Sporchi interessi privati

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Vi disturbero’ per un brevissimo sfogo, che scrivo anche per rispondere ai toni da “signora mia, legga che belle cose scrive il Serra stamattina” di questo articolo.

In breve, un parcheggio ricorre davanti alla giustizia amministrativa (esattamente l’organo nel quale si decide delle controversie tra “il pubblico” e “il privato”, per dirla rozza), perche’ sostiene di essere danneggiato da Area C. Vince.
Grazie a questa sentenza, Michele Serra scopre che “che gli interessi di un privato sono la stella polare che deve tracciare il cammino”. Cazzo, veramente viviamo in una liberal democrazia occidentale? Ancora? Con tutti gli sforzi d’abberlusconi e d’a sinistra di farci diventare un incrocio tra l’Argentina e la Russia, senza risorse naturali? Incredibile, indecoroso, indegno.

Tutti stupiti, tutti indignati, tutti a lanciare strali contro il Consiglio di Stato organo politico. Cioe’, capite? Da sinistra. Da quelli che quando Berlusconi diceva che i giudici sono politicizzati gli urlavano (giustamente) “fatti processare”.

Non mancano ricorsi a figure folkloristiche in cui i fallocefali nostrani (specie diffusa in acque intellettualmente inquinate di odio verso i ricchi e puzza sotto il naso) praticamente sostengono che avere un SUV e’ un requisito per la fucilazione, quindi Area C e’ “troppo poco”. Perche’, capite, una congestion charge non e’ un modo intelligente di gestire esternalita’: e’ un provvedimento di (in)giustizia sociale, da realizzare attraverso punizioni dei ricchi – eppercio’ cafoni.

Cio’ detto, io ad Area C sarei pure favorevole. In una citta’ inquinata e congestionata come Milano l’idea di disincentivare il traffico istituendo un sistema di prezzi per l’accesso (alla fine lo spazio nelle strade e’ un bene scarso, no?) e’ in fondo sia piu’ efficiente che piu’ giusto di un divieto. Ma i diritti dei parcheggiatori non sono noccioline. Una amministrazione seria avrebbe risolto ogni possibile controversia con loro PRIMA, compensandoli del danno subito. Non si puo’ usare Coase solo quando ci piace, cioe’ introducendo la tassa, e ignorarlo quando non ci piace.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

13 Comments

  1. Cioè, se uno ha un parcheggio in centro, ha il ‘diritto’ a che il traffico sia libero e il suo parcheggio venga perciò usato e possa fare soldi?

    E se, al contrario, uno avesse avuto, come in diversi hanno avuto, un cinema in centro, non avrebbe avuto il diritto di chiedere la sospensione di tanti provvedimenti o mancati provvedimenti (penso le multe a chi parcheggia sui marciapiedi, che non vengono mai date) che di fatto gli hanno fatto chiudere il cinema, visto che i milanesi sempre più attaccati all’auto hanno finito per andare al cinema fuori città invece che in centro?

    E la regola dunque quale dovrebbe essere? Chiunque ha un interesse economico legato alla preservazione dello status quo ha il diritto a che tutto rimanga congelato per sempre? E questo sarebbe il ‘mercato’?

  2. No, caro Massimo, il mercato è il luogo dove provano ad incontrarsi domanda e offerta. E di solito ce la fanno, se nessuno rompe troppo le scatole.
    Il punto non è che il parcheggio ha diritto alla conservazione eterna dello status quo: semplicemente, cerco di far notare che non viene dalla luna la considerazione per cui un’impresa che ha effettuato investimenti ha la legittima aspettativa che non cambi il quadro legislativo nel quale sono stati fatti. Efficienza e buon senso vogliono che, se l’autorità sovraordinata ha interesse a modificare le carte in tavola, metta in atto misure compensative nei confronti di chi subisce un danno così diretto: è il caso del parcheggio, ma volendo anche di quelle due o tre pompe di benzina sparse per il centro.

    • “il mercato è il luogo dove provano ad incontrarsi domanda e offerta. E di solito ce la fanno, se nessuno rompe troppo le scatole”. Questa frase è di una banalità unica. Ancora con la favoletta del mercato che si autoregola, no davvero, non se ne può più.

      • Cara Daniela,

        mi sembri il perfetto prodotto delle librerie italiane, piene di libri che criticano il mercato, il capitalismo, il turboliberismo, e prive, totalmente prive, di qualche libro che ne spieghi onestamente i meccanismi.
        Perché prima di criticare bisognerebbe conoscere, prima di dire “abbattiamo x” bisognerebbe capire come funziona x.

        E tu non l’hai capito: perché la storia del mercato che si autoregola ha davvero niente a che fare con la dinamica di domanda e offerta. Mi spiace, riprova.

  3. Mi spiace, Luca, ma questo tentativo di fare il bastian contrario stavolta fa ridere. La salvaguardia degli investimenti non può frenare provvedimenti pubblici volti alla tutela di interessi generali. Altrimenti tuteliamo anche gli investimenti dei tassisti nella loro licenza. E se io investo tanto nella mia gelateria posso chiedere che sua revocata la licenZa al gelataio che apre accanto a me (come ha fatto LatoG in via Manzoni e via Mercato?). Se compro un terreno per costruire un palazzo posso lagnarmi se cambia la legge sulle concessioni edilizie? Gli investimenti non danno diritto ad un rientro negli stessi. Alla sentenza del Cons. Stato, poi, tutti danno il proprio plauso o biasimo senza averla letta. Non l’ho letta neanche io ovviamente ma escludo che si sia pronunciata sull’opportunita dell’area C o sulla salvaguardia dell’interesse economico privato: non e’ compito dei giudici. Molto più probabile che abbiano riconosciuto qualche irregolarità formale dei provvedimenti attuativi e li abbiano sospesi ritenendo prevalente l’interesse del parcheggiatore durante l’accertamento della irregolarità, non certo a tempo indeterminato.

  4. Valerio, ogni esempio che tu possa fare non andrà lontano. Sui tassisti, non a caso, la proposta che mi sembrava più ragionevole era quella di raddoppiare il numero di licenze in capo a ogni titolare.
    Poi l’avvocato sei tu e sei sicuramente più bravo e competente non tanto a cavillare, quanto ad esprimerti in maniera giuridicamente appropriata intorno al problema. Ma qui stiamo parlando di princìpi, non di diritto. Che, appunto, la sentenza nessuno l’ha letta e nessuno la leggerà.

  5. “Ma i diritti dei parcheggiatori non sono noccioline.” Mi chiedo come hanno fatto a placare i parcheggiatori a Londra.

    • Non so, ma ho come il sospetto che l’assenza di conflitto non sia soltanto un segnale della scarsa bellicosità dei parcheggiatori nel difendere i loro interessi.

  6. Vorrei precisare che io credo davvero (come ho scritto nel mio post) che quelli del Mediolanum abbiano tutto il diritto di tutelare i loro interessi. Credo però anche di avere il diritto, senza essere accusato di veterocomunismo), di avere una pessima considerazione non tanto di loro (bè, anche), quanto di chi usa il loro caso per festeggiare la fine dell’odioso balzello che costringe i poveri automobilisti a pagare per l’utilizzo di certe strade in certi orari e provoca irreparabili danni a tutte le imprese commerciali all’interno della cerchia dei Bastioni (che è apparentemente inaccessibile senza almeno due ruote motrici). I tizi del parcheggio fanno bene a proteggere il loro investimento, la questione tra loro e il comune la risolverà il Tar. La questione tra chi non vuole pagare per andare in macchina dove gli pare e tutti gli altri, invece, resterà irrisolta ancora per un bel po’.
    E comunque oh, io questo lo confermo: chi ha il SUV per muoversi nella cerchia a Milano ha dei problemi grossi. Ne ha il diritto? Certo. Ma ha anche dei problemi grossi.

  7. Ok, tu dici che chi ha il SUV per muoversi nella cerchia a Milano ha problemi grossi. Io dico che chi dice che chi ha il SUV per muoversi nella cerchia a Milano ha problemi grossi, mentre chi ha il pandino del ’94 va bene, ha dei problemi grossi. Tutto simmetrico e ordinato.

    Mi dicono su Facebook (Gilberto Bonaga) che ” il consiglio di stato h sospeso le ordinanze sull’area “C” di Milano perche’, per legge, per poter fare una simile ordinanza e’ necessario avere un piano del traffico in vigore. Piano del traffico che a Milano non c’e’. quindi l’ordinanz era in contrasto con la legge vigente. il consiglio di stato h sospeso le ordinanze sull’area “C” di Milano perche’, per legge, per poter fare una simile ordinanza e’ necessario avere un piano del traffico in vigore. Piano del traffico che a Milano non c’e’. quindi l’ordinanz era in contrasto con la legge vigente.”.

    Lui aggiunge, e io condivido, che “Da biasimare non e- chi ha protestato perche’ da questa situazione di illegalita’ ha ricevuto un danno, ne chi ha preteso che la legge sia rispettata, da biasimare e’ chi ha emanato un’ordinananza infrangendo la legge. Mi sembra giusto che le amministrazioni si godano un po’ delle stesse medicine che rifilano ai cittadini. Comunque”

    Lo dico per completezza d’informazione, io, come avevo precisato in apertura, non m’interessavo tanto del merito giuridico della questione quanto del principio.

    • E lo dico solo per precisare che né il Consiglio di Stato né il TAR si esprimeranno nel merito delle cose che dico io, ma su altro.

    • Bè, anche chi ha il pandino del ’94 ha qualche problema, sì. Se non è troppo micheleserra, però, probabilmente uno usa il pandino ventennale perché l’ha comprato quando era sensato e non ha avuto i soldi per cambiarlo, mentre chi compra il SUV oggi per girare in centro questa scusa non ce l’ha (sì, lo so, sto di nuovo giudicando: ho qualche problema anch’io).

  8. Io ritengo che la questione area C sia una questione di ingiustizia in primo luogo e sposo la tesi di mazzone.
    Qualche considerazione:
    In primo luogo dover limitare il traffico e’ la conseguenza di una cattiva educazione dei cittadini e di un servizio pubblico miserrimo. Entrambe responsabilita’ dello Stato che dunque ha fallito.

    Riguardo al parcheggio e a chi sbraita senza alcuna conoscenza di interssi generali verso quelli particolari, ricordo che la nostra legislazione si basa su alcuni principi fondanti, tra cui quello della legittima aspettativa. Mi piacerebbe vedere uno di voi danneggiato da un pubblico interesse e vedere se zitti zitti vi incassereste l’inchiappettata.

    La soluzione scelta, il balzello, limita il diritto alla circolazioni di chi i soldi non li ha permettendo a chi i soldi li ha di circolare tranquillamente. Ergo, chi e’ ricco gira in macchina e inquina, chi non lo e’ deve andare a piedi. O in bici, a farsi stirare da chi i soldi li ha.
    Ci sono sicuramente soluzioni piu’ intelligenti ma soprattutto piu’ eque.

    La questione SUV merita di essere presa in considerazione da un altro punto di vista. Un SUV emette per ogni km 5 volte piu’ inquiinanti di quanto ne emetta un panda di 20 anni. Eppure il SUV circola perche’ e’ Euro 9 la panda no. A me sembra, e lo e’, una enorme presa per il culo!

    Chiuso citando uno studio americano che trovate su youtube che ha dimostrato come il 6% dei guidatori lasci la propria corsia, mettendo in pericolo se stessi, pur di schiacciare con le ruote animali (di gomma) messi appositamente sul bordo della strada. Il 98% di questo 6% guida SUV. Percui posso dare finalmente una risposta a uno dei piu’ complessi interrogativi che affliggono l’uomo: Si compra un SUV perche’ si hanno dei problemi o si hanno dei problemi perche’ si ha un SUV? La prima.

    Ciao

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