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Decadenza

Berlusconi e il benaltrismo.

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Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del benaltrismo.

Il benaltrista è un tizio che, quando si discute di qualunque problema, scuote la testa e con fare provocatorio, sentendosi un vero anticonformista, spara una bella frasona originale: “Eh! Ma non sono questi i problemi!”. Su qualunque avvenimento politico o sociale il benaltrista formula una sola diagnosi: “Eh! Certo non risolve tutti i problemi!”.

Ieri il benaltrista ha ricevuto come manna dal cielo la notizia della decadenza di Berlusconi, per poter esercitare le sue doti da raffinato commentatore politico: “I veri problemi stanno altrove!”. Oppure: “Inutile che gioiate! Rimaniamo nella merda!”. Ed il mio preferito: “Berlusconi decaduto? PECCATO che TUTTI gli altri problemi rimangano!”

No! Ma davvero?

Porca paletta, ed io che stavo per aprire i rubinetti sperando che ne uscissero finalmente nettare e ambrosia! Stavo per andare in banca convinto che da oggi potessi chiedere che mi raddoppiassero il saldo del conto corrente! Quindi volete dirmi che – davvero – ora che Berlusconi è decaduto non si azzera il debito pubblico e non si decuplica il tasso di occupazione?

Per la miseria, fortuna che ci siete voi ad aprirmi gli occhi!

Non sarebbe un po’ meno superficiale pensare che chi esprime sollievo perché Berlusconi è stato espulso dal Senato – in applicazione di una legge, non del regolamento del Monopoli – sa benissimo che ci sono mucchi di altri problemi? Non per il nostro sussiegoso benaltrista, lui ha deciso che oggi deve illuminarvi minimizzando la questione della decadenza.

E qui casca il benaltrista, perché se è vero che rimangono centinaia di problemi più seri, come al solito tendiamo a sottovalutarne uno: non esistono una società ed una economia libere se non dove le leggi vengano rispettate. L’arbitrio e l’impunità dei potenti sono associati a regimi dispotici dove, guarda caso, di solito il sistema economico generale langue e la ricchezza rimane concentrata nelle mani di pochi satrapi.

La vera sconfitta di ieri, cari tutti, non è dettata dal fatto che Berlusconi non sia stato sconfitto con le armi delle politica, come i nostri geniali commentatori politici usano dire da anni. La nostra sconfitta è che c’è voluta una legge per espellere dal Parlamento – dopo una condanna in Cassazione a una pena detentiva – un signore che, in qualunque altra democrazia, dati i carichi pendenti e i conflitti di interessi, in Parlamento non ci sarebbe dovuto proprio entrare da anni.

Invece noi il suddetto signore, in nome di un supposto garantismo pro-potente (magari fossimo garantisti così con tutti), lo abbiamo fatto candidare ed eleggere e nominare Presidente del Consiglio, oltre a fargli fare da azionista di maggioranza di diversi governi tecnici, per circa due decenni. E chiunque si azzardava a dire qualcosa si sentiva dire: “Dovete sconfiggerlo con le armi della politica!”.

Come se la politica venisse prima dell’applicazione della legge, come se in qualunque altro Paese civile fosse anche solo ipotizzabile sentire una frase simile.

I problemi sono altri? Certo, cari: il primo problema è che siamo un Paese che ha un concetto di legalità da Basso Impero, dove chi ha i mezzi, è ricco, conosce, è potente viene percepito al di sopra della legge. E tutti gli altri, cazzi loro!

Beh, dato che abbiamo iniziato  parlando di chi dice ovvietà, ve ne dico una anche io: questo è un concetto incompatibile con qualunque sistema sociale ed economico sano. Santé

Berlusconi vota per la decadenza…

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L’ultimo video di Berlusconi è praticamente un collage: un greatest hits di tutti i suoi discorsi o interventi degli ultimi vent’anni.

La magistratura politicizzata, la sinistra antidemocratica, l’amore che vince sull’odio, l’appello a dargli la maggioranza dei voti, persino il ritorno a Forza Italia: un medley di tutto il suo repertorio.

L’unico messaggio nuovo è: “Continuerò a fare politica anche in caso di decadenza dal seggio al senato” si può fare politica “anche senza essere in Parlamento: non è il seggio che fa un leader ma è il consenso popolare“.

Berlusconi quindi ci conferma che la sua decadenza e la sua incandidabilità in base alla legge Severino non lo taglieranno fuori dalla politica e quindi non saranno quella irremediabile lesione della democrazia che vorrebbero farci credere i suoi sostenitori.

Noi lo sapevamo già, Silvio, ma se ce lo dici pure tu non possiamo che prenderne atto… Buona decadenza, allora! Santè

 

“Opportuni accertamenti”

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Non ci  sono dubbi sulla costituzionalità della legge Severino” ma si possono fare gli “opportuni accertamenti”.

Mi sembra che basti questa semplice frase di Mario Monti a spiegarci di cosa stiamo parlando.

Tutti – nel loro cuoricino – sanno che la legge Severino è perfettamente costituzionale, che il principio di irretroattività della legge penale non si applica alle sanzioni extrapenali e che la legge, votata dal Parlamento neanche un anno fa, non limita le prerogative del Parlamento, perché è una semplice autolimitazione che il Parlamento si è dato.

E però…

Però si facciano gli “opportuni accertamenti”.

Caro Mario Monti, cari tutti. Se una legge è costituzionale, il Parlamento – che l’ha votata – è tenuto ad applicarla, come già la ha applicata senza che a nessuno venisse in mente di sollevare dubbi pretestuosi. Perché se “non ci sono dubbi” di costituzionalità, ogni ulteriore “accertamento” è del tutto inopportuno, non essendo altro che un pretesto per allungare il brodo.

E quale sia il motivo per cui vi proponete di allungare il brodo lo sappiamo tutti. Santè

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