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La cricca dei tuttologi

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Giovedi scorso a Servizio Pubblico e’ andato in scena lo show di Gino Strada sugli ormai famosi cacciabombardieri F 35 che il nostro paese, membro della NATO, si appresta ad acquistare. Gino Strada, in virtu’ del suo lavoro di medico di guerra (mestiere che gli riesce molto bene), e’ stato ormai proclamato dalla cricca-che-la-guerra-e’-brutta esperto di relazioni internazionali, difesa e antiterrorismo (mestiere che gli riesce molto meno bene). La cricca-che-la-guerra-e’-brutta e’  parente della cricca-che-il-nucleare-e’-brutto e la cricca-che-l’euro-e’-brutto. Che si parli di strategie di difesa, di approvvigionamento energetico o di assetto monetario, le suddette cricche danno lezioni di ingegneria, fisica o macroeconomia. E cosi’ si finisce un giovedi’ sera sul divano a sentire il Gino Strada di turno disquisire delle caratteristiche tecniche degli F 35 (“si crepano, sono una fregatura”), il Pecoraro Scanio di turno affermare che la settima potenza industriale puo’ andare avanti a solare ed eolico (“il nucleare non conviene, abbiamo il sole che e’ gratis”) o il Beppe Grillo di turno a pontificare sull’uscita dall’euro o il default felice sul debito pubblico, magari indicando l’Argentina come glorioso esempio.

In realta’ dietro tutto questo disquisire di aspetti tecnici si cela un’avversione ideologica. Gino Strada parla delle crepe degli F 35 ma in realta’ secondo lui dovremmo smantellare l’esercito e vivere tutti in pace come fossimo in Imagine di John Lennon. Pazienza se poi Putin, Bin Laden o la Corea del Nord non sono proprio della stessa idea: possiamo sempre farci difendere aggratis da quei gonzi degli americani. Allo stesso modo Pecoraro Scanio non vorrebbe il nucleare nemmeno se gli provassero che e’ la fonte di energia piu’ pulita e conveniente. E Grillo non vorrebbe l’euro nemmeno se senza finissimo in mutande senza perche’ l’euro e’ lo sterco della finanza.

Come sul nucleare e l’ingresso nell’euro , io vorrei che oggi a decidere quali e quanti cacciabombardieri ci servono fossero degli esperti di cacciabombardieri, di difesa, di antiterrorismo e di relazioni internazionali. Posto che  abbiamo un esercito e siamo nella NATO, il modo in cui ci stiamo dev’essere deciso dal governo e dal Parlamento. Li abbiamo eletti apposta per prendere decisioni su cui noi non abbiamo le competenze necessarie ne’ il tempo di acquisirle.

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