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Senza aborto non esiste contraccezione

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Si sente dire spesso, in modo particolare da parte del cosiddetto fronte cattolico, che l’aborto viene usato troppo disinvoltamente come metodo contraccettivo: con ciò, evidentemente, stigmatizzando le leggi che lo consentono e sostenendo che quelle leggi inducono le donne ad essere meno responsabili di quanto dovrebbero.
Poi, un giorno, uno legge del Paraguay.
Dovete sapere che in Paraguay succedono due cose: primo, c’è un numero altissimo di bambine sotto i 14 anni che restano incinte; secondo, l’aborto è sostanzialmente illegale, tranne nel caso in cui la donna sia in pericolo di vita.
Si può non vederla, la relazione che esiste tra questi due elementi: oppure, più probabilmente, si può fingere di non vederla. Eppure c’è, è decisamente evidente e demolisce, capovolgendola, la retorica dell’aborto legale come incentivo all’irresponsabilità.
Perché il divieto di abortire, che piaccia o no, è ispirato a un indiscutibile principio di fondo: l’autodeterminazione di una donna è così poco importante da essere subordinata, per legge, perfino alla mera sussistenza biologica di un embrione.
Da ciò discendono almeno due conseguenze: nel lato maschile della società viene largamente promossa la visione della donna come di un buco, o una fica, o un utero (scegliete voi la parola che preferite) senza cervello né dignità; nel lato femminile viene scoraggiato qualsiasi percorso verso la responsabilità sessuale, giacché è noto che responsabilità e libertà vanno di pari passo, né la prima può svilupparsi in assenza della seconda.
Ci si può meravigliare che in un contesto del genere prosperino gli stupri sulle bambine da un lato e l’irresponsabilità sessuale delle bambine dall’altro? Direi proprio di no.
Quindi eccoci alla relazione: dal fatto che l’aborto sia vietato consegue, in larga misura, il fatto che troppe adolescenti restino incinte.
Il che ci conduce al problema iniziale: è vero che l’aborto legale viene utilizzato come metodo contraccettivo, o piuttosto è vero che in un’accezione larga, ma non per questo meno stringente, lo è, nel senso che rappresenta il presupposto culturale di qualsiasi altra forma di contraccezione, perché impone l’idea della donna come essere pensante e aumenta la responsabilità sessuale delle donne attraverso il rafforzamento del loro diritto ad autodeterminarsi?
Pare un particolare irrilevante, e invece è un abisso.
La verità? Senza aborto legale diventa un miraggio anche la contraccezione.
Vediamo di ricordarcelo, quando qualcuno cerca di attaccarlo anche dalle nostre parti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

11 Comments

  1. Educazione sessuale ed innanzitutto sentimentale. Dopo contraccezione e quindi scelta consapevole di concepire o no una vita con amore e consapevolezza. Non è solo una questione legislativa ma sociale e culturale.

  2. Perchè le responsabilità politiche di un paese del terzo mondo vengono sempre scaricate sulle spalle della chiesa?
    Isis che stupra a mani basse cani e porci è colpa della chiesa?

    Ma ogni tanto qualche neurone lo tratteniamo o ci divertiamo a creare dell’eco?

    • è colpa della chiesa locale, quella musulmana, non dei cattolici in quel caso. Guardacaso c’è sempre un comune denominatore. Qualcosa tipo ‘devi fare questo perchè me l’ha detto l’essere invisibile che mi parla’.

        • Ovviamente nulla, con l’età della gestante. Molto, con l’obbligo per legge di portare avanti la gestazione anche a quell’età, anche a rischio della vita.
          (Hai provato con una spruzzata d’acqua santa, per rimuovere quel famoso poltergeist dalla tastiera?)

          • Allora rimuoviamolo.
            Ma anche il senso di questo discorsi sull’autodeterminazione femminile: li rivolgiamo ad un paese terzomondista? Dove la maggioranza della popolazione è analfabeta? E dove non più di due anni fà c’è stato un mezzo golpe?

            Vedi che anche volendo non ne capisco il senso.

          • Non aver avuto opportunità da Primo Mondo non significa essere degli sprovveduti; non occorre saper leggere e scrivere, né godere (già) dei vantaggi della democrazia, per rendersi conto che procreando responsabilmente si (soprav)vive meglio. E ci si avvicina alla lettura, alla scrittura e alla democrazia.

          • Anche perchè se noi non li facciamo, mentre loro ne sfornano a pacchi, prima o poi qualcosa succede; probabilmente non di buono per noi.

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