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La vendetta di Edgardo, stagnaro digitale

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La mia faccia non la conosci, e non la conoscerai mai, ma io sono un piccolo dio. Sto scrivendo queste righe da una postazione traballante in un internet café di San Andres, vicino a Manila. E’ stato il mio amico Alberto a parlarmi del lavoro alla MyDesk: basta masticare un po’ di inglese e saper usare (un minimo) il computer. Di che si tratta? Veramente semplice: non devo far altro che collegarmi su internet, impostare le mie credenziali in un certo sito, e guardare migliaia di fotografie e di video. Quali? Ma quelli che alcuni di voi caricano sui loro profili sul social network. Ci sei?, si tratta di immagini… un po’ particolari. Sì, hai capito bene, proprio quelle che qualche altro utente su Facecook ha ritenuto “offensive”.

“Offensivo”. Concetto generico, discutibile, lo so, ma, alla MyDesk hanno le idee abbastanza chiare. A me sembrano patetici, questi americani: dal loro punto di vista puoi pubblicare fotografie di escrementi umani, ma non immagini di una donna che allatta il suo bambino. I crani spaccati sono ok, e anche le immagini con un sacco di sangue, ma attenzione alle immagini ritoccate con il photoshop. Facecook è ormai in grado di riconoscere le persone dalla loro faccia, basta “taggarle” qualche volta. Ma anche il software più sofisticato non riesce a ragionare sul contesto, che so, per capire se una certa battuta razzista che compare sul commento di un’immagine sia sarcastica o meno. Qui entriamo in gioco noi, la pattuglia di stagnari che puliscono la vostra merda digitale. Per poco più di tre euro l’ora, ci mettiamo davanti ad uno schermo a vedere tutte le porcherie che producete e delle quali andate oltretutto talmente fieri da volerne rendere partecipi i vostri “amici”. In questi tre mesi di lavoro, ho avuto la prova di quanto sia disgustosa la natura umana. Non a caso, la notte faccio fatica a dormire. Mentre me ne sto sdraiato nella mia cuccia maleodorante, con gli occhi sbarrati, maledico il destino che mi ha fatto nascere in questa putrida bidonville: mi fanno compagnia i terabyte di immagini e di suoni che pazientemente ho dovuto farmi passare davanti agli occhi per portare a casa poco per ottenere in cambio tre monetine dall’uomo bianco. Un carnevale degli orrori digitali: la soldatessa che tortura i prigionieri, il Corano gettato in una sentina, apologie dei peggiori dittatori, parole come pietre contro ebrei, omosessuali, cristiani, musulmani, uomini che infieriscono su animali, bulli che fanno saltare i denti a sfigati, un ritardato mentale abbandonato sopra una tettoia senza parapetto, mentre i compagni di classe si scompisciano dietro la finestra da cui lo hanno fatto uscire, una coppia che adesca i bambini, un uomo che desidera che un altro uomo lo mangi vivo (letteralmente), un condannato a morte per impiccagione prima e dopo la “punizione”. Più di una volta ho dovuto alzarmi di corsa dalla mia postazione improvvisata in questo caffé e correre fuori a vomitare.

Va anche detto che, per collocare le immeagini “in una prospettiva che solo il contesto può dare”, l’applicativo della MyDesk consente libertà impensabili per voi comuni mortali. Per cominciare, è un passepartout per tutti i profili di Facecook. Ho libero accesso a tutte le informazioni conservate nel vostro account, senza bisogno di alcuna password. Ahi ahi ahi, la sicurezza dei dati non è granché, cari i miei cervelloni della Silicon Valley, se un qualsiasi pezzente filippino riesce a sapere qual è il disco preferito del direttore generale della Goldman Sucks. E’ vero che noi siamo i vostri spazzini, e a nessuno interessa quello che uno zero può sapere o non sapere. Ed è qui che vi sbagliate, appunto. Dopo mesi di risparmio, ho comprato questo hard disk esterno (rubato), nel quale ora sto salvando un mucchio di informazioni interessanti. Qualcuno in occidente si è lamentato perché nessuno si è preoccupato di controllare la nostra fedina penale: tra noi, in effetti, ci potrebbero ben essere dei terroristi. Io non lo ero, fino a ieri. Ma da oggi, proprio come un “bravo” terrorista, sparerò nel mucchio: farò tanto male a qualche famiglia solo per nutrire di carne fresca il totem della mia rabbia ammantata di idee politiche morte. Sfascerò coppie apparentemente perfette, sputtanerò presidi pedofili, farò passare un guaio a sbirri e soldati sadici. Non perché ami la giustizia, no, solo per odio. E c’è caso che qualche idiota finisca per considerarmi un eroe, e che possa finalmente scappare via da questo letamaio.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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