Semplificazioni?

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E’ chiaro che più passa tempo e più Renzi si indebolisce. Più resta in carica questo governo (che è un governo del Pd di Renzi con un presidente del consiglio del Pd di Renzi), e più nella prossima campagna elettorale sia Grillo che Silvio a Renzi rinfaccieranno tutto il rinfacciabile possibile. E’ chiaro anche che Silvio e gli antirenzi del Pd facciano dilatare i tempi. E’altresì chiaro che Grillo non si accorderà mai né con il Pd nè con Forza Italia, perché la ragione sociale del M5s è essere contro tutti i partiti che sono la rovina dell’Italia. E’ infine chiaro che Renzi, prima di andare al voto, cerchi di fare una riforma elettorale in senso maggioritario, perché con il proporzionale figlio della sentenza della consulta sul porcellum, qualora il Pd fosse anche il primo partito con il 35/36% dei voti, in parlamento, senza accordi con Silvio o Grillo, un governo Renzi non otterrebbe mai la fiducia.

Potrei sbagliarmi, ma forse proprio le motivazioni della sentenza della Consulta vengono furbescamente ed opportunisticamente ignorate da tutti.

Primo: Si dice che le camere siano legittime. Ma è proprio così? Secondo la sentenza lo sono e sono legittimate ad operare, così come legittimi sono gli atti che hanno adottato, in quanto le ultime elezioni sono un fatto concluso, «posto che il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti”. Il principio di retroattività della sentenza vale solo «per i rapporti tuttora pendenti, con conseguente esclusione di quelli esauriti, i quali rimangono regolati dalla legge dichiarata invalida». Orbene quindi, come la mettiamo con quei 140 deputati, credo tutti del Pd, che non sono stati ancora proclamati? E con tutti i ricorsi pendenti di fronte alla giunta per le elezioni?

Secondo: Per quel che riguarda il premio di maggioranza, la Consulta ha stabilito che un premio senza una soglia «ragionevole» è «distorsivo» della volontà degli elettori e «non proporzionato» rispetto agli stessi obiettivi di governabilità che si prefigge. Per essere legittimo un premio deve essere ragionevole e prevedere una soglia minima di voti sotto il quale non scatta. Quale sia questa soglia la Corte non lo esplicita, semmai dovrà farlo il Parlamento. Ok, lo fa il Parlamento, cioè il Pd e Forza Italia. Ma basta il fatto che lo faccia il parlamento perchè non sia distorsivo, ma ragionevole e proporzionato? Il 25% previsto dalla legge Acerbo del 1923 potrebbe essere o no, distorsivo? Il 35? E perché non il 40? In base a quale criterio un premio è o non è distorsivo? Se è per la governabilità, nella sostanza, cosa caspiterina cambia che ci sia o non ci sia la soglia minima? Siamo così sicuri che con essa il premio non sia irragionevole e distorsivo della volontà degli elettori?

Dovremo forse arrenderci al fatto che, in fin dei conti, Calderoli, a livello di legge elettorale, ne sappia più del diavolo, dei preti e della Consulta?

Soundtrack1:’400 fascists’,Cheeta Chrome Motherfuckers

Soundtrack2:’Come l’occasione’, LouX

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