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Cosa potrebbe davvero succedere in caso di vittoria del No

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Nel caso il ddl Boschi dovesse essere respinto con il referendum del 4 dicembre lo scenario politico italiano diventerebbe molto interessante. Ci troveremmo con l’usuale sistema bicamerale perfetto, una maggioranza solida a guida del PD alla Camera oltre che un Senato potenzialmente meno stabile. Avremmo, come oggi, due leggi elettorali distinte per camere: una iper maggioritaria a Montecitorio, l’Italicum, al Senato il proporzionale puro.

Cosa farà a questo punto Renzi? L’ipotesi più probabile in questo scenario è che Renzi si dimetta da Presidente del Consiglio. Dopo una sconfitta di tale portata il premier difficilmente riuscirebbe a obbligare la minoranza dem ad obbedire alla linea governativa come ha fatto fino ad adesso. Come minimo i Bersani, Speranza e Cuperlo si sentirebbero legittimati a volere partecipare più attivamente alla politica di governo e di Partito. La minoranza dem cesserebbe dunque di essere considerata una riserva indiana di vecchi rancorosi per ritornare nuovamente ad essere un interlocutore di molti renziani che, dopotutto, “lo avevano sempre saputo che il Segretario stava tirando troppo la corda”. Per Renzi governare in queste condizioni sarebbe logorante oltre che estremamente difficile; l’ala sinistra proverebbe poi a isolarlo proponendo un’agenda in una rottura con l’NCD di Alfano. Sul fronte della nuova legge elettorale, inoltre, molto difficilmente si riuscirebbe a trovare una quadra con tutte le forze politiche dal momento che tutte, a partire dalla minoranza del PD, avrebbero come primo obiettivo quello di tutelare loro stessi. Obiettivo certamente comune ma non raggiungibile con un unico strumento. A Renzi converrebbe? Ovviamente no.

Ma andare ad elezioni immediatamente con l’Italicum alla camera e il proporzionale al Senato non produrrebbe una situazione analoga a quella attuale? Si, con la differenza che con i “capilista bloccati” Renzi potrebbe eleggere un gruppo PD di suoi fedelissimi alla Camera e, con un atto di imperio, rottamare i vecchi traditori al Senato. Il risultato elettorale con grande probabilità ci consegnerebbe un nuovo governo di larghe intese con Silvio Berlusconi e Alfano e tutto riprenderebbe più o meno come adesso per i prossimi 5 anni.

E nel caso in cui al ballottaggio della Camera (previsto dall’Italicum ) vincessero i 5 Stelle? Renzi potrebbe sempre logorarli facendo blocco con FI al senato.

Gli avversari di Renzi come vedrebbero l’ipotesi di elezioni anticipate? I 5 Stelle, dopo un’iniziale euforia, si troverebbero a dovere fare una campagna elettorale con un programma incentrato sulla riduzione del numero dei parlamentari e dei costi della politica. A quel punto Renzi potrebbe ricordargli, con la usuale grazia e temperanza di modi, che è quello a cui si sono opposti al referendum. Salvini potrebbe rubare qualche parlamentare e senatore a Forza Italia ma, fatto salvo eventi gravi come attentati terroristici, crollo del sistema bancario europeo o un’invasione di migranti, difficilmente otterrà un risultato tale da permettergli di andare governo. Scelta Civica sparirebbe laddove Nuovo Centro Destra, Alleanza Nazionale e Sinistra Italiana sopravviverebbero al Senato e alla Camera con gruppi poco consistenti.

Riminese di nascita divide la settimana tra Trento, Milano e Roma. Maestro di sci alpino recentemente ha iniziato a cimentarsi con il biathlon. Da sempre una perversione per la politica.

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