Sfavillanti abiti da sera usati come cerotti

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Che Camilla avesse avuto un aborto, non lo sapeva nessuno. Quanto siano stati gelidi, per lei, quei giorni di agosto, non lo avrebbe saputo nessuno. Forse solo quel silenzio da cella di isolamento che creava il suo sguardo, il suo stare immobile nei suoi pensieri, il suo viso fisso, le davano conforto.

Due sere prima la nostra partenza per Ibiza, tornando a casa, trovai Teresa con Camilla. Una volta entrato, le salutai. Camilla fece un brevissimo cenno con il capo, poi con un fare timido ed imbarazzato spostò lo sguardo dall’altra parte. Teresa mi si avvicinò senza nemmeno salutarmi e mi disse di andare a comprare delle cose che ci sarebbero servite per il viaggio. Mi fissò negli occhi qualche secondo in più. Era uno di quei messaggi ordinatori codificati che conoscevo benissimo. Quindi uscì.

Camilla l’aveva fatto. In quei giorni, delle persone che conosceva, in città non era rimasto nessuno. Tranne me e Teresa, che stavamo per partire, gli appartamenti si erano svuotati per le vacanze estive. Camilla l’aveva fatto. Ci era andata da sola. Ci era andata anche il giorno precedente, quello dell’appuntamento fissatole, ma prima l’avevano fatta aspettare e poi le avevano detto di tornare il giorno dopo. Come se fosse andata lì a ritirare qualche documento in un ufficio qualsiasi.’’Torni domani, il certificato ancora non e’ pronto ’’.

Quella sera Camilla dormì a casa nostra. Con Teresa guardarono un film in dvd. Io avevo preparato la cena, poi mi ero messo a studiare un po’ di spagnolo, spulciando uno di quei manuali di conversazione che si comprano prima di ogni viaggio, che li compri con la sicurezza di portare con te un angelo custode a tua esclusiva disposizione, che sta lì a portata di mano, per salvarti la vita in qualche situazione improbabile.

Quando la mattina mi svegliai sul divano, Camilla se ne era già andata. Teresa mi disse che si era addormentata presto e che l’aveva vista avvolta in un sonno profondo ma calmo. La mattina l’aveva trovata rilassata, con il viso più sereno. Aveva chiamato lo zio. Gli disse tutto e si fece venire a prendere. Teresa mi raccontava di essere rimasta colpita dalla calma dello zio di Camilla, dai suoi modi premurosi e garbati. Li aveva osservarti dalla finestra prima di partire in macchina.

La cosa che mi colpiva di Camilla, le poche volte che abbiamo chiacchierato insieme, era la sua gelida ed asciutta convinzione nelle tesi che sosteneva. Una verità senza sconti. Inappellabile. Nella sua convinzione di trasformazione della società, sosteneva che era necessario esportare nella coscienza e nell’azione di tutti gli sfruttati, il cinismo, la brutalità operativa delle classi ricche, la loro mancanza di scrupoli usata nel mantenere i propri privilegi o nel realizzare i loro obbiettivi. Da parte mia, pensavo che questo non sarebbe mai stato possibile. Atrofizzati da secoli di assoggettamento, una cosa simile non sarebbe mai potuta accadere. Quelli che Camilla chiamava sfruttati, erano degli individui strutturalmente incapaci ad autodisciplinarsi, non sarebbero mai riusciti a trovare un alto grado di coesione sociale tra loro. Mancando di ogni minima autostima, si sarebbero persi in una latente faciloneria e nell’inclinazione a subire un’infinità di soprusi ed ingiustizie. Sarebbero sempre stati battuti senza fatica.

Ho sempre pensato che, in fondo, a Camilla, non gli sia mai importato niente di trasformare la società o di realizzare tutte le cose di cui parlava. A lei forse interessava una velleitaria presa del potere per fare cose terribili, sanguinarie, per scaricare tutta quella rabbia che aveva dentro per non essere forse riuscita a trasformare se stessa. Tutta la rabbia per non essere riuscita a mettersi in discussione, a fare cose che avrebbe voluto fare ma che forse per pigrizia, o per una sua vergognosa e perdente autovalutazione, non era riuscita a fare. Quella sua militanza politica le occupava tutto il giorno, tutta la settimana. A volte pensavo che si fosse costruita un alibi, per legittimare questa sua insicurezza. Non abbiamo avuto più notizie di Camilla. Ho avuto notizie dalla società, che non si è trasformata affatto. Con interi palazzi che dentro si trasformano in obitori. Con laureati plurispecializzati che fanno volantinaggio pubblicizzando menu kebab/patatine/bibita a 5 euro, o pizze tonde a 3 euro e 50. E con sfavillanti abiti da sera che vengono ripetutamente usati come cerotti.

Soundtrack1:”In love with your worst side”, Iori’s Eyes feat. Aucan

Soundtrack2:”Distilled”, Blonde Redhead

Soundtrack3:”There there”, Radiohead

Soundtrack4:”Saturazione”, Starfuckers

Soundtrack5:”Winning”, The Sound

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