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Sense: la recensione di un romanzo ancora in corso.

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Quindi Alessandro Capriccioli ha deciso che, tra le tante cose che sa fare molto meglio di me, ora c’è anche la narrativa. E si è messo a scrivere un romanzo di science-fiction che pubblica, a puntate, come se non bastasse, qui.

Ebbene, io detesto lo sci-fi perché è già tanto che riesca a fare login nella mia email senza chiamare l’IT, quindi, per dire, figuriamoci la narrativa basata sulla tecnologia. Non solo, io odio anche le storie a puntate, sin da quando Topolino spezzava le storie lunghe in due o più numeri (maledetto topastro!).

Per darmi un maggior tono, aggiungo che non avrei mai potuto essere un lettore di Hugo, Dumas o Dickens quando scrivevano feuilleton perché non sopporto di dover attendere il seguito di una storia.

Bene, sappiate che se la pensate come me, il romanzo di Ale dovete leggerlo comunque perché io lo sto adorando. Siamo in un’Italia futura, tra una ventina d’anni, e si sono inventati delle app che ti istallano direttamente nel cervello e migliorano di moltissimo le tue capacità e conoscenze.

Ovviamente le app costano, alcune un sacco di soldi, e col cavolo che tutti se le possono permettere.

Chi può, ovviamente le acquista per distanziarsi ancora di più da chi i soldi per comprarle non li ha. E però c’è anche chi questo stato di cose non lo gradisce affatto. Una infima minoranza che si fa disinstallare le app e le rivende perché vuole farcela senza barare e collettivi di contestatori che provano a craccare le app, per il momento con scarsi risultati.

E poi c’è anche chi ammazza, per rubare le app installate nei cervelli altrui. Ed è su questi che indaga il commissario Scaglia, uno che una volta le app ce le aveva e ora non più. Hanno ammazzato un poveraccio, un essere umano di “Fascia C”, un mentecatto insomma che però aveva installate delle app che evidentemente valeva la pena rubare. Di quelle insomma, che non trovi gratis nel fustino del detersivo: e come poteva permettersele, sto sfigato?

Insomma, per ora un sacco di domande e io sto qui come un cretino ad aspettare la prossima puntata. Venite anche voi, nel mondo del romanzo di Ale, vi assicuro che ci piacerà.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

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