un blog canaglia

Se telefonando…

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Della telefonata del finto Vendola a Barca si sta parlando in queste ore soprattutto del contenuto.

Trovo interessante che pochi si occupino del “contenitore” e, più precisamente, non ci si interroghi sull’atto di telefonare a qualcuno fingendosi un’altra persona al fine di carpire delle confidenze che – nella testa della “vittima” – dovrebbero rimanere private.

Ovviamente è lecito pensare che la tecnica sia del tutto accettabile fin quando la comunicazione politica in Italia manca di trasparenza e i giornalisti tendenzialmente si bevono qualunque risposta data dall’intervistato senza mai obiettare nulla, chieder conto, fare una seconda domanda per cercare di saggiare la veridicità e la coerenza della risposta o più semplicemente senza chiedere all’intervistato: “Scusi, ma perché mi sta supercazzolando così? Mi ritiene un totale demente? Che razza di risposta è questa?“.

Di fronte a tale mancanza di “aggressività” della classe giornalistica, le finte telefonate di Cruciani e Parenzo potrebbero svolgere comunque una funzione positiva di “smascheramento” del “Potere” (ammesso e non concesso che Barca e, prima, Onida siano potenti) e delle ipocrisie della “classe dirigente” .

Può essere. Però ho due osservazioni.

La prima. Se i giornalisti, nella media, sono loffi e non fanno il loro mestiere, magari il rimedio principale è mettersi a fare seriamente il giornalista, senza ricorrere a finte telefonate; non credo che Parenzo e Cruciani abbiano sondato questa strada a meno di non considerare come giornalismo aggressivo le interviste a La Zanzara, dove tendenzialmente si va a farsi prendere per il culo ma domande davvero scomode se ne ricevono poche.

La seconda. Ehm, tutti i commentatori politici e giornalistici che si stracciano le vesti per la sacralità delle comunicazioni private violata dalle intercettazioni giudiziali pubblicate sui giornali oggi che fanno? Scioperano? Sono in vacanza? No perché nessuno, oggi, li ha sentiti protestare.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

1 Comment

  1. su twitter i vari Polito Battista Velardi si complimentavano con Cruciani per aver fatto confessare a Barca di voler la patrimoniale

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