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Sono cose che decapitano

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Inneggiano al duce. Vogliono bruciare vivi gli zingari. Si eccitano a vedere cadaveri di extracomunitari che galleggiano in mare e lo scrivono sui social. Vanno allo stadio per osannare l’ assassino di un ragazzo denigrando con gigantografie imbarazzanti la madre dell’ucciso. Odiano lo Stato. Odiano le tasse, ma si lamentano dell’assenza di ordine, di autorità e di servizi. Odiano la polizia, tranne quando tortura carcerati e manifestanti.

Se gli dici che sono razzisti la metà ti dice di si con vanto, l’altra ti dice no minimizzando il significato e ridicolizzando il termine.

Ad un certo punto scopri che sono tanti, accanto a te e sempre di più. “Mussolini ci vorrebbe per questi negri che ci vengono a rubare il lavoro. Vengono tutti qua. C’è l’invasione. Ma che vogliono?! Non c’è lavoro per noi, figuriamoci per loro.” Prova a spiegargli che quelli sono dei perseguitati e disperati che scappano da inferni che noi nemmeno riusciremmo ad immaginare. Che tra la morte certa di restare e quella probabile nel provare a scappare, ogni essere umano sceglierebbe la seconda per puro istinto di sopravvivenza.

Ma appena provi a spiegarglielo ti assalgono inferociti: “ALLORA VUOI L’INVASIONE? PORTATELI TUTTI A CASA TUA IN CENTRO. SEI UN RADICALCHIC CHE NON CONOSCE LA REALTA’.VERGOGNATI MISERABILE. TI VUOI SALVARE LA COSCIENZA SULLA PELLE DI NOI ALTRI CHE STIAMO IN PERIFERIA!!!PENSA AGLI ESODATI CHE VIVONO IN MACCHINA!!!”.

E’ come lo sketch di Corrado Guzzanti “E allora rivolete il comunismo”: il poveretto che attraversa le strisce pedonali viene tamponato e quando chiede all’autista gli estremi per l’assicurazione viene assalito verbalmente con un martellante “E ALLORA RIVOLETE IL COMUNISMO?”.

Razzismo puro. Ma ormai sono accanto a noi. Dettano legge. E’ il mantra che va di moda tra gli scienziatelli della porta accanto che propinano con tono sbrigativista pratiche di razionalizzazione del fenomeno che altro non sono se non forme di bieca discriminazione, sino al giustificazionismo e al forzato ridimensionamento di eminenti politologi e opinion maker, irrottamabili soprammobili del paesaggio televisivo buoni per tutte le stagioni.

Che gli devi andare a dire a questi? Che il razzismo è un sentimento di avversione contro quelle categorie percepite diverse in quanto si ha paura a relazionarsi con qualcosa di sconosciuto? O  il prodotto dell’idea malsana per cui escludendo altri si possa ottenere di più dalla vita, causa paura di non reggere la concorrenza? O perché semplicemente si ha un sadismo interiore da sfogare contro qualcuno in quanto irrimediabilmente e rovinosamente bloccati in una delle fasi sessuali di freudiana memoria che ha comportato uno sviluppo incompiuto e claudicante della sfera caratteriale?

Vagliele a dire queste cose e vedi che ti rispondono. Che non sei connesso con la pancia del paese. Che non cogli i tempi che stiamo vivendo. Minimizzano. Ma poi ti chiedono pure: “E che alternativa proponi?”

Già. Che alternativa propongo? L’integrazione? Appena apro bocca mi oppongono la strage del macete di Kabobo a Milano o quella del marocchino di Terni o l’omicidio della Caffarella a Roma. E poi dovrei difendere le politiche della ministra che fu Livia Turco?

Mi salvo tirando fuori il ragionamento delle conseguenze della dismissione del ceto medio e della piccola borghesia impoverita dalla crisi, con il terrore insopportabile di scendere nella scala sociale, che pur di non mischiarsi con quelli che ha sempre considerato degli inferiori accetterebbe qualsiasi cosa, anche una dittatura o una giunta militare che azzerasse i diritti civili e le garanzie costituzionali?

“Ok. E quindi?”

Ok, i ragionamenti non vi convincono. Ma  questo basta per non proclamarsi razzisti o, al contrario, per sentirsi legittimati ad esserlo?

Nemmeno quello dei Nobraino è razzista.

vvvvvv
I Nobraino, gente che fa il concerto del Primo Maggio, che bazzica scene, luoghi e retoriche alternative, circuiti indipendenti, centri sociali, teatri occupati, spazi autogestiti, culture dal basso. I Nobraino razzisti? Ma stiamo scherzando?! Lorenzo Kruger razzista? Magari qualche atteggio calcolato da coglione. Ma razzista, che diamine. Non scherziamo proprio. Non l’ha scritto lui lo status, l’ha scritto il chitarrista che ha poi chiesto scusa e dato giustificazioni.

“Sono Néstor Fabbri chitarrista dei Nobraino ed autore della frase che equiparava i naufraghi del Mediterraneo a mangime per pesci.(…)Mi occupo attivamente di protezione internazionale dei diritti umani dal 2009, quando ho conseguito la laurea specialistica presso la Facoltà di scienze politiche di Bologna con una tesi dal titolo Politiche migratorie dell’ Unione Europea. Prima di dedicarmi a tempo pieno al chitarrismo ho lavorato presso alcune ONG in Spagna e Francia. (…)”

Ha fatto Scienze politiche a Bologna, lavorato per Ong. Non è certamente un troglodita privo di strumenti culturali o un barbaro xenofobo. Non è sicuramente un razzista. Ha fatto una cazzata? Un’uscita sbagliata? E’ stato vittima degli effetti collaterali di una coglionaggine esasperata e finalizzata a qualche pompino nel backstage? No. Lui ha chiesto scusa per “non essere stato retoricamente capace di indirizzare la sfrontatezza contro i reali responsabili del massacro: gli autori delle politiche migratorie europee.”  Cioè, l’equiparare i morti del mediterraneo a mangime per i pesci è stato un tentativo retorico andato a male in quanto invece di stigmatizzare gli autori delle politiche migratorie europee ha finito “per offendere associazioni, militanti e liberi cittadini pensanti che mettono la loro vita a disposizione dei più deboli”.

Fraintendimenti. Le parole creano malintesi.

Ma io non capisco più tanto bene le cose. Ecco, è come se io, sbagliando forse, in generale percepisco una certa tendenza strisciante che non mi fa impazzire. Tossine che inquinano. Inconsapevolmente.

E’ semplice. Mi arrendo?

E degli extracomunitari che bazzicano arrogantemente nelle nostre strade, di quelli diventati neo ultras da bar che guardano più coinvolti degli autoctoni le partite,  di quelli che guidano strafottenti, ne vogliamo parlare? Li avete mai sentiti ragionare? Sembrano militanti di Forza Nuova. Non tutti certo, non la maggioranza, ma nemmeno una strenua minoranza. A volte ragionano peggio di quelli che li vogliono fare fuori. Reazionari per osmosi, ok. Ci sta. Si, tiriamo fuori sociopsicoantropologia etc etc. Ok, va bene. I meridionali che stavano a Varese e nelle valli bergamasche hanno fondato la Lega Nord. Erano quelli con la ferocia antisud più spinta. Lo si fa per forzare il processo integrativo, ok. Ma allora stiamo pur sempre parlando di INTEGRAZIONE. O mi sbaglio?

Ma che ci posso fare io? Mi viene in mente il De Gregori di Chi ruba nei supermercati: “Tu da che parte stai, dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?” 

Quanto può essere sterile ed inutile la solidarietà alle vittime di razzismo e xenofobia?

Come me la spiego l’impotenza di non riuscire ad essere incisivo nel far capire agli altri che non ci vuole niente a perdere la dignità?  E quanto è difficile trasmettere il ragionamento che ciò possa in un attimo toccare a tutti?

Me ne esco attaccando Alfano? Renzi? L’Europa che ci tratta come un obitorio abusivo e clandestino? Tiro fuori la storia che nei secoli dei secoli ogni territorio/zona/continente sviluppato ha bisogno del suo serbatoio di sottosviluppo? Che questi nuovi razzisti repressi terrorizzati dall’impoverimento cui vanno inesorabilmente incontro sfogano la loro mancanza di potere  in pensieri di stupri passivi con protagonisti loro e qualche immaginifico aguzzino delle SS? Mi devo andare a rileggere Personalità autoritaria di Adorno, riprendere nelle mani Erich Fromm e tutta la Scuola di Francoforte?

Come lo chiudo questo post?

Utilizzo il suggerimento di Nestor Fabbri per cui “Il mimetismo è diventato la mia strategia: quanto più ci si dissimula sotto i valori e gli ideali opposti, tanto più si ha la possibilità di vincere. Il criterio della forza, dice Nietzsche, è riuscire a vivere sotto il dominio dei valori contrari e volerli sempre di nuovo. Zarathustra è Zelig!”?

Non lo so.

Al momento, in effetti, sono solo cose che decapitano.

Soundtrack1:‘All my friend’, Lcd Soundsystem

Soundtrack2:‘Vortex’, John Carpenter

Soundtrack3:‘Interstellar’, Hans Zimmer

Soundtrack4:‘Ragazzo’, Litfiba

Soundtrack5:‘My sleeping Karma’, My sleeping Karma

Soundtrack6:‘Konikas’, Soen

Soundtrack7:‘Rains in the desert’, Dead Meadow

Soundtrack8:‘Yesterday’s Blowing Back’ , Dead Meadow

Soundtrack9:‘Il nostro battito del cuore’, Petrol

Soundtrack10:‘Cronache montane’, Pgr

 

 

 

8 Comments

  1. Bel pezzo.

    Solo un appunto. L’Italia dall’Europa prende fior fiori di quattrini per esercitare il diritto ad essere un obitorio.

  2. Scusate tanto, è il terzo post in due giorni che pubblicate su delle nullità totali come i Nobraino. Ma chi se li era mai cagati prima delle fregnacce sui morti in mare?

  3. Mi associo a stepback: al netto delle troppe parole di questo post, l’impressione è che i nobraino siano dei semplici imbecilli (di quei bei cretini di una volta, come direbbe sciascia) che andrebbero ignorati piuttosto che confutati. Per il resto, senza perdere troppo tempo a stigmatizzare razzisti fascisti e gentaglia simile, converrebbe concentrarsi sul problema centrale, ossia che le politiche di integrazione fino ad oggi NON hanno funzionato granchè. Questo non significa affatto che all’integrazione si debba rinunciare (per come la vedo io l’integrazione tra genti diverse è un valore, un obiettivo, non un semplice strumento di convivenza), ma occorre farsi la punta al cervello per produrre oltre alle belle parole delle idee pratiche per fare in modo che una maggiore integrazione risulti accettabile alla maggioranza del paese. Tenendo presente che il rifiuto dell’integrazione, se è intollerabile sul piano dei principi (per me, almeno), non è detto che non funzioni, vedi il caso del giappone che escludendo di fatto i musulmani ha minimizzato l’incidenza di atti terroristici. Insomma, non basta indignarsi per le scemenze di qualche imbecille razzista: bisogna ragionare seriamente su come promuovere l’apertura senza mettere a rischio la sicurezza; sapendo, perchè la storia lo illustra fin troppo bene, che quando la gente percepisce dei rischi anche remoti per la sua sicurezza personale ci mette molto poco a mandare in cantina i valori più nobili

    • Si ritorna sempre a bomba: ma perchè dovrei integrarmi con persone che si nascondono dietro ad un velo? Ma chi lo dice il dottore? Ma perchè non ci andate voi a vivere con loro e poi venite a raccontarci se loro sono tolleranti alla vostra integrazione?

  4. Mha. Un po di tutto e niente. magari se lo rileggo ancora capisco il senso….
    A me sembra che l’umanita’ ha chiaramente dimostrato che l’integrazione non la vuole nessuno tranne politici al soldo di banche e multinazionali che pensano di poterci fottere piu’ facilmente.
    Ognuno resti a casa propria, dovrebbe essere il nuovo slogan del millennio.
    Il progblema dell’immigrazione e’ irrisolvibile. Farli arrivare qui, una cazzata, costringerli a restare la con le armi e le navi da guerra, una cazzata.

    L’immigrazione in EU e’ un sintomo, la conseguenza delle nostre politiche naziste nei confronti dell’Africa.

    Ci siamo messi nella merda, e non c’e’ uscita. L’unica cosa che potremmo fare e’ arginare il fenomeno mentre lavoriamo sodo per smettere di fottere l’Africa.

    H AH AH AH HAH H AH H AHAH A AAHHA H AH AH H AHAH AH H AH AH

    Se proprio volessimo essere coerenti, dovremmo ammazzarli tutti dove stanno. Spianare mezza Africa, ridurre la popolazione al 5%. UIn bel genocidio su scala mai vista. Almeno potremmo continuare a derubarli senza che vengano qui a romperci le palle.

    Facciamo schifo. Come specie.

  5. “Inneggiano al duce. Vogliono bruciare vivi gli zingari. Si eccitano a vedere cadaveri di extracomunitari che galleggiano in mare e lo scrivono sui social. Vanno allo stadio per osannare l’ assassino di un ragazzo denigrando con gigantografie imbarazzanti la madre dell’ucciso. Odiano lo Stato. Odiano le tasse, ma si lamentano dell’assenza di ordine, di autorità e di servizi. Odiano la polizia, tranne quando tortura carcerati e manifestanti.” Non esiste nessuno che sostiene queste cose tutte assieme, nemmeno nell’esempio che hai portato in seguito. Chi inneggia al Duce non odia lo Stato, ma questo Stato in particolare; chi odia le tasse non odia le tasse in sè ma queste tasse criminali, a meno che non sia un libertarian ma allora non inneggia al Duce.
    Il post esemplarer che hai portato non è facilmente travisabile come hai fatto tu, i morti in mare rientrano di fatto nella catena alimentare marina, e correttamente sottolinea come ai politici non in realtà non interessano le vite umane, ma i guadagni che ci son dietro e il secondo fine genocida anti italiano e anti occidentale.
    “…il razzismo è un sentimento di avversione contro quelle categorie percepite diverse in quanto si ha paura a relazionarsi con qualcosa di sconosciuto?” No, il razzismo si configura solamente in una discriminazione di diritti e doveri, non basta dispregiare una razza per essere razzista, perchè puoi dispregiare quanto vuoi ma se concedi parità di diritti di fatto non sei razzista e dove governa la Lega non ci sono disparità di trattamento, gli immigrati integrati sono tollerati ma devono rimanere una minoranza.
    “…quelli sono dei perseguitati e disperati che scappano da inferni che noi nemmeno riusciremmo ad immaginare. Che tra la morte certa di restare e quella probabile nel provare a scappare” tutte balle, i centrafricani che arrivano coi barconi non sono profughi, sono prelevati da delle organizzazioni dai loro villaggi forzatamente e nemmeno sanno cosa sia l’Europa; oppure sono criminali che scappano. Contraggono un debito per la migrazione che andrò ripagato grazie a spaccio, prostituzione, ladrocinio e i loro bambini sono solo un insieme di organi in vendita. Le loro donne sono solo delle fattrici se non prostitute e allevatrici di spacciatori e criminali. Altro che poverini.
    E le differenze razziali esistono così come quelle culturali, che sono intrinsecamente connesse. Non è un caso che l’ Africa era rimasta alla preistoria, e anche dopo secoli di contaminazione con le altre culture non hanno saputo produrre alcunchè e sanno solo scimmiottare.

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