un blog canaglia

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Euro2012

Sì, però il pallone è arte in sé

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Sì, Danzica, non morire per…il corridoio, l”attacco alla Polonia (ma era il 1 settembre).

Sì, il 22 giugno: parte l”operazione Barbarossa. L”attacco nazi alla Russia. Ma era proprio oggi.

Sì, la Grecia, cui noi non spezzammo le reni, poco ci mancava che i Greci ci facessero a pezzi, e ci vollero i tedeschi per ammazzarli (qualche storico militare valuta come decisiva sull”esito della guerra la defaillance italiana in Grecia… ho letto ma non ricordo dove).

Sì, la Grecia, incapace di custodire i suoi tesori di storia e arte, soprattutto nelle parole di chi quel patrimonio gliel”ha predato (noi ce lo prediamo da soli).

Sì, la Grecia che come noi stessa faccia stessa razza, stesso sciupìo di pubblici danari e stessa incapacità di autogovernarci. Sporchi, indisciplinati, fumatori.

Sì, il Nord contro il Sud, l”Europa settentrionale contro il mediterraneo, il credito contro il debito. E… “il derby dello spread”, Dio vi perdoni.

Sì Davide e Golia, ma Davide non doveva soldi a Golia così tirò a mano più libera, figurarsi se un ebreo si indebitava con uno con quelle spalle.

Sì, un bel riscatto per la povera Grecia, se… se cosa? La palla è rotonda.

Sentite, è tutto vero. Però adesso prendete la retorica, mettetela nel cesso e tirate la catena della memoria. Una partita di pallone è solo una partita di pallone. 22 ragazzi che provano a superarsi.

Anche perché cinque pasti al giorni li faccio pure io e avrei problemi a rinfacciarli domenica agli inglesi.

Cattivi titolisti, alla larga:  lasciate al pallone la sua sovranità estetica e magica. La storia no, grazie, soprattutto sotto forma di cattiva memoria (C”è qualcosa di trombone e ignorante in tutta questa revivalistica).

 

Immagine: Johann Joachim Winckelmann, dipinto da Anton Raphael Mengs (ca. 1755) – da noi trovato e rubato in Wikipedia

 

 

 

Finisce che tifo contro

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Facciamo che l’Italia, alla fine della fiera, vince gli europei.

Facciamo che si va in strada, si strombazza, si festeggia, qualcuno si ubriaca e qualcun altro si fa un bagno nella fontana del paese.

Però, per pietà, non facciamo che viene fuori la solita storia degli italiani che hanno vinto proprio nell’anno dello scandalo scommesse, degli italiani che si esaltano nelle difficoltà, degli italiani che quando il gioco si fa duro mostrano al mondo di che pasta sono fatti, degli italiani un po’ mascalzoni che ci hanno bisogno di stimoli e via giù per analogia tutto il resto compresi la costituzione più bella del mondo la dieta mediterranea le donne che come sono belle qua non sono belle da nessuna parte il fascino del maschio latino l’inno di Mameli che l’ha cantato pure Cassano si vede dal labiale il bel clima che conta eccome se conta infatti in Svezia i mezzi pubblici funzionano però sono tristi Dante Alighieri la vera storia della pizza margherita Benigni  quando fa caldo bisogna mangiare tanta frutta e quale miglior posto di questo l’italian style l’angelus del papa le repubbliche marinare il made in Italy il mago Zurlì col coro dell’Antoniano che canta il valzer del moscerino.

Per pietà, no.

Altrimenti finisce davvero che tifo contro.

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