un blog canaglia

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Schettinen

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Avrete già saputo tutti della geniale decisione de “Il Giornale”, che ha deciso oggi di presentare l’articolo in prima pagina dedicato al disastro aereo delle Alpi con un titolo dignitoso e di classe: se non l’avete già visto, ecco, si tratta di questo.

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Tutto tristemente vero, anche se stamattina mi ero illusa, solo per un attimo, che fosse un fotomontaggio.

Ma non andrò a sparare sulla croce rossa, e non sottolineerò, perché è piuttosto evidente per chiunque abbia un minimo di sale in zucca, tutti gli aspetti sbagliatissimi di questa triste immagine.

Questo episodio è un pretesto per riflettere su qualcosa che vedo fare da troppo tempo: la corsa alla battuta sul morto/tragedia/cazzi del giorno.

E oggi siamo andati oltre in molti casi, compreso quello del Giornale, o il paragone che Beppe Grillo ha fatto fra il pilota della Germanwings e Matteo Renzi, superando di parecchi metri la soglia del cattivo gusto, in un momento in cui, di sicuro, non si ha bisogno ANCHE di questo.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Alla base c’è un discorso molto delicato, quello dello humour nero.

In un paese libero, come il nostro, ci è permesso dire tutto ciò che ci passa per la testa, per fortuna.

Ma, e credetemi, a volte non è davvero necessario. Non è necessario cogliere la palla al balzo sperando di essere più originali degli altri nel postare la vostra battuta sulla morte di Pino Daniele, sull’attentato a Charlie Hebdo o sull’aereo della Germanwings.

Occhio: non è mica vietato. E non è detto che, in alcuni casi, non sia persino parecchio divertente.

Ma -ripeto- non è necessario. Non tutti i giorni, non continuamente, non pensando di essere più cinici-geniali-dissacranti degli altri. Non lo siete, soprattutto quando esserlo è il vostro scopo primo.

Non lo siete, perché ci dovete pensare, e vi spremete le meningi per farvi venire in mente qualcosa di assolutamente originale per far vedere agli altri che, che diamine, io mica sono uno di quegli ipocriti lì che si rattristano per cinque minuti e poi basta. Io, la battuta sull’attentato al Museo di Tunisi la faccio: perché, voglio dire, lo posso fare, no?

Certo che puoi. Ma non è che DEVI.

Non c’è bisogno di essere sempre dissacranti. Ogni tanto basta. Ogni tanto vergognatevi pure voi. Beppe Grillo, Sallusti, tutti.

Tanto, per fare due like in più, bastano un paio di belle tette.

 

JJ

 

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

10 Comments

  1. >Tanto, per fare due like in più, bastano un paio di belle tette.

    La fai facile tu!
    Le mie foto in topless non è che raggiungano sti livelli stratosferici di like.
    Sarà la panza

  2. Grillo condannato per aver causato la morte in macchina di tre persone parla di queste cose? Proprio lui? Appliccasse per lui ciò che vuole sia applicato agli altri. No basta. Per favore. Voglio andare via lontano da questo Paese. Mi viene in mente una poesia composta da P.P. Pasolini: Alla mia nazione.

  3. Non hai ragione hai molto più che ragione! Non si capisce bene perché ma ormai in questo paese l ironia narcisista sui soocial network è diventata sinonimo d intelligenza e arguzia, ma la maggior parte delle volte in realta è più sinonimo di demenza. Almeno sallusti lo fa per vendere qualche copia in più e far parlare del sup inutile giornaletto, gli amici dei social invece lo devono fare per sentirsi qualcuno, ma potrebbero tranquillamente far meglio andandosi a fare una bella passegiata!

  4. in questo bordello virtuale tutti fanno a gara a chi ce l’ha più grosso (il senso dell’umorismo). nella corsa affannosa alla risata a tutti i costi, al motto arguto, ci si dimentica spesso che un conto è ridere della morte, gesto apotropaico che nasce per esorcizzarne la paura, e un conto è ridere del morto.

  5. Si ride per somatizzare.. quelli della Ryanair non ridono per esempio, nei loro aerei non c’è posto per due piloti in cabina.. come cazzo faranno adesso ad adeguarsi alle nuove normative?

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