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Sulle spiagge il PD inventa il partito “double-face”

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Premessa: non vi fate ingannare dal fatto che parlare di Ostia dà un po’ l’idea di occuparsi di un fatto locale, periferico, marginale.
Non è affatto così.
Intanto perché Roma è la capitale, e quindi il suo affaccio sul mare, come dire, ha una certa importanza; ma soprattutto perché quello che succede a Ostia, l’intreccio ormai inestricabile tra politica, malaffare e criminalità, è emblematico dei problemi di tutta Roma, che a loro volta sono emblematici dei guai di questo povero paese.

Allora, a Ostia (tra le altre cose) accade più o meno questo: le concessioni balneari, quelle che vengono date ai gestori degli stabilimenti, sono perlopiù nelle stesse mani da decenni; e molti di quelli che le detengono, non paghi di averle e di poterle utilizzare pagando spesso canoni irrisori e chiudendo (illegalmente) il mare a orario come se si trattasse del loro negozio, negli anni hanno commesso abusi edilizi e ambientali di ogni tipo senza che nessuno alzasse un dito per dir loro alcunché.

Quando questa roba (che i radicali denunciano da anni, by the way) ha iniziato a venir fuori dopo il commissariamento del municipio di Ostia per mafia, a Roma è iniziata la consueta corsa a chi strillava più forte e si indignava, in nome della legalità, contro la criminalità che si era impossessata del litorale: una corsa (e come ti sbagli) capeggiata dal PD, in particolare nella persona del senatore Stefano Esposito, nel frattempo nominato Commissario del partito nel municipio.

Ora, per carità, strillare non è di per sé un’opzione censurabile: a patto, tuttavia, che quello che poi si fa non dico coincida perfettamente, ma perlomeno vada nella stessa direzione degli strilli; altrimenti, come suol dirsi, la sensazione è quella di essere presi allegramente per i fondelli.

Ebbene, ieri i deputati del PD (lo stesso partito di quelli che strillano, per capirci) sono riusciti nell’impresa di dare proprio quella sensazione: dando il via libera senza colpo ferire a un emendamento alla legge di stabilità in base al quale i provvedimenti amministrativi (leggasi: revoche) relativi alle concessioni balneari sono sospesi fino a settembre del 2016.

A questo punto, comprensibilmente, uno si chiede: qual è il PD che si candida a governare Roma? Cioè, quale dei due? Quello che strilla per la legalità oppure quell’altro, che continua imperterrito a fare favori agli stessi contro cui ha smesso di strillare un minuto prima?
Sapete com’è, sarebbe interessante saperlo.
A meno di non rassegnarsi all’idea che i nostri amici democratici abbiano avuto un’alzata d’ingegno di quelle geniali, così innovativa da lasciare tutti a bocca aperta: quella di opporre al “partito liquido” entusiasticamente propugnato dai loro avversari un assai più elegante, stiloso e pratico “partito double-face”.
Ne converrete, è roba che si trova solo nelle migliori boutique.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

1 Comment

  1. EMENDAMENTO CANONI CONCESSIONI DEMANIALI
    Nessuna sanatoria per abusi di qualsiasi natura, nessun attentato alla legalità e nessun favore al malaffare. Anzi l’emendamento in questione prevede che la sospensione dei procedimenti non sia applicata per i beni pertinenziali che siano oggetto di procedimenti giudiziari di natura penale”.

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