un blog canaglia

Scioperi, ponti e parole in libertà!

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Ci mancava, in effetti, proprio una bella polemica sullo SCIOPERO PONTE.

Ricapitoliamo, la CGIL proclama uno sciopero per il 5 dicembre, cioè di venerdì. Ovviamente, visto che non c’è niente di più urgente su cui indignarsi, “la rete si indigna“.

E perché si indigna? Perché la CGIL, cattivona, approfitterebbe del “ponte” lungo con l’8 dicembre per attaccarci un bello sciopero.

MA CERTO!

Ora, al di là del fatto che la CGIL minaccia lo sciopero generale sul Jobs Act da almeno un mese e che anche se si utilizzasse il “ponte” non si capisce cosa ci sarebbe di male, c’è un dato che mi colpisce.

E cioè che, secondo me, la rete che “si indigna” è probabilmente composta di gente che ha parecchio tempo da passare, appunto, “in rete” e che, quindi non lavora o lavora in maniera diversa dal lavoro subordinato tipico che è quello dove si concentrerà lo sciopero.

Perché, altrimenti, saprebbe che in moltissimi luoghi di lavoro, particolarmente quelli dove si concentrerà lo sciopero, come fabbriche, trasporto pubblico, scuole, servizi di ristorazione, uffici postali, si lavora anche nel weekend o, almeno, anche di sabato: quindi “ponte” proprio per niente perché, il sabato dopo, molti che avranno scioperato il venerdì lavoreranno.

Inoltre,  saprebbe anche che lo “sciopero” dei lavoratori non funziona come quando facevamo “sciopero” alle scuole superiori. Vi do una notizia, cari amici della rete, lo sciopero non è un giorno di vacanza aggratise!

Lo sciopero, infatti, “si paga”. Nel senso che chi sciopera perde la giornata di retribuzione, cioè accetta una riduzione dello stipendio – spesso già molto basso – che si riceverà a fine mese.

Per cui, se proprio uno volesse allungarsi il ponte, farebbe molto prima a chiedere un giorno di ferie che non a scioperare. Anche questo, probabilmente, chi ha tempo di indignarsi in rete non ha avuto il tempo di considerare.

Così, tanto per dire.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

23 Comments

  1. “Non si capisce cosa ci sarebbe di male” dici?
    Eppure non mi sembra difficile da capire, e proprio per il “fatto che la CGIL minaccia lo sciopero generale sul Jobs Act da almeno un mese”; ora, al di là dei giudizi su chi si indigna e perchè, non credo ci voglia un genio della comunicazione per capire che se si decide uno sciopero che, negli intenti di chi lo indice e di chi vi aderisce, si suppone, dovrebbe servire se non a far cambiare rotta al governo quantomeno a portare attenzione, e simpatie pubbliche, alle proprie ragioni, e per questo sciopero si va a scegliere una data che si presta, anche solo per malafede, alle indignazioni internettiane, ai perculamenti giornalistici o anche solo al “E te pareva..” del cittadino medio, beh, qualcuno dovrebbe farsi venire il dubbio che forse da qualche parte c’è qualcosa, o qualcuno, che non funziona come dovrebbe.
    Cerco di spiegarmi meglio: ma di tutti i giorni che potevano scegliere ma perchè diavolo sono andati a scegliersi proprio quello che di sicuro avrebbe prestato il fianco a critiche, sospetti e indignazioni varie? Tra l’altro, giocoforza, indebolendo e non poco le ragioni della protesta, comunque intaccate dal sospetto?
    Mi piacerebbe, e non lo dico con ironia, conoscere il perchè di quella scelta…

    • Probabilmente perché farlo prima non si poteva perché ci vuol tempo a organizzarlo, mentre a farlo dopo si rischiava che nei servizi pubblici essenziali non venisse data l’autorizzazione perché troppo sotto Natale. Poi io non sto difendendo la data in sé, sto solo dicendo che parlare di “ponte” è del tutto scorretto e in malafede perché dà l’idea che i lavoratori si attribuiscano da soli un giorno di vacanza quando invece vanno a pagare caro per la giornata persa.

    • Perchè prima occorre avere mille autorizzazioni che non è possibile avere in due giorni. Per cui è lecito ritenere che la prima data utile fosse appunto quella del cinque dicembre.

      • Sarà senz’altro come dite; resta però il fatto che anche un bambino si sarebbe accorto che scegliere quella data, comoda e/o utile quanto volete, avrebbe fatto il gioco di chi voleva alzarci sopra un bel polverone, cosa puntualmente avvenuta, e si sa anche che nei gran polveroni è facile che molti perdano di vista l’obbiettivo.
        Una questione di semplice opportunità mediatica, a mio modestissimo parere, avrebbe dovuto sconsigliare quella data, tutto qui.
        In questo come in molti altri episodi simili, anche se di minor portata.
        Poi se si vuol buttare tutto in caciara e dire “io il mio giorno di sciopero me lo scelgo quando cazzo mi pare”, come fa qualcuno più sotto, allora va bene tutto; poi però che nessuno si lamenti se l’opinione pubblica resta freddina rispetto alle ragioni di quello sciopero…

        • L’Opinione Pubblica siamo NOI. E l’opinione Pubblica si alimenta anche dell’inconsistenza della tua idea…..

          il saggio indica la Luna, lo stolto guarda il dito e tu critichi chi critica chi guarda il dito perchè : “il saggio avrebbe potuto indicare la luna puntando col dito indice, invece che col medio” ???!!!

          Stanno così le cose….
          Siamo proprio lo specchio dei politici che ci governano

          • Va be’, avrò idee inconsistenti, ma resto convinto che un vero saggio saprebbe da solo che indicare la luna col dito medio potrebbe creare degli spiacevoli fraintendimenti tra i tanti che insistono a guardargli il dito; fraintendimenti che li allontanerebbero offesi, perdendo l’occasione che alla fine, attratti dal suo dito, in molti riescano a vedere la luna che indica…

          • vieni esattemente verso quanto affermavo nelle ultime righe (nel post più sotto).
            il “saggio” è solo nel detto (è per questo che te l’ho ritratto col dito medio…)

  2. Absinthe, vivi a Milano per caso? Io sì. Da sette anni. E gli scioperi dell’ATM (tutte le sigle sindacali a caso) sono _sempre_ il venerdì.
    Al punto che pure a me, che sono bello rossino, è venuto il sospetto che venga usato al posto del permesso non retribuito…

      • che chi non ha il turno il weekend se lo fa lungo. Altrimenti non trovo nessun’altra spiegazione, sette anni di inspiegabili coincidenze sono un po’ troppe.

        • Secondo me è invece legato al fatto che di venerdì c’è meno casino in giro e quindi la Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali è meno portata a bloccare lo sciopero.

          • quello che non ho mai capito dei trasporti è perchè non fanno sciopero nell’unico modo sensato: i trasporti vanno, ma senza biglietto.
            Come fanno i casellanti autostradali. Le autostrade sono aperte, la gente viaggia gratis. Danneggi la tua azienda senza fare incazzare la gente.
            Due o tre scioperi simili a Milano (nel weekend: quasi tutti i pendolari hanno l’abbonamento, quindi hanno già pagato l’ATM) e vedrai che ‘sto contratto te lo rinnovano…

          • È ironica? Il venerdì hai, oltre al traffico feriale giornaliero, quello di gente fuori sede che cerca di rientrare appena finita la giornata lavorativa o la lezione per la settimana.

  3. Bisognava avere il PD al governo per sentir parlare di uno sciopero generale come di un ponte.
    Fuor di polemica però, forse si potrebbero guardare i livelli salariali, i contratti congelati, la mancanza di prospettive dei lavoratori pubblici, l’impoverimento inesorabile delle loro (in gran parte nostre) famiglie, e smetterla di dar loro la colpa di avere un lavoro.

    Il mood giusto per spensierate gite fuori porta, sì.

  4. Chi sa rispondere: è vero che i sindacalisti in distacco (appunto sindacale) nelle giornate di sciopero non perdono nulla del loro stipendio?

  5. Onestamente non credo che un’organizzazione sindacale prima di scegliere una data per un probabile sciopero debba chiedere al movimento 5stelle o debba fare un referendum sui presunti social che poi si indignano…. spesso il primo problema della Democrazia è proprio l’estensione, per il senso di democrazia stesso, a credere di dover dar voce all’ignoranza becera della massa. Un’organizzazione sindacale fa e deve fare quello che ritiene più opportuno e se per fare questo ci infila dentro anche la possibilità di far “rifiatare” i Nuovi Schiavi con un bel Ponte, io, non ci vedrei nulla di strano…. anzi ! Ma cosa pensate che quando i Datori di Lavoro concertano una nuova misura di tagli delle spese o di incremento della produttività non lo fanno andando a guardare in primis i loro sporchi interessi ?
    Dunque dove sarebbe lo scandalo ? Se guerra pari deve essere, che ognuno si prenda le sue convenienze !!! Cioè…. io mi DEVO perdere un giorno di paga per manifestare il fatto che una multinazionale me lo vuole mettere nel CULX e non ho nemmeno il diritto di scegliermi il miglior giorno che mi aggrada ???!!! Ma caxxo…. o siete dei Padroni oppure non riflettete abbastanza prima di parlare ed esprimere un’opinione.
    Detto questo, se poi vogliamo commentare sull’operato di CGIL, Cisl ed altre fregnacciate di sigle simili e su cosa di buono avrebbero fatto negli ultimi 30anni, allora ridiamo pure e poi incazziamoci e mandiamoli anche tutti a stendere, ma questo sarebbe tema di altro articolo !

  6. Comunque, cari tutti, il punto è uno e uno solo. Vi dirò una cosa e non voglio che poi corriate a dirlo a tutti come quella volta che avete saputo la verità su babbo natale. Gli scioperi si attaccano ai we o alle vacanze, per allungare we o vacanze, MA ciò non è affatto un comportamento disonesto o opportunista, bensì si inscrive pienamente nella concezione dello sciopero come diritto ANTAGONISTA. Il fine dello sciopero è quello di creare un danno, danno limitato, irregimentato, non di rado sanzionato, comunque controllato e per definizione prevedibile e “reversibile”. Perché “funzioni” l’adesione deve essere il più ampia possibile, e a questo serve piazzarli strategicamente. Non è un giochino da fannulloni, è legittima (benché furba, ma provateci ad andare alla guerra senza furbizia) strategia di lotta.

    • beh, no. Parte della furbizia nella strategia di lotta consisteva, un tempo, nel creare consenso. Gli scioperi che ci diedero i diritti civili, serrate della FIAT etc, crearono un consenso trasversale. Oggi siamo alla guerra tra poveri, Trenord vs pendolari, camionisti vs utente delle strade, ‘forconi’ vs cittadini etc.
      Non danno ai ‘padroni’, ma scassamento di maroni generalizzato. Oppure difendere l’indifendibile, l’acciaio a Terni è morto da vent’anni, levatevi dalle palle invece di pretendere che la fata turchina vi paghi uno stipendio. E se avete cinquant’anni casa e tre figli, chiedetevi perchè siete ancora lì, visto che la crisi è cominciata vent’anni fa quando ne avevate trenta.
      Serve qualche strategia nuova. E sia la Camusso che Landini mi paiono fermi agli anni ’70.

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