Storia della moneta infame

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Noi nati alla fine degli anni ’80 siamo i primi a non avere una memoria storica di come l’euro ci sia finito in tasca. Temo, pero’, che non solo a noi che siamo cresciuti con i primi videogiochi decenti, i disegni di Corrado Mastantuono (che belli i Topolino dei ’90!), l’idea che la Serie A e’ la migliore lega del mondo , ci siamo sorbiti l’onda lunga del grunge e abbiamo capito che l’infanzia finiva grossomodo quando due torri crollavano a Manhattan, manchi la memoria storica. Cioe’, noi siamo giustificati: dacche’ leggiamo i giornali e’ una continua discesa nel baratro – iniziata con l’undici settembVe, Dandini, non dimentichi l’undici settembVe. Andavamo alle elementari quando la globalizzazione portava promesse fantastiche di riduzione della poverta’ (poi mantenute), la rivoluzione dell’IT prometteva di renderci tutti piu’ connessi (altra promessa mantenuta), il crollo del Muro, la riunificazione della Germania e la separazione di Jugoslavia e Cecoslovacchia promettevano decenni di pace in Europa (finora mantenuti). Ci siamo svegliati con l’euro, e per me e’ stato solo il fastidio di ricontare i soldi della cassa del fantacalcio, che allora gestivo.

Pero’, tu, che mi leggi. Si, tu, fottuto idiota che hai piu’ di 35 anni e credi a quei quelli che parlano di complotti neoliberisti quando citano l’euro. Tu, che ti meriti Diego Fuffaro e tutto il cucuzzaro, dove cazzo sei stato?

Quando l’euro si e’ discusso e approvato. Quando se ne e’ dibattuto. Io non ricordo, perche’ non c’ero, ho dovuto recuperare andando a ritroso. E ho scoperto che quelli che oggi vengono additati come i peggiori nemici del popolo, difensori strenui dell’euro, sono quelli dello stesso giro che allora avvertivano contro i suoi pericoli: in primis, gli economisti di formazione anglosassone. Erano tutti dubbiosi, perplessi o recisamente contrari: da Modigliani a Friedman, da Lucas a Barro. Erano poi contrari anche alcuni politici conservatori, tra cui la maggioranza di quelli inglesi. E va detto che Maggie non era anti-europea: cercatevi la sua splendida maglietta con cui celebro’ la vittoria del referendum del 1975 per rimanere nell’UE, fresca vincitrice di congresso. Come si reagi’ allora? Tenetevi forte, ne sparo una nuova. I politici, sopratutto quelli di sinistra, reagirono dicendo che gli economisti (a) non sono affidabili perche’ sbagliano le previsioni, (b) parlano cosi’ perche’ (per misteriose ragioni) fanno gli interessi dell’America, che avrebbe da perderci geopoliticamente con una moneta unica in europa. Cio’ varrebbe anche per i conservatori inglesi, ovviamente. Perche’, il baricentro del mondo dal 2002 e’ forse diventato Strasburgo? Boh.

Per un principio riassumibile con l’idea che un conto e’ non salire in cima a un grattacielo, un conto e’ farlo per poi buttarsi di sotto, oggi quasi tutti i contrari della prima ora avvertono contro i danni catastrofici provocati dall’uscita: fuga di capitali, fallimenti a catena prima nel settore finanziario e poi in quello reale, deprezzamento della ricchezza privata, probabile default pubblico. Potremmo arrivarci comunque da dentro l’euro, ma se vogliamo accelerare la strada e’ quella. Eppure, oggi, chi lo dice viene additato come chi l’euro ha sempre difeso.

Ecco, sarebbe interessante vedere, tra i novelli no-euro di professione, cosa dicevano costoro sull’eventualita’ di una valuta unica. A intervalli di 5 anni, partendo dal 1990. Secondo me qualcosa di carino viene fuori. Magari, come negli anni ’90, si scopre che alla fine e’ colpa dei testi violenti di Marylin Manson.

marilyn manson-the last tour on earth-inside

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

9 Comments

  1. 1) ai primi videogiochi decenti ci giocavamo già negli anni ’80
    2) sono un over 35. il percorso di introduzione dell’euro è stato iniziato nel 1992. Avevo 17 anni. Il tasso di cambio fissato nel 1999. Ero in piena università. Nel 2002 l’arrivo nei bancomat era solo una formalità decisa da mò. E mi laureavo quell’anno. Meglio che alzi i paletti anagrafici della colpa, va…

  2. D’accordo su tutto, ma che la globalizzazione abbia diminuito la povertà…abbi pazienza. Non dico che un discorso simile non possa stare in piedi facendo alcuni sofismi e considerando alcuni indici, ma in generale resta un fallimento (risaputo e voluto) totale. Va bene il pensiero critico e va bene cercare sempre di tenersi lontano dal grande pensiero unico, ma non fino al punto di negare la realtà delle cose.

  3. Ho due dubbi: il primo è che si tratti di dati in valore assoluto. Non li ho analizzati in dettaglio, ma ho paura che le cifre siano gonfiate come, ad esempio, i record di incasso negli stadi che, vista la crescita costante dei prezzi dei biglietti, possono aumentare anche al diminuire delle presenze. Preciso che non sto polemizzando, ma ritengo difficile che la maggiore ricchezza possa compensare e addirittura più che compensare le variazioni delle ragioni di scambio, i dazi diretti e indiretti per l’acquisto di materie prime e di sostentamento (che sono quasi assenti sui beni superflui, come quelli tecnologici). Da qui il mio secondo dubbio: potrebbe essere che in un paese del terzo mondo si possano acqustare più lettori DVD che in passato, a fronte, però, di meno farina, acqua, ecc. Un saluto.

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