca da li quanto prima, come tutti i malcapitati agli arresti preventivi senza giusta necessità e tutti i detenuti ristretti in condizioni disumane per cui continuiamo a invocare un’amnistia. Ogni ora in più lì dentro è pericolosa. E speriamo, che alla sua quanto prima scarcerazione, avendone verificato sulla propria pelle le condizioni, anch’egli si affianchi alla lotta radicale per il rientro delle carceri, della giustizia e dello stato nella legalità.

Berlusconi non è Tortora, se non altro perché a differenza sua non è stato in carcere, Ottaviano del Turco e Gianni Florido forse si.

 

gianni-florido-arrestato-ilva

Appello ai cittadini che lottano in difesa dell’ambiente di Taranto

in politica by

Ad Angelo Bonelli

Alessando Marescotti

Fabio Matacchiera

Annamaria Moschetti

 Rossella Balestra
E tutte le associazioni e i cittadini che lottano in difesa dell’ambiente e della salute di Taranto

Da giorni state compilando e diffondendo black liste con i nomi dei politici antiTaranto. Quelli che hanno votato per il decreto Salva Riva, quelli al telefono con i dirigenti Ilva, quelli che hanno beneficiato dei loro interventi, quelli che nascondono le mappe, che hanno autorizzato la produzione, quelli che hanno omesso i controlli.

Operazione verità la chiamate.

Io vi chiedo, allo stesso modo, di far conoscere e ricordare la white liste. Quelli che anche non tarantini hanno lavorato per le vostre stesse battaglie.

Tra questi ci sono i Radicali, al vostro fianco e portavoci parlamentari di tante vostre lotte, e l’archivio online di radioradicale ne conserva testimonianza.

Solo grazie alla spinta dei deputati radicali si sono avviati in parlamento le iniziative per ostacolare l’allungamento dei termini per la riduzione dei limiti del benzoapyrene, la dura opposizione al rilascio dell’Aia, le denunce su Tempa Rossa, il contrasto all’eolico selvaggio in terra ionica, smisurate sono le interrogazioni, interventi in aula, mozioni e proposte per la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei tarantini.

Inoltre solo il gruppo parlamentare radicale ha votato compatto sia alla Camera che al Senato contro il decreto Salva Riva e il Salva Taranto (non avendo fino ad allora, diversamente dall’idv, mai votato contro la fiducia a Monti).

Tutto partendo dalla proposta radicale, risalente gia agli anni 80, di riconversione del sito di Taranto.

Capofila di queste battaglie, e tantissime volte presente ad iniziative comuni sia a Taranto che a Roma, è stata la deputata radicale che voi ben conoscete, la stampa tarantina molto meno, Elisabetta Zamparutti.

E’ lei la capolista alla Camera per la lista che i Radicali presenteranno alle elezioni. Presenteranno perchè prima hanno bisogno di raccogliere le firme. E come sempre tra i pochi a rispettare la legalità in tutti i suoi aspetti, a cominciare dal processo elettorale, i radicali le prendono solo pubblicamente alla presenza di autenticatori e solo a liste complete e pubbliche.

La scedenza per la consegna è fissata per lunedì 21, se entro quella data non avremo tutte le firme necessarie Elisabetta Zamparutti, il deputato tarantino Maurizio Turco (capolista Senato), e tutti i Radicali non potranno neppure candidarsi alle elezioni.
Vi chiedo di aiutarci nella raccolta per continuare a difendere Taranto, la democrazia e lo Stato di diritto.

A Taranto è possibile firmare presso l’ufficio elettorale in via Plino, e sabato pomeriggio presso il centro commerciale Auchan.

Sabato mattina invece raccoglieremo le firme presso il Carcere di via Speziale, perchè anche i detenuti hanno diritto alla salute.

Immagine 651

LISTA PD. LA NOTTE DELLA TARANTA

in politica/ by

“Vogliono prendermi per stanchezza. Ma devono sapere che il sottoscritto fa ballare ogni anno 200mila persone fino all’alba”. Sergio Blasi, il segretario regionale pd puglia. Annuncia le dimissioni alle 2 di notte. Al mattino le ritira. #lanottedellataranta

«E’ un manicomio!» dice l’assessore regionale del pd Fabiano Amati «Prima Blasi si dimette (le dimissioni le definisce “IRREVOCABILI”). Dopo qualche ore passa ad un comunicato di precisazione,  e sul testo del primo comunicato (pubblicato sul sito del PD pugliese) scompare l’aggettivo “irrevocabili”. Dopo qualche minuto è diventato impossibile leggere queste ‘perle’ perché il sito del PD pugliese è entrato in tilt. Sarà che nemmeno il web ha sopportato questi scossoni?»

Tutto per la composizione delle liste. “Tradito lo spirito delle primarie” motiva il Segretario.
Sarà per l’imbucamento di numerose schede false ad opera di alcuni candidati alle primarie, voci provenienti soprattutto dal tarantino, brogli cui non si sono risparmiati neppure i sedicenti renziani (ricordiamo che lo scorso anno l’attuale sindaco di Taranto aveva rifiutato di fare le primarie perchè “quelli del pd imbrogliano”)?
No, piuttosto perchè i dirigenti nazionali “hanno invaso le liste pugliesi di immigrati del nord”. Eppure come una “grande risorsa” era stato visto invece dai dirigenti regionali lo sbarco in Puglia di Anna Finocchiaro.

Gli attriti sono cominciati con l’inserimento nella lista dei 6 nomi blindati arrivati da Roma. In 4, tra cui Annapaola Concia, erano finiti in fondo, seppur in posizione elegibbile, per favorire gli eletti alle primarie. Anche se non si capisce per quale ragione Nicola Latorre invece, anche lui extraprimarie, sia da subito schizzato secondo al Senato dopo Finocchiaro. Da li parte la dura polemica anche della Concia, arrabbiata con i pugliesi che a suo dire l’avevano esclusa.

In realtà era stata solo retrocessa per far scorrere in alto e mettere al sicuro Ludovico Vico, il deputato tarantino che intercettato al telefono con il dirigente Ilva Archinà diceva di dover fare uscire il sangue a Della Seta (collega pd ufficialmente escluso dalle liste). E’, tra l’altro, la diretta conseguenza di cieche primarie su collegi provinciali che incoronano i padroni delle tessere a danno di ottimi parlamentari dal piu ampio respiro nazionale ma privi di feudo.

Alla base di questi fumi ci sono sicuramente i sondaggi delle ultime ore che vedono il pd in calo e quindi il dubbio non del tutto infondato che i seggi che si otterranno saranno in realtà meno di quelli promessi (potrebbe un accordo in extremis coi radicali farli recuperare?”).

Siamo certi che l’unanismo lapiriano avrà la meglio e, come sempre, presto saranno tutti d’accordo.

Rimane quella brutta frase del segretario pugliese contro “gli immigrati del nord”.

Che per essere un buon parlamentare non serve essere per forza pugliesi, a maggior ragione che per Costituzione ogni membro del Parlamento deve rappresentare la Nazione, non una regione.

E i pugliesi questo dovrebbero saperlo bene, tantochè gli unici a non votare l’eversivo decreto salvailva sono stati proprio parlamentari non pugliesi.
Alla fine il risultato è cio che una dirigenza sorda, prepotente e molto poco democratica, ha maturato in questi anni, e ciò che militanti finora quiescenti le hanno permesso.

Una volta gli immigrati eravamo noi.

 

aggiornamento delle 22. ecco la lista.
Esce Concia, entra Scalfarotto. #bastachesiagay
taranta2011

Taranto libera. Dai piazzale Loreto.

in Articolo by

IL 15 dicembre sarò in piazza a Taranto a manifestare contro il Decreto Salva Riva.

Contro un atto eversivo compiuto con il beneplacito del Presidente della Repubblica.  Manifesterò perché non può e non deve passare inosservato come fatto compiuto ed indiscutibile, la decisione del Governo che dissequestra gli impianti mortali dell’Ilva, sequestrati da un gip per fermare il disastro in corso. Mi auguro che un dibattito e una presa di coscienza si manifesti e si arrivi presto a constatare che tutta questa abilissima costruzione politica sta precipitando il nostro Paese in una spaventosa crisi di legalità.

Manifesterò da Radicale. Quale sono. Iscritta al Pd. Non per questo non mi sento membro della società civile alla quale gli organizzatori della manifestazione hanno rivolto l’appello, non volendo bandiere e simboli.

Gli organizzatori conoscono, perchè spesso condotte insieme, le posizioni e la lotta dei radicali sulla questione Taranto, da anni. Dalla legge per i limiti del benzoapyrene, al contrasto all’Aia, alle denunce su Tempa Rossa, alla decennale proposta di riconversione.

Gli stessi organizzatori della manifestazione che stanno raccogliendo ufficiali “Black list” e “white list” in un cui inseriscono i politici in base alle loro posizioni, hanno diffuso quella del voto alla pregiudiziale di costituzionalità sul decreto salva Riva in cui solo 15, tra cui tutti i deputati radicali, hanno votato contro il decreto.

Sono radicale, e sono fiera del voto dei miei compagni in aula. E ho anche apprezzato l’intervento di alcuni deputati del PD, su tutti l’on. Alessandro Bratti, che non condividendo il decreto ha provato nel miglior modo possibile a recuperarne qualcosa di utile per l’ambiente la salute e la vita.

E non capisco perchè adesso dovrei nascondere la mia bandiera. E sono contraria alle liste. Bianche nere o gialle. Rievocano uno stampo anch’esso eversivo e altrettanto pericoloso di regimi passati.

I manifesti e gli slogan che ho visto girare anche alle scorse, importanti, manifestazioni a Taranto: “Clini un tumore ti cambierebbe le idee”, “arrestateli”, “non votateli”, “vergogna”, a segnare come caccia alle streghe i volti di politici e istitituzioni,  possono banalmente trasformarsi nel preludio di nuovi piazzali Loreto. Quella banalità del male che ci descrisse Hannah Arendt.

Parteciperò da Radicale, ma non sarò dietro quei manifesti e lotterò contro quel fascismo dell’antifascismo che qui e ora rischia precipitosamente di diventare fascismo dell’ambientalismo.

ll nostro urlo deve essere vita, suscitando e governando responsabilità, speranza e dialogo.

Per prima cosa occorre diventare la proposta per evitare che nuovi Piazzali Loreto appaiano necessari, giusti, inevitabili.

Occorre mostrare che qui a Taranto è possibile (e che lo si vuole, dopo più mezzo secolo) voltare pagina, con la forza e la civiltà della nonviolenza, della ragionevolezza, della giustizia, della legalità. E non della vendetta.

Offrendo a quelli che dovranno pagare per i loro errori, contemporaneamente, la prova che saranno anch’essi chiamati a dare una mano alla così difficile costruzione del nuovo, della vita, della legge, se lo vorranno, se lo sapranno.

 

striscione manifestazione taranto
striscione manifestazione taranto
Volantino di un gruppo degli organizzatori della Manifestazione Taranto Libera 15 dicembre
Volantino di un gruppo degli organizzatori della Manifestazione Taranto Libera 15 dicembre
volantino cittadini e lavoratori liberi e pensanti
volantino cittadini e lavoratori liberi e pensanti
Volantino di Fabio Matacchiera, uno degli organizzatori della manifestazione
Volantino di Fabio Matacchiera, uno degli organizzatori della manifestazione

 

 

Emiliano chiede a Napolitano di non firmare decreto Ilva. E al PD?

in politica by

Michele Emiliano, il Sindaco di Bari e Presidente regionale del Pd, il magistrato in aspettativa per la politica che dice “se non servo piu qui torno al mio lavoro di magistrato“, oggi scrive sulla sua bacheca fb “Il decreto sull”ILVA è totalmente incostituzionale. Uno scempio del diritto dopo lo scempio dei tarantini. Spero che il Presidente della Repubblica non lo firmi.

Ora oltre a Napolitano quel decreto deve passare anche da Camera e Senato.
Perchè Michele Emiliano non chiede anche al suo PD di non votarlo?

Sempre oggi Michele Emiliano inviava sms chiedendo di votare Bersani per le primarie. Sa Michele Emiliano che Bersani è favorevole al decreto Ilva e che i suoi colleghi intervenuti per il PD durante l”informativa di Clini in Parlamento (Ventura alla Camera e Latorre al Senato) si sono espressi a favore di quel decreto?

E sa Michele Emiliano che, a proposito “dello scempio dei tarantini” di cui parla, l”unico parlamentare tarantino del pd Ludovico Vico, il Presidente della Provincia di Taranto (pd) Gianni Florido, e persino il sindaco di Taranto che lui ha sostenuto durante la campagna elettorale, tutti per Bersani, sono nell”inchiesta “Ambiente Venduto” con le telefonate che avevano con i dirigenti Ilva indagati?

“Siamo brava gente”, come dice Bersani, e Michele Emiliano è in aspettativa.

Clini dice il falso. Ma Travaglio?

in politica by

Clini dice il falso.

E dopo averlo detto alla Camera, lo ha ripetuto anche al Senato, al tg1 e a Servizio pubblico.

Nè i parlamentari nè i giornalisti presenti lo hanno smentito.

Secondo la versione riportata da Clini quindi, la Procura di Taranto ha sequestrato l’area a freddo di Ilva, e questa operazione ha impedito a Ilva di operare il risanamento dell’area a caldo e quindi ottemperare le prescrizioni di Aia.

Questo è l’assunto su cui si è costruito il Decreto “salva Ilva” (perchè quello “salva Taranto” lo avevano già votato di necessità e urgenza 2 mesi fa, necessità e urgenza cosi forti che di quel decreto ancora non si è visto nulla, e già ne approvano un altro).

Un decreto costruito sul falso.

Questa mattina, nel silenzio di politici e giornalisti, sia romani che tarantini, è stato lo stesso Procuratore di Taranto Sebastio a dover intervenire sulla stampa per smentire Clini.

 

Quindi ripetiamolo. Clini dice il falso.

E però.

Nella puntata di ieri sera di Servizio Pubblico, Travaglio e Santoro continuavano ad insistere sull’esistenza di un’ interccettazione che vedrebbe Archinà, l’uomo relazione esterne di Ilva dichiarare a telefono “Clini è uomo nostro”.

Intercettazione subito smentita da Clini e dallo stesso Procuratore Sebastio.

“Non è depositata” la giustificazione di Travaglio e della Gazzetta del Mezzogiorno, quindi non rilevante per le indagini secondo la Procura, ma c’è.

 

E allora, se non è depositata, Travaglio e Gazzetta, come fanno a conoscerla?

 

ILVA: CLINI DICE IL FALSO

in politica by

Cosi ha relazionato alla Camera nell’informativa urgente sugli sviluppi Ilva:
il 26 novembre dovevano avere inizio nello stabilimento di Taranto le operazioni di risanamento ambientale stabilite sulla base dell’autorizzazione integrata ambientale.
Invece, il 26 novembre la procura della Repubblica e il GIP, accogliendo la richiesta della procura della Repubblica, hanno disposto il sequestro dell’area a freddo dello stabilimento, ovvero hanno disposto il blocco delle attività a valle dell’area a caldo, che da un punto di vista tecnico vuol dire il blocco delle attività di produzione.
È come – per spiegarmi – se avessimo un impianto di imbottigliamento dell’acqua minerale con le bottiglie che girano nel binario di caricamento e l’acqua che non viene. Sostanzialmente l’intervento sull’area a freddo blocca lo stabilimento, ovvero blocca la possibilità che vengano avviate le iniziative stabilite dall’autorizzazione integrata ambientale per il risanamento dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto.
Questo è quello che si può descrivere in due parole. I dettagli sono molti, ma insomma è per essere molto sintetici.
Questa situazione ha degli effetti importanti dal punto di vista ambientale, perché, per esempio, ritarda tutti gli interventi già previsti per eliminare ora, cioè nel mese di novembre e nel mese di dicembre 2012, le sorgenti di rischio più immediate, per chiudere un altoforno che doveva essere chiuso e per cominciare a chiudere alcune delle batterie della cokeria”.

Quindi Clini ha dichiarato in aula che la Procura ha sequestrato l’area a freddo, e che in seguito a questo sequestro Ilva non può operare secondo Aia risanando l’area a caldo. FALSO!

La Procura ha sequestrato la produzione realizzata in violazione della legge.
A seguito di questo provvedimento Ilva ha annunciato di chiudere le aree non sottoposte a sequestro.

Quindi Clini fa passare alla Camera, in accordo con la maggioranza dei partiti presenti, l’informazione che è stata la procura a chiudere Ilva e a ostacolare il risanamento degli impianti. Falso. L’annuncio di chiusura e la messa in libertà degli operai è stata una decisione esclusivamente e totalmente di Ilva.

Pdl, Pd, Udc, Fli, e gli altri gruppi (tranne Lega Nord, Idv e radicali) che si sono espressi attraverso i deputati che hanno risposto in Aula all’informativa di Clini elogiando la sua relazione e ringraziandolo per il suo operato, hanno detto il falso insieme a lui.

Basta. Non ci prendete più in giro!

Go to Top