un blog canaglia

Senza soldi un cazzo

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Non sappiamo come andrà a finire, ma mi sento di avanzare la tesi che ad oggi l’impatto dello shock a 5 Stelle sulla politica italiana sia positivo, o se non altro meno negativo dei possibili scenari alternativi.
Non so quanti di quelli, anche tra gli autori di questo blog, che si stracciano le vesti di fronte alle presunte mire totalitarie di Beppe Grillo, o alle innocenti, colmabilissime lacune degli eletti del Movimento, si sarebbero sentiti più garantiti dall’ennesima riedizione dell’alternanza partitocratica aumentata dalla prosopopea di ex tecnici ed ex magistrati col codazzo di politici trombati.
A me la discontinuità non fa paura e se i video millenaristici di Casaleggio & Associati mi strappano più di un sorriso, non è sicuramente per l’impulso di conservare l’esistente. Sono ottimista anche sulla capacità interna del Movimento di riequilibrare la leadership “carismatica” con meccanismi partecipativi, e non sono molto sicura che gli altri partiti siano autenticamente più democratici di questo sedicente non partito, che tra l’altro non è il primo a ripudiare l’apparato come unico possibile scheletro di soggetto politico: prima vennero i Radicali con il partito carismatico a forma di galassia, con la differenza di una apparente redistribuzione della leadership pannelliana tra i vari segretarini senza portafoglio dei soggetti d’area.
Sappiamo come sta per andare a finire quella storia, e chissà che questa differenza non si riveli sostanziale per la storia del M5S.

Fine della premessa.

Sul fare “la politica senza soldi” ci ha sbattuto la testa chiunque di noi abbia fatto parte di movimenti in odore di autonomia, e penso che a tutti la lezioncina odierna di Grillo faccia salire un po’ di sangue alla testa. Per carità: zero spese fare un blog, aprire un profilo facebook, riunirsi via skype. E’ il vecchio quattro amici al bar che costa il prezzo di un caffè, tolto l’investimento fisso in tecnologia.
Poi, chiacchierando al bar, ti viene anche voglia di farle, le cose: una petizione, mettiamo, un gazebo per strada, due volantini. Le spese non sono più zero ma quasi, e il gruzzolo si tira su facilmente di tasca propria.
Dopo di che per fare il salto di qualità, per fare il “boom” come lo chiama lui, devi conquistare i media, e abbiamo visto che si possono conquistare come certe scaltre ragazze conquistano i latin lover, cioè negandosi. Peccato che questo giochino funzioni solo a una condizione: devi essere Beppe Grillo, uno che nel 1993 in RAI faceva 15 milioni di ascoltatori a serata.
Uno che se apri un blog la gente ci viene perché lo promuovi con gli eventi teatrali, e che poi il blog lo mette in mano a persone stipendiate che ci lavorano a tempo pieno e fanno fruttare il brand al punto che, se chiedi alla “rete” un milione di euro, ne raccogli almeno la metà.
Sulle meraviglie del crowdfunding siamo edotti dalla prima campagna elettorale di Obama, peccato che lui non sia mai andato in giro a raccontare che la politica si fa “senza soldi”, dal momento che anche in campo musicale è noto che è più facile trovare finanziamenti “dal basso” a chi è già noto rispetto a chi non lo è.

Questa evidenza non toglie nulla alla rivoluzione ancora tutta da verificare dei giovani parlamentari che hanno debuttato nei palazzi scaldandoci il cuore. Ma raccontare la balla che ci siano arrivati “senza soldi” liquida con pericolosa faciloneria il tema della democrazia dei media, delle barriere di accesso all’informazione, della dipendenza ancora attuale dei nuovi media dai vecchi, in particolare dalla “vecchia” televisione.
Perchè è giusto dirgli – se non lo sanno – che senza lo sponsor da 15 milioni di telespettatori non sarebbero arrivati da nessuna parte, come non ci arriva chi – fuori dai partiti e dal circo dei vecchi media – quello sponsor non l’aveva.
Può darsi che il resto della storia ci dirà che questi temi sono ormai superati, che per proporsi basterà fare un login da qualche parte possibilmente senza firmare clausole vessatorie e che una bella spallata alle barriere l’ha data proprio Grillo; il punto è che proprio lui più che farlo senza soldi l’ha fatto dopo aver fatto i soldi, a dimostrazione del fatto che la politica gratis è un lusso per pochi.

26 Comments

  1. Io non trovo le lacune degli eletti del M5S ne’ innocenti ne’ colmabilissime. A costoro manca totalmente il senso di cosa sono le istituzioni e il loro rispetto. Non capiscono che se ci sono dei paletti a quello che si puo’ fare e a quanto velocemente lo si puo’ fare e’ per preservare la democrazia (vedi sotto la voce Fascismo per approfondimenti). Del resto e’ gente che in gran parte e’ arrivata a una certa eta’ senza essersi mai interessati di politica (e con questo non intendo militanza politica, ma anche solo l’accendere radio radicale e ascoltare una sessione del Parlamento). Preferirei non dover fare hit parade tra pessimo e piu’ pessimo, ma se mi chiedessero se preferisco avere una maggioranza PD o una M5S scelgo la prima per tutta la vita. Il M5S puo’ essere utile da spauracchio, ma se dovesse avere i voti per decidere davvero qualche cosa contemplerei l’asilo politico presso Sua Maesta’.

  2. Per lo Tsunami tour i soldi li ha spesi eccome. Sapete quanto costa un palco, con server audio-luci moltiplicato per 77 piazze? Una cifra astronomica facilmente verificabile attraverso le società che allestiscono grandi spettacoli.Poi c’è tutto il resto.Oggi una ragazza mi ha detto, “Ma la politica si può fare anche senza soldi.Hai visto, Grillo? Ha speso 6000 euro” Questa balla di proporzioni cosmiche è stata veicolata così bene da giungere come messaggio certo a milioni di persone.Così, se Grillo otterrà l’azzeramento di qualsiasi forma anche minima di finanziamento alla politica, le campagne elettorali potranno farle solo persone famose o milionarie, con la scusa di “andare incontro alle aspettative dei cittadini”. Del resto, il loro programma declinato da tutti gli eletti come un vecchio vinile, è chiarissimo: restare soli in rete, in parlamento, ovunque.

    • Per la sicilia puoi guardarti le fatture e sapere con certezza quanto hanno speso, tra l’altro i soldi vengono gestiti autonomamente dai vari gruppi.
      A Parma ho seguito la campagna elettorale del m5s e… primo turno qualche manifesto e volantino, secondo turno nemmeno i manifesti. Tanti banchetti però. Hanno speso poco più di 8.000 euro compreso il palco per Grillo.

      • Ale, i numeri li sappiamo a memoria. Quello che sostengo è che i banchetti e i comizi sono trainati da un marchio forte, per questo sono quasi gratis. Senza il “patrimonio” di visibilità di Grillo, gli stessi ragazzi per quanto bravi non avrebbero combinato un tubo.

  3. Le attività necessarie per le campagna elettorale del M5S, come l’allestimento dei palchi, sono state realizzate grazie al volontariato dei cittadini attivi. Tutte le altre spese connesse e correlate sono state sostenute grazie a circa 15.000 persone che hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa per un totale di 568.832 euro ad oggi. Tutte le voci di spesa saranno pubblicate, entro i termini di legge, nei prossimi giorni non appena sarà finita la meticolosa attività di rendicontazione. Non tutti i soldi che sono arrivati sono stati effettivamente spesi. Come anticipato la parte restante sarà destinata al conto corrente per i terremotati dell’Emilia. Il M5S vive grazie alla partecipazione attiva di milioni di cittadini. E’ possibile, ed è stato dimostrato, fare politica senza intermediazione dei partiti, senza bisogno di soldi pubblici e garantendo la massima trasparenza sulle fonti di finanziamento. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito.

    • E questo è quello che Grillo dice sul suo Blog. Io ho cercato un bilancio del M5S, dove poter meglio vedere entrate ed uscite, ma non l’ho trovato (se qualcuno ce l’ha, posti il link, please) Non perchè voglia difendere il PD, per carità, ma in rete si trovano tutti i bilanci, su cui è possibile vedere il patrimonio, le entrate, le uscite…

      • Entrate e uscite le trovi su ogni sito regionale o cittadino in cui si siano svolte campagne elettorali. Entrate voce x voce ed uscite voce per voce.
        Ad esempio in sicilia http://www.sicilia5stelle.it/donazioni/
        Per le elezioni nazionali già ci sono le entrate e a giorni dovrebbero pubblicare il resoconto delle spese.

    • Grazie, lo sappiamo cosa vuol dire “senza contributi pubblici”. Anche Berlusconi può dire di aver fatto la campagna del 94 “senza contributi pubblici”. QUesto non dimostra affatto che si possa fare politica “senza soldi”, ma solo che si può fare politica SOLO se si è già ricchi o famosi e che tutti gli altri non possono che andare a rimorchio.

  4. intendeva soldi pubblici!

    la piattaforma di grillo (indipendente da grillo sassoon casaleggio) dovrebbe uscire a giorni! poi vediamo cosa ha bersani da dire sulla democrazia ! che faggiano!

  5. Renzi ha raccolto 100.000€ durante le primarie, un quinto di Grillo ma senza essere stato un’icona televisiva come lui. Il crowdfunding funziona anche quando le idee sono buone, partiti autofinanziati come i Radicali o parecchie ONG lo dimostrano.

    • La candidatura di Renzi non viene “dal basso” ma dalla gavetta di partito. La storia dell’autofinanziamento dei Radicali è in parte una bufala, nel senso che Pannella ha venduto tutte le sue proprietà per dare benzina alle iniziative e gli eletti nelle istituzioni versavano metà stipendio al partito. Con le sole iscrizioni e donazioni, come puoi leggere nelle relazioni di tesoreria, la baracca non sta in piedi. L’unico soggetto d’area che tiene è forse l’Associazione Luca Coscioni, ma perchè può contare sul 5X1000

      • grazie del chiarimento. La gavetta di Renzi è comunque la prova che anche senza grandi nomi alle spalle si possano fare carriere brillanti in politica (le primarie da sindaco le ha vinte con tutto l’apparato contro, se non è “dal basso” questo).

  6. “prima vennero i Radicali con il partito carismatico a forma di galassia, con la differenza di una apparente redistribuzione della leadership pannelliana tra i vari segretarini senza portafoglio dei soggetti d’area.”

    Beh,fortissimo.Applausi.

  7. Ma perche’ la discussione e’ soldi si o soldi no…. perche’ non ci si preoccupa che NON sono le idee, il programma, i candidati e la storia di un movimento/partito a vincere? senza soldi “Si…Puo’…Fare” (cit. Frankenstein Junior) se ci sono teste che pensano.

    • magari in questo momento in una favela di rio sta tirando due calci a una palla quello che avrebbe potuto essere il più grande violinista e compositore del mondo. Peccato che cazzeggerà a scuola e vivrà di espedienti, prima di beccarsi una pallottola a 18 anni perchè non ha pagato il pusher. Chissà, se fosse nato in una famiglia dell’alta borghesia…

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