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Sensibilità femminile ‘sto cazzo

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La mia spiccata sensibilità/si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista.

Per quanti anni ce l’hanno menata con l’importanza dell’apporto del Femminile – sì, con la F maiuscola – in politica e in società, in nome di una presunta virtù innata delle donne in quanto madri, mogli, suorine della carità?

Secondo questa fin troppo abustata retorica, la Donna, così diversa dall’Uomo per il suo essere intimamente legata a una sfera emotiva dell’esistenza, sarebbe istintivamente portata a un’umanizzazione della politica, destinata a chiudere una volta per tutte il cerchio dello scandalo patriarcale della Storia grazie all’Amore uterino, l’istintiva solidarietà ginecea, la sorellanza universale.

Bene, nella giornata di ieri, il cancelliere tedesco Angela Merkel, di indubbio sesso femminile (checché ne dicano Berlusconi&Soci), dopo aver ascoltato la storia strappalacrime di una bambina rifugiata palestinese con gli occhioni da Bambi che richiedeva il diritto a studiare in Germania, ha risposto picche. Nein. Non c’è spazio per tutti.

E la bambina è scoppiata in lacrime. Che cazzo, sarei scoppiato in lacrime pure io.

Non voglio entrare nel merito della questione sull’immigrazione in Germania e in Europa, e chissà, forse per certi versi la Merkel ha pure ragione – realpolitik, bitch. Ma la freddezza dimostrata di fronte a un essere umano, perlopiù minorenne, di fronte a una testimonianza fatta col cuore in mano, con tutta la purezza e l’innocenza (l’ingenuità?) di un bambino, è la dimostrazione del fatto che il Femminile in politica non ha apportato nulla di nuovo in termini di emozioni e sentimenti.

Anzi, il Femminile non esiste proprio. È un’enorme cazzata. L’identità sessuale e di genere di una persona non ha niente a che fare con la sensibilità personale, le qualità di una persona, l’empatia del singolo.

Viviamo in un mondo fatto di individui, ognuno con la propria storia personale, ciascuno dotato di un bagaglio umano ed emotivo che lo rende unico e irripetibile. L’arricchimento della politica e della società passa attraverso il contributo che possiamo apportare nella nostra specificità, non per mezzo della stereotipizzazione o della generalizzazione sessista, classista, razzista.

E se sei uno stronzo essere nato uomo o donna non fa alcuna differenza.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

27 Comments

    • L’avrebbe fatta prostituire (o si dice invitata a cena elegante)….forse è un pò troppo minorenne….le avrebbe detto di ripassare da Arcore tra qualche anno.

      • Volevo dire altro. Sostituisci pure “Berluscoide” con “politico italiano mediamente populista”. E risottolineo la sottolineatura del verbo “mostrare”: “avrebbe *mostrato* grande sensibilità ed empatia”.

        A me, a dirla tutta, ‘ste menate sull’empatia (al di là di ogni stereotipo di genere o etnico) hanno proprio rotto. Io se devo proprio empatizzare, empatizzo con Angela Merkel.

        • Chiarissimo e concordo su tutta la linea. Un paese serio lo si vede dal fatto che delinea leggi chiare, semplici e le fa rispettare senza interpretazioni personali o scenate opportunistiche del momento.
          Il nostro maggior difetto è il buonismo. Ci frega sempre.

  1. La chiosa finale è pessima, sul resto ci siamo. Chissà perché se si parla per stereotipi legati all’etnia o alla nazionalità si dice (giustamente) che sono stronzate, ma se si discriminano le caratteristiche umane secondo il genere (ma si badi, non secondo la visione della società pre guerre mondiali) allora va bene.

    • Niente di più vero. Ci inorridiamo (giustamente) di fronte al pregiudizio etnico, ma sullo stereotipo di genere costruiamo da intere serate in pizzeria a raffinate teorie filosofiche.

  2. Un Italiano le avrebbe detto parole di conforto, poi le avrebbe mentito o l’avrebbe illusa, presa per il culo, e infine fatta espellere comunque.
    Sarebbe questa la sensibilità che è mancata alla Merkel?
    Andiamo… Ad avercela questa serietà, i nostri politici…!

  3. Beh, se ci fossero stati politici italiani al posto della Merkel, avrebbero risposto alla bambina palestinese più o meno in questo modo: “Ma tornatene a raccogliere banane a casa tua! Bingo Bongo!”, tra gli applausi dei genitori dei compagni di classe.

  4. Abboccato!
    Ci siete ancora cascati nella retorica del tedesco cattivo, delle regole ferree, della empatia umana al lumicino, del loro sono senza anima e ‘core.

    Mi sembra che abbia risposto nel modo migliore possibile. Non dedice una persona sola le regole di immigrazione e le stesse regole non sono adattive in base alla storia più o meno strappalacrime.

    Quello è il metodo di fare italiano, che si commuove, canta una serenata, vi illude che qualcosa si risolva ma alla fine rimanete straniere, clandestino, senza lavoro e ve lo pigliate pure nel culo credendo di aver raggiunto un paese civile.

  5. una tonnellata di commentatori che non hanno capito che il punto non è quanto la Merkel sia stronza o quali siano le politiche migratorie della Germania, ma semplicemente che si è comportata tale e quale a un uomo, per cui la vulgata corrente che vuole ‘più rosa in politica’ spesso per ‘cambiare linguaggio e prospettive’ è una cacata pazzesca.

    • Ma meno male che ci sei tu che capisci il punto. Certo chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. E se è sensibile perché è sensibile, se è stronza perché è stronza. Ma non si può parlare di Angela Merkel così come di qualunque altro politico come politico e non per il sesso, l’aspetto esteriore e via dicendo?

      • Impossibile. E’ sempre una donna, per cui le vengono attribuiti tutti gli stereotipi di genere, ovvero che dovrebbe essere più ‘dolce’ e magari ‘materna’.
        Un gradino sotto quelli del ‘donna schiava zitta e chiava’ ci stanno quelli delle quote rosa. Io preferisco valutare un manager, un politico o pure un panettiere dalle sue capacità, non guardandogli nelle mutande.

          • “Tutti gli uomini sono mortali. Socrate era mortale. Dunque, tutti gli uomini sono Socrate.” (Woody Allen)

          • Ammetterai che il tuo post è volto a giudicare Angela Merkel come donna e non come politica

          • veramente mi pare l’opposto. E’ la dimostrazione che si comporta in politica esattamente come un uomo (e come altre famose donne della politica del passato, aggiungerei io), quindi pensare di ‘femminilizzare’ la politica è aria fritta.

    • Diamine Alessia, e dire che l’articolo l’ho riletto tipo 100 volte per essere sicuro che non ci fossero errori!

      Pero’ “abustata retorica” è un refuso talmente bello che merita di non essere rimosso.

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